Lo sport non è solo passione, ma anche un grande affare. Lo ha spiegato l’economista Luca Iovine durante la puntata di oggi di “Kiss the Weekend” su Radio Kiss Kiss, dove ha raccontato come tennis e calcio siano diventati vere e proprie industrie, con numeri e curiosità sorprendenti che coinvolgono anche l’Italia.
Tennis italiano: il boom oltre Sinner
Durante l’intervista, Raul, il conduttore, ha chiesto a Luca Iovine se il successo del tennis in Italia sia merito solo di Jannik Sinner. Iovine ha risposto: “Sinner che tra ieri è approdato agli ottavi di Wimbledon è sicuramente un fattore importante, ma dietro di lui c’è un grande lavoro della federazione tennis che ha prodotto business e non a caso anche tanti altri campioni come Cobolli, Musetti, Berrettini…” L’economista ha sottolineato come la crescita del tennis italiano sia frutto di una strategia precisa: “L’anno scorso c’è stato un risultato storico perché la federazione italiana tennis e padel ha superato nel fatturato la federazione calcio, la mitica FIGC, con la crescita dei grandi eventi come gli internazionali di Roma e le ATP Finals.”
Secondo Iovine, oggi il tennis è un’industria al pari del calcio: “Oggi anche il tennis è un’industria come il football.” Questo successo non è solo sportivo, ma anche economico, grazie a una gestione moderna e a eventi che attirano pubblico e sponsor. Il tennis italiano, quindi, non vive solo di Sinner, ma di un sistema che funziona e che produce risultati anche fuori dal campo.
Wimbledon e Mondiali: modelli a confronto
Il confronto tra Wimbledon e i Mondiali di calcio è stato uno dei temi centrali dell’intervista. Raul ha chiesto a Iovine quali siano le differenze tra i due eventi. L’economista ha spiegato: “Sono due modelli diversi. I mondiali si giocano ogni quattro anni, Wimbledon ogni anno e il calcio punta sui grandi numeri, 48 nazionali, 104 partite, migliaia di spettatori. Wimbledon invece punta sulla esclusività, due settimane di torneo, un solo impianto, pochi sponsor e un’esperienza che richiama la tradizione.”
Iovine ha aggiunto: “Sono comunque due eventi globali ma uno mette al centro il prestigio, l’eleganza, la regalità, l’altro il calcio, ha una leadership quantitativa.” Nonostante le differenze, entrambi gli eventi rappresentano un’enorme vetrina internazionale e muovono cifre impressionanti. L’Italia, anche senza la nazionale ai Mondiali, può vantare un ruolo speciale: “Pochi sanno che il trofeo mondiale lo portiamo a casa sempre noi. La Coppa del Mondo infatti è costruita in Italia da un’azienda artigiana che ha sede vicino Milano. E poi c’è un fantastico dettaglio, la Coppa che spesso si ammacca un po’ durante i festeggiamenti dei giocatori nella cerimonia di premiazione torna sempre in Italia per essere riparata.”
Numeri e curiosità: il business dietro lo sport
Luca Iovine ha fornito anche alcune cifre che mostrano la portata economica degli eventi sportivi. “L’intero ciclo mondiale genera ricavi nell’ordine di miliardi di dollari tra diritti televisivi, sponsor e biglietti. Uno spot televisivo di pochi secondi durante le partite può arrivare a costare milioni.” La televisione ha cambiato anche il tennis: “Pensa al colore delle palline. Prima erano bianche ma non si vedevano in TV. E così anche il regolamento di Wimbledon, che non è mai stato cambiato, ha dovuto virare sulle palline giallo-fluo in nome del budget delle televisioni.”
Anche le tradizioni diventano business, come racconta Iovine: “Persino le famose fragole con panna, simbolo e tradizione del torneo, sono un fenomeno economico straordinario. Durante il torneo vengono distribuite 250.000 porzioni di fragole con panna, quasi 3 milioni di fragole. Ogni porzione costa circa 4 euro. Facciamo un po’ i conti, i conti della massaia. Pensa che i quattro semifinalisti di Wimbledon guadagnano circa un milione di euro a testa. Praticamente uno di loro viene pagato con i soldi incassati dalle fragole.”
