La 79ª edizione del Festival di Cannes, in programma dal 12 al 23 maggio 2026, accoglie nella sezione Proiezioni Speciali un progetto documentario che ha già attirato grande attenzione: “John Lennon: The Last Interview” di Steven Soderbergh. Accanto a questo titolo, la stessa sezione ospita anche “Avedon” di Ron Howard, costruendo un percorso che attraversa alcune delle figure più riconoscibili del Novecento.
L’impostazione della selezione mette in evidenza opere che ruotano attorno a personaggi iconici, tra musica, fotografia e cultura visiva, con un taglio fortemente legato alla memoria e ai materiali d’archivio.
John Lennon: l’ultima intervista come documento storico
Il documentario di Soderbergh si concentra sull’ultima intervista rilasciata da John Lennon insieme a Yoko Ono l’8 dicembre 1980. Il materiale è costruito attorno a quella conversazione realizzata per RKO Radio, considerata l’unica intervista radiofonica concessa in occasione dell’album Double Fantasy, pubblicato dopo una pausa discografica di alcuni anni e legata anche alla nascita del figlio Sean.
L’incontro avviene al Dakota Building di New York, nell’area dell’Upper West Side di Manhattan, dove la coppia riceve una troupe per una conversazione ampia e senza un’impostazione rigida, descritta come un dialogo esteso su più temi.
L’8 dicembre 1980 e le ultime ore di John Lennon
Il film ricostruisce anche il contesto immediatamente successivo a quell’intervista. Poche ore dopo, John Lennon viene ucciso davanti al Dakota Building da Mark David Chapman, episodio che segna uno dei momenti più traumatici della storia della musica contemporanea.
Nel documentario questa vicenda viene inserita come parte di una cronologia ravvicinata, che collega direttamente la dimensione privata dell’intervista con l’evento che ne interrompe bruscamente il percorso.
Il ritorno di Steven Soderbergh sulla Croisette
Con questo lavoro, Steven Soderbergh torna al Festival di Cannes dopo un periodo di assenza, presentando un’opera che si colloca nella sezione Proiezioni Speciali. Il film viene concepito come un dispositivo essenziale, costruito per restituire la voce di Lennon e Ono nel momento preciso della loro conversazione.
L’intento dichiarato è quello di preservare l’ascolto diretto di quel dialogo, senza intervenire in modo invasivo sul materiale originale, ma lasciandolo emergere nella sua forma documentaria.
“Avedon”: il ritratto di un fotografo del Novecento
Accanto al film su Lennon, Ron Howard porta a Cannes un documentario dedicato a Richard Avedon, figura centrale della fotografia del XX secolo. Il progetto attraversa le molteplici direzioni del suo lavoro: dalla moda per riviste come Harper’s Bazaar e Vogue, fino ai ritratti di grandi personalità come Marilyn Monroe e Andy Warhol.
Il film include anche materiali d’intervista e testimonianze che ricostruiscono la complessità del suo percorso artistico, esteso oltre il mondo della moda e arrivato fino ai reportage su temi sociali e politici, tra diritti civili, Vietnam e America profonda.
Due sguardi sul Novecento nella stessa sezione
L’accostamento tra i due documentari evidenzia una linea comune della selezione: da un lato la figura di John Lennon, osservata attraverso l’ultima testimonianza prima della sua morte; dall’altro Richard Avedon, raccontato nella molteplicità delle sue opere e dei suoi ritratti.
Entrambi i film si inseriscono così in un percorso che mette al centro personalità capaci di attraversare la cultura del Novecento, restituite attraverso materiali d’archivio, interviste e ricostruzioni che puntano a preservarne la voce e la memoria.