I Foo Fighters sono tornati a esibirsi in Italia dopo otto anni, ritrovando il pubblico all’Ippodromo di Milano per uno degli appuntamenti principali degli I-Days. Davanti a circa 65mila spettatori, la band guidata da Dave Grohl ha regalato uno show di oltre due ore e mezza, segnando anche il ritorno nel capoluogo lombardo a distanza di quindici anni.
Il legame tra Dave Grohl e il pubblico
Fin dalle prime battute del concerto è emerso il rapporto speciale tra Dave Grohl e i fan. Il frontman ha più volte ribadito il proprio affetto per l’Italia, costruendo un dialogo continuo con il pubblico e mantenendo quella connessione che considera l’aspetto più importante delle sue esibizioni.
Una scaletta costruita sulle grandi hit
La band ha scelto di puntare quasi esclusivamente sui brani che hanno segnato la propria carriera, lasciando completamente da parte le canzoni dell’ultimo album pubblicato ad aprile. Una decisione insolita che ha permesso di dare spazio ai successi più amati, trasformando il concerto in un viaggio attraverso oltre trent’anni di storia del gruppo.
Non sono mancati momenti simbolici con brani come “The Pretender”, “My Hero”, “Learn to Fly” ed “Everlong”, accolti dal coro del pubblico.
Il nuovo equilibrio senza Taylor Hawkins
Lo spettacolo rappresentava anche il primo appuntamento italiano della band dopo la scomparsa di Taylor Hawkins. Al suo posto, Ilan Rubin ha dimostrato solidità e personalità alla batteria, raccogliendo un’eredità importante e sostenendo con efficacia il suono dei Foo Fighters durante l’intera esibizione.
Un omaggio all’Italia e al Leoncavallo
Nel corso della serata Dave Grohl ha sorpreso il pubblico ricordando il Leoncavallo e l’Isola di Bologna, sottolineando il ruolo che i centri sociali hanno avuto nello sviluppo della scena musicale e della sperimentazione in Italia.
Il momento più emozionante
Tra gli episodi più intensi del concerto c’è stato l’omaggio a Taylor Hawkins sulle note di “Aurora”, accolto con grande partecipazione dal pubblico. Un ricordo sentito dell’amico e storico batterista della band, che ha aggiunto ulteriore significato a una serata già ricca di emozioni.
Un finale all’altezza dell’attesa
La chiusura è stata affidata a “Everlong”, conclusione di uno spettacolo diretto, essenziale e privo di artifici, nel quale i Foo Fighters hanno confermato la forza del proprio repertorio e il legame con il pubblico italiano, protagonista insieme alla band di un ritorno particolarmente atteso.