Ben Shelton firma una delle imprese più importanti della sua carriera e spezza il tabù Carlos Alcaraz. Nei quarti di finale degli US Open, lo statunitense supera per la prima volta lo spagnolo e conquista la semifinale al termine di una battaglia durata oltre quattro ore e conclusa nel cuore della notte newyorkese.
Il punteggio finale è 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6, con il successo deciso al super tie-break del quinto set. Shelton affronterà ora il connazionale Frances Tiafoe.
Shelton batte Alcaraz per la prima volta
Prima di questa sfida, Alcaraz aveva vinto tutti e tre i precedenti contro Shelton. A New York, però, il numero 3 del mondo ha trovato un avversario capace di resistere fino all’ultimo punto e di imporsi nella fase decisiva del match.
La sconfitta interrompe anche una serie di 18 vittorie consecutive nei tornei del Grande Slam per lo spagnolo, tornato a competere agli US Open dopo oltre quattro mesi di assenza a causa di un problema al polso destro.
Per Alcaraz si tratta inoltre soltanto della seconda sconfitta al quinto set in 17 incontri disputati sulla lunga distanza.
Una battaglia fino alle 3.33 del mattino
La partita si è chiusa alle 3.33 locali, diventando il match terminato più tardi nella storia degli US Open.
Shelton e Alcaraz hanno giocato per circa quattro ore e mezza, senza risparmiarsi in una sfida segnata da continui cambi di inerzia.
Dopo aver perso il primo set al tie-break, Shelton ha ribaltato la situazione imponendosi nettamente nel secondo e nel terzo. Alcaraz ha reagito nel quarto, dominato 6-1, prima di arrivare a un quinto set risolto soltanto al super tie-break.
Alcaraz si ferma e vomita nell’asciugamano
La durezza della partita si è fatta sentire anche fisicamente.
Durante il match Alcaraz ha accusato un malessere e, al termine di uno scambio particolarmente intenso, si è fermato per vomitare nell’asciugamano.
Un episodio che ha fotografato la fatica accumulata nel corso della lunga notte sull’Arthur Ashe. In questa edizione degli US Open avevano accusato problemi fisici anche Novak Djokovic e Lorenzo Musetti.
Bertolucci contro gli orari: «Hanno deciso di uccidere il tennis»
La conclusione della partita a notte inoltrata ha provocato la durissima reazione di Paolo Bertolucci, che ha criticato l’organizzazione del torneo.
«Hanno deciso di uccidere il tennis. Oltre 4 ore di partita che termina alle 3.30 di mattina. Poi si disperano per le assenze causa infortuni. Vergogna!!!».
L’ex tennista italiano ha poi rincarato la dose: «Chiedere ad un atleta di performare alle 3 di mattina significa perseguire un piano diabolico atto a distruggere il tennis. 1 anno senza Rune e Draper. Mesi ai box per Alcaraz, Musetti e Sinner. Mi raccomando, continuate così».
Una giornata infinita sull’Arthur Ashe
Il ritardo accumulato non è stato causato soltanto dalla durata di Shelton-Alcaraz.
La giornata sul centrale era già stata particolarmente lunga. Aryna Sabalenka aveva superato Linda Noskova dopo due ore e 22 minuti, mentre Frances Tiafoe aveva avuto bisogno di quattro ore e 39 minuti per battere Alex Michelsen in cinque set.
Nella sessione serale, anche la partita tra Jessica Pegula ed Emma Navarro era durata più di due ore, prima dell’ingresso in campo di Alcaraz e Shelton.
Una concatenazione di incontri lunghi che ha trascinato l’ultimo quarto di finale maschile fino alle prime ore del mattino.
Tiafoe sarà il prossimo ostacolo di Shelton
Per Shelton il successo vale una semifinale tutta statunitense contro Frances Tiafoe, protagonista a sua volta di una rimonta al quinto set contro Michelsen.
L’eliminazione del campione in carica cambia così gli equilibri del torneo e consegna a Shelton una vittoria dal peso particolare: la prima contro Alcaraz, arrivata dopo una notte che resterà nella storia degli US Open anche per l’orario della sua conclusione.