Nanni Moretti compie oggi, 19 agosto 2026, 73 anni. Nato a Brunico nel 1953 e cresciuto a Roma, il regista, attore, sceneggiatore e produttore ha costruito una delle filmografie più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo. Dai primi racconti generazionali alle riflessioni sulla politica, passando per il dolore familiare, la religione e il rapporto con la società, il suo cinema ha attraversato quasi cinquant’anni mantenendo uno stile personale fatto di ironia, inquietudine e osservazione del presente.
In occasione del suo compleanno, ripercorriamo dieci dei film più significativi e amati di Nanni Moretti.
Caro diario, il cinema diventa racconto personale
Uscito nel 1993, Caro diario è uno dei titoli simbolo della carriera di Moretti. Il regista diventa direttamente il filo conduttore di un racconto articolato in tre episodi, costruito attraverso esperienze, incontri e riflessioni personali.
Indimenticabile il viaggio in Vespa per una Roma estiva quasi deserta, osservata lontano dalle immagini da cartolina. Il film attraversa anche le isole Eolie e arriva a raccontare la malattia vissuta dallo stesso Moretti. L’opera gli valse il premio per la miglior regia al Festival di Cannes e il Nastro d’Argento come miglior regista.
La stanza del figlio, il dolore di una famiglia
Con La stanza del figlio, del 2001, Moretti affronta uno dei temi più dolorosi della sua filmografia: la perdita di un figlio.
Il film racconta come una tragedia improvvisa sconvolga una famiglia e costringa i suoi componenti a confrontarsi con l’assenza e con la necessità, lentamente, di ricominciare. L’opera conquistò la Palma d’Oro al Festival di Cannes, oltre al Nastro d’Argento per la regia.
Ecce Bombo, il ritratto di una generazione
Nel 1978 arriva Ecce Bombo, il film che contribuisce in maniera decisiva all’affermazione di Moretti.
Protagonista è Michele Apicella, alter ego che accompagnerà il regista in diversi momenti della sua carriera. Il film racconta le incertezze, le contraddizioni e la crisi dei giovani della generazione successiva al Sessantotto, diventando negli anni uno dei suoi lavori più citati.
Bianca, tra commedia e mistero
Con Bianca, del 1984, Moretti fonde commedia, inquietudine e atmosfere da giallo.
Michele Apicella è questa volta un professore eccentrico, ossessionato dall’idea di perfezione nei rapporti umani e alle prese con una serie di situazioni sempre più particolari, mentre sullo sfondo emerge anche un misterioso omicidio. È uno dei film più ricordati della sua produzione anche grazie a numerose battute diventate celebri.
Palombella rossa, politica e memoria in piscina
Nel 1989, in un momento decisivo per la storia del Partito Comunista Italiano, Moretti realizza Palombella rossa.
Ancora una volta il protagonista è Michele Apicella, questa volta un deputato comunista che ha perso la memoria. Una partita di pallanuoto diventa lo spazio nel quale si incontrano politica, identità personale, ricordi e smarrimento ideologico. La pallanuoto, grande passione giovanile dello stesso Moretti, diventa così una metafora molto più ampia.
La messa è finita, un prete davanti alle fragilità degli altri
La messa è finita, uscito nel 1985, ha come protagonista don Giulio, giovane sacerdote che torna a Roma e si trova a fare i conti con i problemi delle persone che lo circondano.
Il personaggio permette a Moretti di osservare con ironia e amarezza le difficoltà dei rapporti familiari, sentimentali e sociali. Il film ottenne l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 1986.
Aprile, politica e vita privata si incontrano
Con Aprile, del 1998, Moretti torna alla forma del diario, mescolando eventi pubblici e vita privata.
La politica italiana, le elezioni e il clima nato dopo l’arrivo al governo di Silvio Berlusconi si intrecciano con un momento profondamente personale: la nascita del figlio del regista. Il racconto procede così tra opinioni, dubbi, ricordi e quotidianità.
Il caimano, cinema e potere
Nel 2006 Moretti affronta direttamente la figura di Silvio Berlusconi con Il caimano.
Il film utilizza anche il meccanismo del cinema nel cinema per ragionare sul potere politico, sull’influenza esercitata sulla società italiana e sulle difficoltà di rappresentare quel fenomeno sul grande schermo. È una delle opere più apertamente politiche e discusse della sua carriera.
Habemus Papam, la fragilità dietro il ruolo
In Habemus Papam, del 2011, il protagonista è un Papa appena eletto, interpretato da Michel Piccoli, che entra in crisi davanti all’enorme responsabilità dell’incarico.
Moretti sposta lo sguardo dall’istituzione all’essere umano, raccontando paure, debolezze e insicurezze di un uomo chiamato improvvisamente a ricoprire uno dei ruoli più importanti al mondo.
Sogni d’oro, il regista dentro il film
Sogni d’oro, del 1981, porta nuovamente sullo schermo Michele Apicella, questa volta regista cinematografico.
Tra realtà, immaginazione e cinema nel cinema, Moretti costruisce un racconto surreale e malinconico intorno alla creatività, alle ossessioni dell’autore e al rapporto con il pubblico. È uno dei titoli che meglio mostra la dimensione più autoriflessiva del suo cinema.
Da attore, Il portaborse
Tra i film fondamentali legati alla carriera di Moretti c’è anche Il portaborse, diretto da Daniele Luchetti. In questo caso Moretti non è dietro la macchina da presa, ma protagonista.
La sua interpretazione gli valse il David di Donatello come miglior attore protagonista, confermando quanto il suo percorso cinematografico non sia legato soltanto alla regia.
Nanni Moretti, quasi cinquant’anni di cinema
Dall’esordio con Io sono un autarchico nel 1976 fino alle opere della maturità, Moretti ha costruito un cinema nel quale pubblico e privato continuano a sovrapporsi. Politica, famiglia, religione, amicizia e crisi personali vengono osservate attraverso personaggi spesso inquieti, ironici e incapaci di adattarsi completamente a ciò che li circonda.
Roma resta uno dei luoghi centrali del suo immaginario. È la città dove è cresciuto, quella che attraversa in Vespa in Caro diario e quella in cui ha contribuito alla diffusione del cinema d’autore anche attraverso la Sacher Film, fondata nel 1986 con Angelo Barbagallo, e il Nuovo Sacher di Trastevere.
A 73 anni, Nanni Moretti resta così uno degli autori che più profondamente hanno raccontato le trasformazioni, le contraddizioni e le inquietudini della società italiana degli ultimi decenni.