Turismo italiano in ripresa: i dati

Dopo due anni il turismo italiano finalmente è in netta ripresa. Ne parliamo con Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo.

Questa mattina a Radio Kiss Kiss con Max e Max abbiamo parlato del turismo italiano in ripresa.

Per fare il punto della situazione è intervenuto Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo:

Il trend è positivo?
«Sì, finalmente. I numeri sono a due cifre dopo due anni. Lo si può vedere già solo facendo una passeggiata nelle città d’arte. Finalmente i turisti ritornano, facendo registrare un +34% in più rispetto allo scorso anno. Questo è il primo anno senza restrizioni e l’Italia si conferma la prima destinazione più importante per trascorrere qualche giorno di vacanza. Si riprendono le città d’arte, riprende il turismo culturale e l’Italia si posiziona tra i primi Paesi del mondo. Sono tornati i turisti stranieri europei, anche se ovviamente resta la criticità per i turisti russi. Gli americani ancora non si affacciano al nostro Paese con i numeri e le percentuali pre-Covid. In ogni caso, è un ottimo segnale vedere di nuovo i turisti stranieri in Italia, anche perché hanno una certa propensione a spendere e ci sganciano dal turismo di prossimità, che ha prevalso negli ultimi due anni, nonostante poi abbia consentito alla filiera del turismo di sopravvivere.»

Quale flusso turistico potrebbe compensare l’assenza dei russi?
«Questa assenza potrà essere colmata dal ritorno ai numeri pre-Covid. La crisi del covid è stata devastante, quindi il crollo è stato significativo. Prima del Covid il nostro settore rappresentava il 13% del Pil nazionale, oggi la percentuale si aggira intorno a meno della metà. Quindi, già recuperare per arrivare di nuovo al 13% sarebbe tantissimo. Se riparte il turismo, ripartono le città e il commercio; si rimette in moto l’economia del nostro Paese, nonostante ci siano ancora crisi da superare.»

C’è ancora carenza di personale?
«La mancanza di personale è significativa e importante. Si parla di circa 300mila figure che mancano all’appello al comparto del turismo. Questo problema l’avevamo già denunciato lo scorso anno. Il lavoro nero e il lavoro sottopagato sono condizioni che vanno eliminate. Oggi dobbiamo intervenire sulla defiscalizzazione e sull’aumento dei costi energetici, che porta un aumento anche del costo delle materie prime.»

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