La bufera intorno a Jared Leto arriva anche sul calendario dei concerti dei Thirty Seconds to Mars. Nel Regno Unito alcune organizzazioni impegnate nella tutela delle donne chiedono infatti che le prossime esibizioni della band vengano cancellate dopo le accuse di condotte sessuali criminali rivolte al cantante e attore statunitense.
Leto, che ha 54 anni, dovrebbe esibirsi con il gruppo il prossimo aprile in due importanti arene britanniche: la O2 Arena di Londra e la Co-op Live di Manchester. Gli spettacoli, al momento, risultano ancora programmati e i biglietti continuano a essere messi in vendita.
Le accuse raccontate nell’inchiesta
Le accuse riguardano comportamenti che, secondo le testimonianze raccolte, si sarebbero verificati tra gli anni Duemila e Dieci. Le donne che hanno raccontato le proprie esperienze riferiscono di essere state adolescenti all’epoca degli episodi, mentre Leto aveva tra i 30 e i 40 anni.
Le contestazioni comprendono presunte condotte di violenza sessuale e adescamento. Si tratta di accuse che il musicista respinge categoricamente.
Nell’ambito dell’inchiesta sono state ascoltate complessivamente dieci donne. Nove di loro avrebbero deciso di raccontare pubblicamente per la prima volta le proprie esperienze.
Le richieste delle organizzazioni britanniche
La questione ha provocato la reazione di gruppi che si occupano di violenza contro le donne e di violenza domestica. Women’s Aid ha definito preoccupante il fatto che i concerti britannici siano ancora previsti nonostante la gravità delle accuse.
L’organizzazione ha chiesto agli organizzatori di mettere la sicurezza davanti agli interessi economici e di evitare di offrire visibilità pubblica a persone accusate di comportamenti di questo tipo.
Sulla stessa linea si è espressa anche la End Violence Against Women Coalition. La sua direttrice ad interim, Janaya Walker, ha sostenuto la richiesta di Women’s Aid, sottolineando l’importanza di considerare la sicurezza delle donne e delle ragazze prima dei possibili interessi commerciali legati agli spettacoli.
“Molto preoccupante” la vendita dei biglietti
Secondo Walker, il fatto che i biglietti per i concerti di Londra e Manchester siano ancora disponibili rappresenta un elemento particolarmente problematico.
La dirigente ha spiegato che le persone che hanno subito o sono sopravvissute a forme di violenza contro le donne potrebbero assistere alla pubblicazione delle testimonianze e, contemporaneamente, vedere che gli eventi continuano a essere organizzati senza apparenti conseguenze.
Una situazione che, secondo la coalizione, rischierebbe di provocare preoccupazione, rabbia e frustrazione tra le vittime e le sopravvissute.
Il tema della responsabilità dell’industria musicale
La discussione non riguarda soltanto la possibilità di cancellare due concerti. Le organizzazioni chiedono infatti al settore dell’intrattenimento di interrogarsi anche sul significato della scelta di continuare a dare spazio a determinati artisti quando sono state formulate accuse così gravi.
La questione sollevata è se mantenere una persona o un gruppo sotto i riflettori possa trasmettere, anche indirettamente, un messaggio di accettazione o tolleranza nei confronti di determinati comportamenti.
Per questo, secondo le associazioni, gli organizzatori si trovano davanti a una scelta che va oltre il semplice svolgimento di un evento musicale.
Le testimonianze sul rapporto con ragazze adolescenti
L’inchiesta ha raccolto anche i racconti di due uomini che per diversi anni hanno lavorato con la band. Entrambi hanno riferito di aver assistito a situazioni che li avrebbero messi a disagio nel modo in cui Leto interagiva con ragazze adolescenti.
Uno degli ex membri dello staff sostiene che ai collaboratori venisse chiesto di invitare nel backstage alcune ragazze giovani dopo che queste erano salite sul palco durante i concerti.
Un’altra testimonianza racconta invece di un periodo in cui, nella casa dove la band stava lavorando, sarebbero passate abitualmente circa due ragazze al giorno per incontrare Leto.
Si tratta, anche in questo caso, di testimonianze riportate nell’ambito dell’inchiesta e non di fatti accertati da una sentenza.
Il racconto dell’ex modella Alex
Tra le donne che hanno accusato Leto c’è anche Alex, ex modella. Il suo racconto riguarda un episodio collegato a un concerto dei Thirty Seconds to Mars alla O2 Arena di Londra nel 2013.
Secondo la sua testimonianza, l’agenzia per cui lavorava era stata invitata all’evento. In seguito, Alex sarebbe stata invitata a una festa da un’assistente donna di Leto.
All’epoca aveva 19 anni e, secondo quanto ha raccontato, quando incontrò il musicista sentì il bisogno di dichiarare un’età inferiore per proteggersi. Disse quindi di avere 17 anni.
L’incontro in albergo secondo la testimonianza
Alex sostiene che Leto, che all’epoca aveva 41 anni, le avrebbe risposto che l’età era soltanto un numero e che si trovavano in Europa.
Successivamente, secondo il suo racconto, una delle assistenti del cantante l’avrebbe incoraggiata a raggiungere un’altra festa in un albergo vicino. Quando arrivò nella stanza, però, Alex afferma che vi fosse soltanto Leto.
La donna racconta di aver chiesto se potesse dormire su una chaise longue presente nella stanza. Secondo la sua testimonianza, il cantante avrebbe risposto con una frase sessualmente esplicita e offensiva.
Alex sostiene di aver cercato inizialmente di ridimensionare quanto accaduto, ma oggi ritiene che l’incontro in albergo fosse stato organizzato in precedenza.
La band e la carriera di Jared Leto
I Thirty Seconds to Mars sono stati fondati da Jared Leto insieme al fratello Shannon alla fine degli anni Novanta. Il gruppo ha iniziato a esibirsi dal vivo negli anni Duemila, arrivando progressivamente a occupare i cartelloni delle principali arene internazionali.
Tra i brani più conosciuti della formazione figurano “The Kill”, “This Is War” e “Kings and Queens”.
La vicenda attuale coinvolge quindi un artista che, parallelamente alla carriera musicale, ha costruito una lunga attività nel cinema e nello spettacolo.
La netta smentita di Jared Leto
Jared Leto non aveva risposto alle accuse sottopostegli prima della pubblicazione dell’inchiesta. Dopo la diffusione della ricostruzione, però, il cantante ha rilasciato una dichiarazione attraverso i suoi rappresentanti.
Leto ha negato di aver mai commesso violenze sessuali, definendo le accuse completamente false e respingendole in maniera categorica.
La sua posizione rappresenta al momento la principale risposta pubblica alle testimonianze raccolte.
Concerti ancora in programma
Nonostante la richiesta di cancellazione avanzata dalle organizzazioni britanniche, i concerti dei Thirty Seconds to Mars nel Regno Unito restano al momento previsti per il prossimo aprile.
Le richieste rivolte agli organizzatori riaccendono così il confronto sul rapporto tra accuse pubbliche, responsabilità dell’industria musicale e possibilità per un artista di continuare a esibirsi mentre respinge contestazioni tanto gravi.
La decisione sul futuro degli appuntamenti di Londra e Manchester resta quindi ancora da chiarire.