Dieci anni dopo, Amatrice è tornata a fermarsi alle 3:36, l’ora della scossa che nella notte del 24 agosto 2016 devastò il Centro Italia. Una fiaccolata silenziosa, il ricordo delle persone scomparse e 239 rintocchi di campana, uno per ciascuna delle vittime del paese reatino, hanno aperto le commemorazioni del decimo anniversario. Nel pomeriggio è attesa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre alle 17 sarà celebrata la messa presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.
La notte del 24 agosto 2016
Alle 3:36 del 24 agosto 2016 una scossa di magnitudo 6 colpì l’Appennino centrale, con epicentro nell’area compresa tra Accumoli e Arquata del Tronto. Il terremoto interessò Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo e aprì una lunga sequenza sismica che nei mesi successivi avrebbe continuato a colpire il territorio.
Amatrice diventò immediatamente uno dei luoghi simbolo della tragedia. Gran parte del borgo venne distrutta e qui si contarono 239 vittime.
Sul bilancio complessivo della tragedia, i dati riportati nelle ricostruzioni dell’anniversario non coincidono completamente: viene indicato un totale di 299 vittime, mentre altre ricostruzioni parlano di oltre 300 morti, fino a 303 considerando il sisma che colpì l’Appennino centrale. Circa 250 persone persero la vita nella provincia di Rieti.
La fiaccolata nel cuore di Amatrice
Nella notte tra il 23 e il 24 agosto cittadini, familiari delle vittime e volontari hanno attraversato in silenzio il nuovo corso che circonda la torre civica, rimasta in piedi nonostante la devastazione provocata dal terremoto.
«Per la decima volta vogliamo ancora essere qui semplicemente per dire che ci siamo, ci siamo per chi non c’è più, ci siamo per chi c’è ancora e ci siamo per questa terra che ha diritto a rinascere e a brillare di nuovo di luce propria, per la sua bellezza, per la sua storia e per la sua tradizione, e non perché vittima di un terremoto», è stato ricordato durante la veglia.
Le fiaccole hanno accompagnato il percorso fino al momento più simbolico della commemorazione, alle 3:36.
I 239 rintocchi per chi non c’è più
All’ora esatta della scossa, il silenzio è stato scandito da 239 rintocchi di campana, tanti quante furono le vittime di Amatrice.
Durante la veglia, un volontario della Croce Rossa ha spiegato il significato del percorso: «Le fiaccole che illuminano i passi di questo piccolo pellegrinaggio stanno a rappresentare il bisogno di luce nelle tenebre in cui l’evento del terremoto ha gettato questa comunità».
Il sindaco Giorgio Cortellesi ha scelto di non rilasciare dichiarazioni durante la notte, rimandando alle celebrazioni ufficiali del pomeriggio.
Meloni attesa ad Amatrice
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa ad Amatrice alle 16:30 per prendere parte alla commemorazione. Alle 17 è prevista la messa presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.
Nel messaggio diffuso in occasione dell’anniversario, la premier ha ricordato la notte del terremoto: «Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale».
Meloni ha quindi reso omaggio alle vittime e ai loro familiari, sottolineando anche le difficoltà incontrate nel percorso di ricostruzione.
«Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare»
Secondo la presidente del Consiglio, negli anni successivi al sisma «troppi rinvii e false partenze» hanno rallentato gli interventi. Il governo, ha spiegato, ha lavorato per accelerare sia la ricostruzione privata sia quella pubblica.
Nel volume “Le pietre della rinascita”, presentato al Meeting di Rimini e dedicato anche al recupero del patrimonio artistico delle zone terremotate, Meloni ha definito il cratere sismico «il cantiere più grande d’Europa».
«Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo», ha scritto.
L’area interessata dalla sequenza sismica comprende circa 8mila chilometri quadrati, quattro Regioni e 138 Comuni.
Ricostruire non soltanto edifici
La ricostruzione, nelle parole della premier, non riguarda esclusivamente case, chiese, fabbriche ed edifici pubblici. La sfida è anche quella di riportare vita nei territori dell’Appennino centrale.
«Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori», ha sottolineato Meloni.
Tra i simboli tornati a nuova vita viene ricordata anche la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla forte scossa del 30 ottobre 2016.
La presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di sostenere chi è rimasto, chi è tornato e chi vorrebbe nuovamente vivere nei paesi colpiti, indicando come obiettivo finale «vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale».
Il ricordo di Papa Leone XIV
Anche Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alle vittime e alle popolazioni coinvolte. Al termine dell’Angelus, alla vigilia dell’anniversario, il Pontefice ha dichiarato: «Prego per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte».
Il Papa ha poi aggiunto: «La fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione».
Mattarella ad Amatrice per l’inizio dell’anno scolastico
Il ricordo del terremoto proseguirà anche nelle prossime settimane. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto infatti Amatrice per l’inaugurazione ufficiale del nuovo anno scolastico.
La cerimonia è prevista per il 21 settembre all’istituto “Sergio Marchionne”, alla presenza anche del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Dieci anni dopo quella notte, Amatrice continua così a ricordare chi non c’è più guardando contemporaneamente alla ricostruzione e al futuro di un territorio che porta ancora visibili le conseguenze del terremoto del 2016.