Harald V di Norvegia è morto a 89 anni: Haakon VIII nuovo re

È morto a 89 anni Harald V di Norvegia, sovrano dal 1991 e figura simbolo della monarchia scandinava. Sul trono gli succede il figlio Haakon VIII.

Harald V di Norvegia è morto venerdì 28 agosto 2026 all’età di 89 anni. Il sovrano si è spento alle 6:35 al Rikshospitalet, l’ospedale universitario di Oslo, dove era ricoverato dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute. La famiglia reale gli è rimasta accanto nelle ultime ore. Con la sua scomparsa si chiude un regno iniziato il 17 gennaio 1991 e durato oltre 35 anni. Sul trono gli succede il figlio Haakon, diventato re Haakon VIII, mentre la principessa Ingrid Alexandra è ora l’erede al trono.

Gli ultimi problemi di salute di Harald V

Negli ultimi anni Harald aveva affrontato diversi problemi di salute e numerosi ricoveri, continuando però, ogni volta che le condizioni glielo permettevano, a svolgere gli impegni istituzionali.

Il 17 agosto era stato ricoverato per un’anemia emolitica. Nei giorni successivi il quadro clinico si era aggravato e il principe Haakon aveva assunto le funzioni di reggente. Giovedì 27 agosto le condizioni del re erano state definite “molto gravi”, mentre la regina Sonja e il figlio avevano cancellato i rispettivi appuntamenti pubblici per restargli accanto.

La capacità di Harald di riprendersi dopo i numerosi problemi fisici gli aveva fatto guadagnare negli anni l’immagine di un sovrano particolarmente resistente. Nonostante l’età e gli esempi di altri monarchi europei che avevano scelto di lasciare il trono, Harald aveva sempre escluso l’abdicazione.

Dalla nascita all’esilio durante la Seconda guerra mondiale

Harald nacque il 21 febbraio 1937 a Skaugum, nei pressi di Oslo. La sua nascita ebbe un’importanza particolare per la monarchia: era infatti il primo principe norvegese nato nel Paese da oltre cinque secoli.

Era il terzo figlio e unico maschio del principe ereditario Olav e della principessa Märtha di Svezia. Le sue sorelle maggiori erano Ragnhild e Astrid.

La sua infanzia venne presto travolta dalla Seconda guerra mondiale. Quando la Germania nazista invase la Norvegia il 9 aprile 1940, Harald aveva appena tre anni. La famiglia reale dovette lasciare Oslo mentre suo nonno, re Haakon VII, rifiutava di accettare le richieste degli occupanti tedeschi.

Harald, le sorelle e la madre riuscirono inizialmente a raggiungere la Svezia e successivamente gli Stati Uniti, dove trascorsero gli anni del conflitto. Il padre Olav e re Haakon VII si trasferirono invece nel Regno Unito, da dove continuarono a rappresentare la Norvegia occupata.

Il ritorno in patria dopo cinque anni

Con la fine dell’occupazione tedesca, la famiglia reale tornò in Norvegia nel giugno del 1945. Harald aveva trascorso una parte considerevole della sua infanzia negli Stati Uniti e in seguito raccontò quanto fosse stato particolare ritrovarsi in un Paese che, nonostante fosse il suo, gli appariva inizialmente poco familiare.

Una volta rientrato a Oslo frequentò la scuola pubblica e ricevette un’educazione che, per diversi aspetti, cercava di avvicinarlo alla quotidianità dei suoi coetanei.

Un altro avvenimento segnò profondamente la sua adolescenza. Nell’aprile del 1954 sua madre Märtha morì di cancro quando Harald aveva appena 17 anni. Molti anni dopo il sovrano avrebbe ricordato quanto quella perdita fosse arrivata troppo presto sia per lui sia per la madre.

Da principe ereditario alla preparazione per il trono

Alla morte di Haakon VII, nel settembre del 1957, Olav V divenne re e Harald assunse il ruolo di principe ereditario.

La preparazione al futuro compito di capo dello Stato comprese studi accademici, formazione militare e una crescente partecipazione alla vita istituzionale. Harald raggiunse i più alti gradi onorifici nelle forze armate e rappresentò progressivamente il padre in numerosi appuntamenti.

Nel 1960 compì uno dei suoi primi importanti viaggi ufficiali negli Stati Uniti, Paese che lo aveva accolto durante gli anni dell’esilio.

L’amore per Sonja e la battaglia per poterla sposare

Uno dei capitoli decisivi della vita privata di Harald riguardò il rapporto con Sonja Haraldsen. I due si conobbero alla fine degli anni Cinquanta e portarono avanti per anni una relazione che incontrò forti resistenze.

Sonja non apparteneva a una famiglia reale e, per l’erede al trono di quegli anni, sposare una donna senza origini aristocratiche rappresentava una scelta tutt’altro che scontata. Harald, unico figlio maschio del re, arrivò però a far capire che non avrebbe voluto sposare nessun’altra.

