Pamela Anderson è tornata a parlare di uno dei periodi più difficili della sua vita. Ospite dell’amfAR Gala Venezia 2026, l’attrice ha ricordato la diagnosi di epatite C ricevuta alla fine degli anni Novanta, quando non esisteva ancora una cura e i medici le prospettarono un’aspettativa di vita molto limitata. Un’esperienza che, come ha spiegato, finì per influenzare profondamente le sue scelte personali e il modo in cui guardava al futuro.
La diagnosi negli anni Novanta
Anderson ha raccontato che, quando scoprì di avere l’epatite C, la situazione era molto diversa rispetto a oggi. All’epoca non esisteva infatti una terapia in grado di guarire la malattia.
“Alla fine degli anni Novanta, quando mi fu diagnosticata l’epatite C, non c’era una cura”, ha ricordato. La prospettiva che le venne presentata era drammatica: il medico le disse che avrebbe potuto avere davanti soltanto altri dieci anni di vita.
La paura per i figli
Secondo Pamela Anderson, quella diagnosi ebbe conseguenze profonde sul suo equilibrio e sulle decisioni prese negli anni successivi.
“Non era la paura della morte, ma la paura di quello che sarebbe potuto accadere ai miei figli piccoli”, ha spiegato. L’attrice ha ammesso che quella condizione “ha stravolto” la sua vita e che probabilmente influenzò anche il modo in cui affrontava molte situazioni personali.
La cura arrivata anni dopo
Circa dieci anni più tardi, la situazione cambiò. Quando venne sviluppata una terapia efficace, Anderson ebbe la possibilità di accedervi nelle prime fasi della sua diffusione.
L’attrice ha raccontato di essere stata tra le persone fortunate a poter ricevere quel trattamento, ma il prezzo da pagare fu molto alto. La terapia non era ancora coperta dall’assicurazione e per affrontarla dovette utilizzare praticamente tutto ciò che aveva sul proprio conto.
“Mi costò tutto quello che avevo”
“Mi ci volle tutto quello che avevo in banca per pagarla”, ha dichiarato. Alla gratitudine per aver avuto accesso alla cura si accompagnò però anche un sentimento di forte disagio.
Anderson ha infatti spiegato di aver provato “un enorme senso di colpa” pensando a tutte le persone che, nelle stesse condizioni, non avevano la possibilità economica di sottoporsi allo stesso trattamento.
Il riconoscimento a Venezia
Il racconto è arrivato durante l’amfAR Gala Venezia 2026, occasione in cui Pamela Anderson ha ricevuto l’amfAR Award of Courage.
Per l’attrice, oggi al centro di una nuova fase della propria carriera, il ricordo di quella diagnosi resta legato a un periodo che ha segnato profondamente la sua vita, dalla paura per il futuro dei figli fino alla possibilità, arrivata anni dopo, di curarsi.
