Gennaro Esposito: “Con Festa a Vico spingo la cucina italiana come patrimonio UNESCO…”

A partire dal 10 giugno, ci sarà Festa A Vico. Degustazioni di piatti firmati dai migliori cuochi italiani e internazionali, spettacoli, eventi e incontri organizzato in uno dei luoghi più belli del mondo, la costiera sorrentina.

Manifestazione arrivata alla XXI edizione concepita, organizzata e guidata da Chef Gennaro Esposito, ospite di Max e Max in Good Morning Kiss Kiss.

Gennaro, cosa succederà a Festa a Vico?
Succederanno tante cose. Quest’anno abbiamo voluto alzare ancora di più l’asticella. Ci saranno momenti di degustazione vini molto alti, molto specifichi, con i produttori che vengono direttamente a raccontare le loro store, i loro vini, i loro territori.
La cucina è sempre centrata in Festa a Vico. Quest’anno abbiamo aperto le porte a chef internazionali del calibro di Alvaro Clarino, dalla colomba, dall’argentina e chi ne ha più ne metta. Spingeremo la candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO. Un evento istituzionale, senza perdere l’anima gioiosa e conviviale di Festa A Vico.

La cosa bella è che se uno arriva lì bendato e comincia a camminare per le strade di Vico Equense, incominci a sentire tutte quelle nuances – ridono – …
Sono ormai ventuno anni che faccio Festa a Vico e la cosa che mi impressiona tanto è che seppure ci sono migliaia di persone, la curiosità per il cibo, questo rapimento dei sensi, profumi, rumori… vengono concentrati sul piatto!
Il sentimento fondamentale di Festa a Vico è proprio questa rottura di barriere tra la cucina e la gente. Lo chef interagisce con le persone, la gente vede e si sente sazio solo a vedere…

Dietro la cucina c’è proprio una gerarchia, come nell’esercito. E’ vero? Infatti lo staff si chiama “brigata”…
Il rigore, la concentrazione, sono fondamentali per arrivare a fare un piatto perfetto, equilibrato. E’ un lavoro di squadra e in quel momento c’è bisogno di un atteggiamento quasi militare!

Abbiamo scoperto un tuo ingrediente segreto… diccelo tu!
Sì, è il “giusto tempo”. Per tantissimi motivi. Ti faccio un esempio. Per valorizzare un ingrediente meno nobile, meno importante – anche se in cucina non ci sono queste classificazioni. Per esempio, se ho un pesce azzurro e farlo diventare un grande piatto, ho bisogno di tempo. Cioè di lavorazioni, tecniche particolari che mi consentiranno di mettere questo ingrediente sul trono del piatto. E’ facile partire con un gambero rosso, lo metti lì, ed è quasi tutto il piatto. La cosa più affascinante è partire dalle parti meno nobili del gambero stesso. Valorizzare la testa, lavorare con le interiora, con le emulsioni… La cucina va oggi raccontata con l’ingrediente nella sua interezza. Se prendiamo le foglie di sedano, ad esempio, le lessiamo brevemente. Ne facciamo un estratto di foglie, che hanno un amaro meraviglioso, e ci creiamo un’emulsione con altri ingredienti. La cucina è un gioco di conoscenza.

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