Il Festival di Cannes 2026 chiude il sipario: il programma di oggi 23 maggio tra palmarès e grandi autori

La 79ª edizione del Festival di Cannes si chiude il 23 maggio con la cerimonia finale al Grand Théâtre Lumière e la conclusione di Un Certain Regard con Ulysse di Laetitia Masson. Un’edizione che ha unito cinema d’autore, grandi registi internazionali, nuove visioni e cultura pop.

Sabato 23 maggio segna la conclusione ufficiale della 79ª edizione del Festival di Cannes, al termine di un percorso che ha attraversato forme e linguaggi molto diversi di cinema. La giornata finale concentra gli ultimi appuntamenti simbolici della manifestazione: alle 20.15 il Grand Théâtre Lumière ospita la cerimonia di chiusura e l’assegnazione del palmarès, mentre alla Salle Debussy va in scena la chiusura di Un Certain Regard, seguita dalla proiezione di Ulysse di Laetitia Masson, scelto come film conclusivo della sezione e presentato fuori concorso.

L’ultima giornata sintetizza perfettamente l’identità di questa edizione: un festival capace di mettere insieme cinema d’autore, riflessione politica, cultura pop, memoria storica e nuove generazioni di registi.

Un concorso tra grandi firme e cinema internazionale

Il concorso principale ha riunito alcuni dei nomi più importanti del cinema mondiale, alternando autori affermati e nuove traiettorie narrative. Tra i titoli più attesi figurano Minotaur di Andrej Zvjagintsev, Paper Tiger di James Gray e Parallel Tales di Asghar Farhadi.

Grande attenzione anche per Amarga Navidad di Pedro Almodóvar, Moulin di László Nemes e 1949 di Paweł Pawlikowski.

Il cartellone ha accolto inoltre opere come The Man I Love di Ira Sachs, Fjord di Cristian Mungiu, All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi e Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda.

A completare il concorso ci sono stati anche Coward di Lukas Dhont, Garance di Jeanne Herry, The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach e La Bola Negra firmato dal duo Javier Calvo e Javier Ambrossi.

Fuori concorso tra spettacolo e autori cult

Anche la sezione fuori concorso ha mantenuto un forte equilibrio tra cinema spettacolare e opere d’autore. Ad aprire il festival è stato La Vénus Électrique di Pierre Salvadori, mentre tra gli eventi più discussi c’è stato Her Private Hell di Nicolas Winding Refn.

Nel programma figuravano inoltre Diamond con Andy Garcia, Karma di Guillaume Canet, L’Objet du délit di Agnès Jaoui e De Gaulle: L’Âge de Fer di Antonin Baudry.

Un Certain Regard tra nuove voci e sperimentazione

La sezione Un Certain Regard ha continuato a rappresentare uno degli spazi più liberi e sperimentali del festival. L’apertura è stata affidata a Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun, mentre il percorso della selezione ha attraversato cinematografie molto diverse.

Tra i titoli presentati figurano Everytime di Sandra Wollner, Club Kid di Jordan Firstman, Congo Boy di Rafiki Fariala e Victorian Psycho di Zachary Wigon.

Presenti anche Mémoire de fille (A Girl’s Story) di Judith Godrèche, The Man from Goodbye di Sion Sono e Titanic Ocean di Konstantina Kotzamani.

La chiusura della sezione è affidata proprio a Ulysse, ultimo appuntamento ufficiale prima del sipario finale sul festival.

Un festival che unisce passato, presente e futuro

L’edizione 2026 di Cannes si chiude dopo aver alternato incontri, anteprime e omaggi che hanno attraversato molte forme di racconto cinematografico. Accanto ai film in concorso hanno trovato spazio dialoghi con figure internazionali come Peter Jackson, Cate Blanchett e Tilda Swinton, insieme a documentari dedicati a Richard Avedon e John Lennon.

Non sono mancati gli omaggi ai classici del Novecento, con proiezioni che hanno riportato sul grande schermo il cinema di Luchino Visconti e Vittorio De Sica, mentre le proiezioni sulla spiaggia e gli eventi notturni hanno contribuito a rendere il festival un luogo aperto a pubblici differenti.

Alla fine, il senso di Cannes sembra restare proprio questo: tenere insieme visioni opposte e complementari del cinema, senza sceglierne una sola.

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