Willie Peyote: “Ho più speranza nel futuro. In questo momento mi manca l’amore”

Willie Peyote ospite di Adriana Petro a "Fuori Tutto" su Radio Kiss Kiss: un viaggio tra ricordi d'infanzia, il nuovo album e riflessioni sulla vita e la carriera.

Willie Peyote, recentemente è stato ospite di Adriana Petro a “Fuori Tutto” su Radio Kiss Kiss, dove si è raccontato in una lunga intervista tra ricordi d’infanzia, passioni musicali e riflessioni sulla sua carriera. Il rapper torinese ha presentato il suo nuovo album e ha condiviso pensieri sinceri su emozioni, futuro e amore.

Willie Peyote: ricordi d’infanzia e origini musicali

L’intervista si apre con una domanda sulle domeniche ideali e i ricordi dell’infanzia. Willie Peyote risponde con semplicità: “La mia domenica ideale è sempre andare allo stadio, quindi quella è quella che preferisco. Se c’è un bel clima, magari col sole, è anche più bello. Se no, le domeniche che mi ricordo da piccolo, quando si andava a mangiare dai nonni. Le ricette quelle tipiche che sono rimaste impresse nella mia memoria, quindi le associo a quello,”. Tra i piatti che gli ricordano quei momenti, cita l’albese: “In Piemonte si è usa la carne cruda, c’è un piatto che si chiama albese, che sono appunto delle fette di carne cruda con sopra il parmigiano, quello mi ricorda proprio i pranzi da mia nonna. C’era sempre come antipasto tutti i giorni dell’anno”.

Willie ammette di non essere un grande cuoco, nonostante uno dei suoi nonni fosse chef. Parlando della famiglia, racconta: “Tutti suonavano, sì. Sono il primo ad averlo trasformato in una professione, sì”. Il suo percorso musicale inizia a 14 anni con il basso, mentre le sorelle già suonavano arpa e violino. Nessuno però, tranne lui, ha pensato di farne una professione.

Sul nome d’arte, Willie spiega: “Guglielmo in inglese è William e quindi Willy, qualcuno mi chiamava Willy anche quando ero piccolo. Il primo Willy che mi è venuto in mente è Willy il Coyote e io ho fatto questo gioco di parole col Peyote perché mi divertiva”. Ammette che oggi, a 40 anni, ogni tanto si chiede se sia un nome troppo da ragazzino, ma ormai è parte della sua identità.

Il nuovo album e le emozioni di Willie Peyote

Durante la trasmissione, Willie presenta il singolo “Kodak” dal nuovo album “Anatomia di uno schianto prolungato”. Alla domanda su quali emozioni prevalgano oggi nella sua vita, risponde: “La nostalgia e la malinconia non sono nei primi posti. Ci sono ma sono abbastanza in fondo in questo momento. Rispetto ad altri momenti precedenti, qualche anno fa, ho più speranza nel futuro, anche se magari non sempre sembra dalle canzoni che scrivo, però giuro che rispetto ad altri momenti…”.

Willie racconta che a dargli speranza è stato vedere le persone tornare a voler partecipare e condividere: “Ho visto la gente tornare ad aver voglia di partecipare, di dire la propria in un modo, anche a riscoprire un po’ il senso di collettività, quindi l o stare insieme. Quindi già per me quella cosa è importante, perché io ho un po’ paura dell’individualismo, del fatto che ci teniamo troppo separati. Invece mi piace vedere la gente che ha voglia di stare insieme, magari di scendere in piazza a condividere un pensiero, quindi quella cosa mi ha dato speranza”.

L’ironia resta centrale anche nella sua vita privata: “Io sono un grande appassionato di stand-up comedy, quindi quella ad esempio è una mia passione, la seguo con grande attenzione e sono fortunatamente, a forza di andare agli spettacoli, sono diventato amico di tanti comici, Luca Ravenna, De Carlo. E poi guarda, ultimamente, ecco magari questo fa il paio con la nostalgia che dicevamo prima, guardo spesso Aldo Giovanni e Giacomo, i loro primi film e i loro primi spettacoli, prima di andare a dormire metto loro, quindi loro mi fanno ancora sempre tanto ridere”.

Vita privata, ansie e riflessioni sul tempo che passa

Willie Peyote si mostra schivo riguardo la vita privata: “Non sono fidanzato da sei anni ormai, però in generale sono molto schivo, è difficile che sappiano notizie private di me”. Sull’amore, confessa: “Non sono innamorato, no. Sai, il concetto di innamoramento è un tema complicato e ampio. Non sono innamorato o forse sono ancora innamorato…”.

Riflettendo sul tempo che passa, Willie ammette: “Esteriormente, probabilmente si peggiora. Interiormente si deve tendere a migliorare. Cioè, se no, gli anni che passano non servono a niente. Quindi è un po’ una delle cose che mi sono posto”. E aggiunge: “A 40 anni mi sento di poter essere meno scemo di come ero a 20. Ho questa pretesa da me stesso”.

Sul rapporto con il successo e le opportunità per gli artisti, sottolinea: “Sanremo ricopre praticamente tutto il campionato di possibilità che hai per farti conoscere in breve da tanta tanta gente. Se no i social, nel senso il meccanismo della viralità può aiutare”. Parlando della sua mania di controllo, confida: “Soprattutto in gioventù soffrivo un po’ l’ansia di dover controllare tutto, di prevedere tutto quello che sarebbe successo le conseguenze delle cose bisogna imparare secondo me a prendere atto che certe cose le puoi controllare e moltissime altre succedono e basta e non puoi darti di colpe né poterle prevedere quindi ci sto lavorando”.

Alla domanda su cosa gli manca in questo momento, Willie risponde senza esitazione: “L’amore…”.

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