Dopo quasi dieci anni di relazione, re Olav V diede il proprio consenso. Harald e Sonja si sposarono il 29 agosto 1968 nella cattedrale di Oslo.

Quella scelta contribuì indirettamente a trasformare anche l’immagine delle monarchie europee: nei decenni successivi i matrimoni tra eredi al trono e persone estranee alle famiglie reali sarebbero diventati sempre più frequenti.

I figli Märtha Louise e Haakon

Dal matrimonio nacquero due figli. La principessa Märtha Louise venne al mondo il 22 settembre 1971, mentre Haakon nacque il 20 luglio 1973.

All’epoca della nascita dei due figli, le regole di successione privilegiavano ancora i maschi e Haakon divenne quindi l’erede al trono. La normativa sarebbe stata successivamente modificata introducendo la primogenitura senza distinzione di sesso per le generazioni successive.

Anche sulla vita sentimentale dei figli Harald e Sonja adottarono un atteggiamento più aperto rispetto a quello sperimentato personalmente. Quando Haakon decise di sposare Mette-Marit Tjessem Høiby, la coppia reale sostenne il figlio nonostante le polemiche che accompagnarono inizialmente quella relazione.

Il 17 gennaio 1991 Harald diventa re

Negli ultimi mesi di vita di Olav V, le condizioni di salute del sovrano portarono Harald ad assumere sempre maggiori responsabilità. Il 17 gennaio 1991, alla morte del padre, divenne re con il nome di Harald V.

Qualche mese dopo Harald e Sonja parteciparono nella cattedrale di Nidaros, a Trondheim, alla cerimonia di consacrazione prevista dalla tradizione norvegese.

Il nuovo sovrano cercò di accompagnare la monarchia verso una maggiore apertura e vicinanza alla popolazione, mantenendo al tempo stesso il carattere istituzionale della Corona. Negli oltre tre decenni successivi sarebbe diventato una delle figure pubbliche più riconoscibili e rispettate del Paese.

Il discorso dopo la strage di Utøya

Uno dei momenti più drammatici del suo regno arrivò il 22 luglio 2011, quando gli attentati di Oslo e dell’isola di Utøya provocarono 77 morti.

Harald assunse in quei giorni un ruolo particolarmente importante nel lutto nazionale. Nei suoi interventi parlò non soltanto come sovrano, ma anche come padre, marito e nonno, cercando di dare voce al dolore di un Paese profondamente sconvolto.

Il modo in cui affrontò quella tragedia contribuì a consolidarne l’immagine di figura capace di rappresentare l’unità nazionale nei momenti più difficili.

La passione per la vela e tre partecipazioni olimpiche

Accanto agli impegni istituzionali, Harald coltivò per tutta la vita una grande passione per lo sport e soprattutto per la vela.

Partecipò ai Giochi Olimpici rappresentando la Norvegia nelle edizioni di Tokyo 1964, Città del Messico 1968 e Monaco 1972. Nel 1964 fu anche portabandiera della delegazione norvegese.

La vela rimase una parte importante della sua vita anche negli anni successivi. Amava inoltre la natura, la pesca e la caccia, attività che continuarono ad accompagnarlo fino a quando l’età e i problemi fisici non limitarono progressivamente la sua mobilità.

Le difficoltà degli ultimi anni della famiglia reale

L’ultima fase del regno è stata caratterizzata anche da vicende familiari complesse. Harald dovette affrontare la morte di Ari Behn, ex marito della figlia Märtha Louise e padre delle sue tre figlie.

Successivamente Märtha Louise rinunciò ai propri incarichi ufficiali all’interno della Casa reale per separare più chiaramente il ruolo di principessa dalle proprie attività private e commerciali.

Negli ultimi tempi la monarchia norvegese è stata inoltre coinvolta nelle vicende giudiziarie riguardanti Marius Borg Høiby, figlio di Mette-Marit nato prima del matrimonio con Haakon, mentre la stessa Mette-Marit ha affrontato seri problemi di salute. Questi episodi hanno rappresentato una delle fasi più delicate per l’istituzione negli ultimi anni.

Inizia il regno di Haakon VIII

La successione è scattata immediatamente dopo la morte del sovrano. Il principe ereditario Haakon, 53 anni, è diventato re con il nome di Haakon VIII. Sua moglie Mette-Marit è diventata regina, mentre Ingrid Alexandra, 22 anni, assume il ruolo di principessa ereditaria.

Haakon arriva sul trono dopo aver già sostituito più volte il padre come reggente negli ultimi anni, soprattutto durante i ricoveri di Harald. Ha scelto di mantenere il tradizionale motto della monarchia norvegese, “Alt for Norge”, “Tutto per la Norvegia”.

Con la morte di Harald V termina così uno dei regni più lunghi della storia recente norvegese. Dal bambino costretto all’esilio durante l’occupazione nazista al principe che sfidò le convenzioni per sposare Sonja, fino al sovrano chiamato a confortare il Paese dopo la tragedia del 2011, la sua biografia si è intrecciata per quasi novant’anni con quella della Norvegia contemporanea.

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