Jasmine Trinca si prepara a tornare alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con due nuovi film. L’attrice sarà infatti in concorso all’83esima edizione, in programma dal 2 al 12 settembre, con “L’estranea”, opera prima di Paolo Strippoli, e “Succederà questa notte” di Nanni Moretti. In un’intervista a Io Donna ha parlato dei nuovi progetti, del rapporto con la maternità e della possibilità di concedersi presto una pausa dai set.
Jasmine Trinca a Venezia con “L’estranea” e “Succederà questa notte”
Tra i titoli che porteranno Trinca alla Mostra di Venezia c’è “L’estranea”, esordio alla regia di Paolo Strippoli. A convincerla è stata soprattutto la sceneggiatura, firmata dal regista insieme a Salvatore de Chirico.
“Strippoli mi ha convinta quando mi ha fatto leggere la sceneggiatura, scritta con Salvatore de Chirico. – ha detto Trinca a Io Donna – Ci ho trovato alcuni temi che mi intrigano, i mostri che abbiamo dentro di noi, non quelli che arrivano da fuori e compaiono la notte. Non si tratta di un semplice film di genere ma è un’opera che va nel profondo. E che mi ha permesso di giocare, attraversando epoche e stati d’animo dello stesso personaggio. Un bel luna park come attrice”.
Accanto al film di Strippoli, l’attrice sarà presente in concorso anche con “Succederà questa notte” di Nanni Moretti.
Le inquietudini come “carburante”
Nella riflessione di Trinca trova spazio anche il modo in cui le donne affrontano fragilità, dubbi e insicurezze. Per l’attrice, mettersi in discussione può diventare uno strumento attraverso il quale trasformare l’incertezza in forza.
“Vorrei dire che tutta questa inquietudine che portiamo con noi, non dico che non si debba avere ma va utilizzata in un modo propulsivo. Mettersi in discussione è molto, molto femminile, ma è una cosa che dobbiamo usare come un vero e proprio carburante. Per trasformare la fragilità o l’incertezza in qualcosa di potente: trovare la propria voce e farla sentire”.
Jasmine Trinca e i diversi modi di vivere la maternità
La maternità è un tema che ha attraversato più volte la carriera cinematografica di Jasmine Trinca. I personaggi interpretati sul grande schermo le hanno permesso di mostrare figure materne differenti, lontane dall’idea di un unico modello al quale adeguarsi.
“Lo prendo anche come un tentativo politico di dire che rispetto alla maternità le donne possono comportarsi in tutti i modi, tutti leciti. Essere madri o non esserlo, essere incasinate o risolte. E mi è piaciuta che nel film di Strippoli ci sia, sottotraccia, una denuncia di quanto un certo concetto di materno sia influenzato dalla società, dal giudizio, dal formalismo. I modelli di madri assolute che, appunto, sono lontanissimi dal mio vissuto. Per carattere e cultura, faccio fatica a stare dentro alle costrizioni”.
Una posizione che si lega quindi anche al nuovo film, nel quale il tema del materno viene affrontato mettendo in discussione condizionamenti e aspettative sociali.
I nuovi progetti e l’idea di una pausa dal set
Gli ultimi tempi sono stati particolarmente intensi per Trinca, impegnata in diversi lavori e con personaggi molto differenti tra loro. Prima di fermarsi, però, c’è ancora un progetto in corso: l’attrice sta terminando le riprese dell’opera prima della regista Giada Bossi.
“Negli ultimi tempi ho lavorato tantissimo come attrice, con autori e progetti diversi. È stata una congiuntura astrale per cui tanti film sono usciti insieme. Quindi tanti femminili differenti nella stessa donna. Ora sto finendo di girare un’opera prima di una regista, Giada Bossi, per cui faccio il tifo. E ora vorrei far riposare gli altri dalla visione di me, penso che sia importante an- che a un certo punto fermarsi. Arriverà il momento di una bella pausa dai set, per immaginare anch’io il mio racconto, che faccio lo sforzo di non definire ‘piccolo’, proprio per il discorso che ho appena fatto”.