Quando parliamo del ritorno di Steven Spielberg, ci sono diverse chiavi di lettura. Da un lato, il regista torna a quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro, il film autobiografico I Fabelman (2022), un tempo non breve per i fan più accaniti. Ma se lo consideriamo come il maestro della fantascienza che è, Spielberg riprende il genere dopo quasi un decennio dall’ultimo film simile, Ready Player One (2018). E se si tratta di raccontare storie di alieni, come ama fare il genio statunitense, bisogna tornare a La guerra dei mondi (2005). Tutto ciò spiega facilmente l’attesa per Disclosure Day, finalmente nelle sale questo venerdì.
Le radici della nuova opera
Se ci sono due film del celebre regista a cui questa nuova pellicola si collega davvero, essi sono le iconiche E.T. l’extra-terrestre (1982) e Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977). In quei capolavori del secolo scorso, fenomeni globali che hanno segnato intere generazioni, risiede la vera radice de Disclosure Day. Possiamo dire che Spielberg, il Re Mida di Hollywood, torna alle origini.
Già allora raccontava di esseri provenienti da altri pianeti o galassie e di organizzazioni scientifico-militari segrete che cercavano di nascondere tali eventi all’umanità. Questa stessa premessa guida la nuova proposta del regista per il grande schermo.
Azione, spettacolo e suspense
Disclosure Day conquisterà sia i nostalgici sia chi cerca intrattenimento ad alto livello per quasi due ore e mezza. Il film è pieno di scene frenetiche e spettacolari che non concedono pause. L’atmosfera, inoltre, si tinge di thriller oscuro, svelando i misteri a poco a poco e catturando lo spettatore fin dai primi minuti.
Lo slogan della pellicola, “Se scoprissi che non siamo soli, se qualcuno ti aprisse gli occhi e te lo dimostrasse, ti spaventeresti?”, sintetizza bene il tono inquietante e al contempo affascinante della storia. La fotografia e la cura dell’atmosfera ricordano in parte un altro capolavoro di Spielberg, Minority Report (2002), interpretato da Tom Cruise.
Dietro le quinte: Spielberg e Koepp
Il soggetto di Disclosure Day nasce direttamente dalla mente di Spielberg, che a dicembre compirà 80 anni, ancora lucido e brillante. Per il soggetto ha collaborato con David Koepp, suo storico sceneggiatore, con cui aveva già realizzato il successo mondiale Jurassic Park (1993) e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008). Questo duo torna insieme dopo anni, portando una chimica creativa che promette risultati notevoli.
Un cast all’altezza
Il casting è impeccabile, guidato da Emily Blunt (Il diavolo veste Prada, La ragazza del treno), già abituata a confrontarsi con creature misteriose nello spazio (Un luogo tranquillo, 2018 e 2020). A completare il cast ci sono Josh O’Connor (Rivals, The Crown), l’Oscar Colin Firth (Il discorso del re, saga Kingsman), Eve Hewson (Sisters, The Perfect Couple) e Colman Domingo (Las vidas de Sing Sing, Michael).
Questi attori ci trascineranno in una frenetica corsa contro il tempo per svelare al mondo il più grande segreto mai raccontato, facendo sentire ogni spettatore parte della vicenda.