È morta a Roma Emma Bonino, storica leader radicale, protagonista per decenni della politica italiana ed europea. Aveva 78 anni. Nei giorni scorsi era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito dopo una crisi respiratoria; il 10 settembre era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata, con un quadro clinico ancora definito delicato.
La notizia della morte è stata annunciata da +Europa con parole che sintetizzano il rapporto tra la sua figura e il movimento politico che aveva contribuito a fondare: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».
Dalle battaglie radicali ai diritti civili
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino si era laureata nel 1972 in Lingue e letterature straniere alla Bocconi, con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X.
Nel 1975 entrò nel Partito Radicale e diventò presto uno dei volti più riconoscibili delle battaglie per i diritti civili. Fu tra le protagoniste della campagna per la liberalizzazione dell’aborto, fondò il Cisa e arrivò ad autodenunciarsi per procurato aborto come forma di disobbedienza civile.
Nel 1976, a 28 anni, venne eletta per la prima volta alla Camera.
Una lunga carriera nelle istituzioni
Da allora Emma Bonino ha attraversato quasi mezzo secolo di vita pubblica.
È stata deputata, parlamentare europea, senatrice e vicepresidente del Senato. Tra il 1995 e il 1999 ricoprì l’incarico di commissaria europea, occupandosi anche di aiuti umanitari.
Nel 2006 entrò nel governo Prodi II come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee, mentre nel 2013 Enrico Letta le affidò il ministero degli Affari esteri.
L’impegno internazionale
La dimensione internazionale è sempre stata centrale nel suo percorso.
Bonino visitò aree di guerra come la Bosnia e l’Afghanistan, sostenne le campagne per i tribunali sui crimini commessi nell’ex Jugoslavia e in Ruanda e si impegnò per la nascita della Corte penale internazionale.
Fu inoltre tra le promotrici della moratoria delle Nazioni Unite sulla pena di morte e fondò Non c’è pace senza giustizia, portando avanti anche battaglie contro le mutilazioni genitali femminili, la fame nel mondo e le violazioni dei diritti umani.
Il progetto degli Stati Uniti d’Europa
L’Europa rimase uno dei punti fermi della sua visione politica.
Bonino sostenne fino alla fine l’idea di un’Unione più integrata, democratica e federale, arrivando a indicare negli Stati Uniti d’Europa il traguardo politico da perseguire.
Nel 2017 contribuì alla nascita di +Europa, formazione con la quale tornò in Senato nel 2018. Nel luglio 2024 venne eletta presidente del partito.
La malattia e la scelta di non fermarsi
Nel 2015 fu la stessa Bonino ad annunciare pubblicamente di avere un tumore al polmone sinistro.
In quell’occasione spiegò che avrebbe dovuto affrontare un lungo percorso di chemioterapia, ma chiarì subito di non voler abbandonare l’attività politica: «Da una passione, come quella politica, non ci si dimette».
Il microcitoma polmonare venne successivamente superato nel 2023.
Negli anni seguenti, tuttavia, i problemi respiratori avevano reso necessari più ricoveri. Nell’ottobre 2024 era stata assistita in terapia intensiva, mentre nel 2025 un altro malore aveva richiesto nuovamente il ricovero e il successivo trasferimento al San Filippo Neri. A settembre 2026 era tornata al Santo Spirito dopo un nuovo peggioramento delle condizioni respiratorie.
Il rapporto con Papa Francesco
Nonostante una formazione politica profondamente laica, Bonino aveva sviluppato negli anni un rapporto di stima con Papa Francesco.
Dopo uno dei ricoveri, il Pontefice era andato a trovarla nella sua abitazione romana, un gesto che aveva mostrato pubblicamente il rispetto reciproco tra due figure provenienti da mondi molto diversi.
Una vita privata sempre protetta
Emma Bonino è sempre stata riservata sulla propria vita privata.
Non si è sposata e non ha avuto figli, ma negli anni Settanta ebbe in affidamento due bambine, Aurora e Rugiada. Ha vissuto a lungo a Trastevere e nel 2015 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Il ricordo di +Europa
Nel messaggio diffuso dopo la morte, +Europa ha ricordato la sua battaglia contro «tutto ciò che nega le libertà» e il lungo elenco di campagne sostenute nel corso della vita: dall’aborto clandestino alla fame nel mondo, dall’infibulazione all’autoritarismo.
Il partito ha indicato come sua eredità politica la difesa della democrazia, dello Stato di diritto, della giustizia internazionale, dell’autodeterminazione e di un’Europa federale.
Il cordoglio di Giorgia Meloni
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Bonino come «una voce forte e riconoscibile della politica italiana».
Meloni ha sottolineato la distanza tra le rispettive sensibilità politiche, riconoscendo però il peso e il ruolo che la leader radicale ha avuto nella vita pubblica italiana.
L’eredità di Emma Bonino
Emma Bonino lascia una storia politica costruita sulla militanza, sulle battaglie civili e sull’idea che i diritti vadano conquistati anche attraverso sconfitte ripetute.
Dall’aborto alla pena di morte, dai diritti delle donne alla giustizia internazionale, fino al sogno di un’Europa federale, ha attraversato stagioni politiche molto diverse senza rinunciare alla propria identità.
Una figura capace di dividere, discutere e dialogare, ma rimasta per oltre cinquant’anni uno dei volti più riconoscibili della politica italiana.