A un anno dalla precedente mobilitazione, Venice4Palestine torna a rivolgersi alla Biennale in vista dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. Il comitato, che riunisce artisti, professionisti del cinema, giornalisti e attivisti, ha diffuso un nuovo appello con una serie di richieste rivolte all’organizzazione del Festival, tra cui l’esposizione della bandiera palestinese durante la manifestazione.
Il nuovo appello alla vigilia della Mostra
Nel documento, Venice4Palestine richiama quanto accaduto nell’edizione precedente, quando migliaia di persone avevano partecipato alla mobilitazione al Lido per portare la questione palestinese al centro del dibattito pubblico.
Il comitato sostiene che, a distanza di un anno, la situazione non sia migliorata e afferma: “Gaza continua a bruciare”. Nell’appello viene inoltre contestata l’idea che il cessate il fuoco abbia rappresentato una vera svolta, sostenendo che Israele abbia proseguito le proprie operazioni e ampliato la propria azione anche verso Cisgiordania, Siria, Libano e Iran.
I promotori ricordano anche l’impatto che ebbe durante la scorsa edizione la proiezione di Sawt Hind Rajab (La Voce di Hind Rajab), capace secondo il comitato di raccogliere e amplificare molte delle istanze emerse durante le proteste.
Le richieste rivolte alla Biennale
Tra le principali richieste avanzate figura quella di una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera cinematografica e della sospensione degli accordi con enti e istituzioni collegati al governo israeliano.
Venice4Palestine chiede inoltre la creazione di strumenti di tutela destinati ai lavoratori del cinema e dell’audiovisivo che decidano di dissociarsi da rapporti di questo tipo.
Un altro punto centrale riguarda l’esposizione della bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra, con particolare riferimento alla presenza in selezione ufficiale di due film palestinesi.
I due film palestinesi presenti a Venezia 83
I titoli indicati nell’appello sono Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan.
Il film di Hassouna racconta la storia di un fotografo impegnato a trovare un equilibrio tra il proprio ruolo di padre e quello di giornalista, mentre documenta la realtà della guerra a Gaza.
Hiwar ma’ albahr, invece, nasce da vicende familiari e personali. Al centro della storia c’è Kamal, un uomo di sessant’anni che riceve da un tribunale israeliano l’ordine di saldare un consistente debito previdenziale intestato al figlio Wael, morto annegato nel Mar Rosso molti anni prima.
Da Annie Ernaux a Matteo Garrone: i firmatari
L’appello è stato sottoscritto da numerosi nomi del cinema, dell’arte e della cultura internazionale.
Tra i firmatari figurano la Premio Nobel Annie Ernaux, Roger Waters, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio, Isabel Coixet, Nan Goldin, Paul Laverty, Teona Strugar Mitevska, Saleh Bakri e Céline Scianna.
Anna Foglietta sarà inoltre presente alla Mostra con il proprio esordio alla regia, mentre Greta Scarano è indicata tra le personalità simbolicamente vicine all’iniziativa.
Il sostegno di associazioni e collettivi
La mobilitazione è sostenuta anche da diverse realtà italiane e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, BDS Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, FRACBI, Artisti #NoBavaglio, AMLETA, UICD – Unione Italiana Casting Directors e Voci per la Palestina.
Nel testo, i promotori ribadiscono che il boicottaggio proposto non sarebbe rivolto contro un’identità nazionale, ma contro quelli che definiscono meccanismi di complicità sul piano istituzionale, culturale ed economico.
Il panel dell’8 settembre alla Casa degli Autori
Venice4Palestine ha inoltre invitato lavoratori e lavoratrici del cinema e dell’audiovisivo a partecipare al panel intitolato “Eppure Gaza continua a bruciare – a cosa serve vedere se non ad agire?”.
L’incontro è in programma martedì 8 settembre alle 17.30 alla Casa degli Autori, nell’ambito delle Giornate degli Autori.
Sono previste le presenze di esperti di diritto internazionale, rappresentanti della Global Sumud Flotilla, USB Mare e Porti e CALP Genova. L’obiettivo dichiarato è quello di individuare strumenti legali e contrattuali che consentano ai professionisti del settore di rifiutare forme di collaborazione considerate incompatibili con le proprie posizioni.
Un anno dopo la manifestazione al Lido
La nuova iniziativa arriva dodici mesi dopo il corteo pro Palestina che aveva attraversato il Lido durante la Mostra del 2025, quando migliaia di persone avevano preso parte alla manifestazione.
Con l’avvicinarsi dell’apertura di Venezia 83, il comitato torna quindi a chiedere che il Festival e il mondo del cinema assumano una posizione più esplicita, trasformando ancora una volta il Lido in uno spazio di confronto politico e culturale oltre che cinematografico.