Per Alex Schwazer, 41 anni, arriva una nuova contestazione legata al doping: il marciatore è risultato positivo all’eritropoietina (Epo) durante un controllo effettuato in Germania al termine di una gara di marcia su lunga distanza. L’agenzia antidoping tedesca ha avviato un procedimento disciplinare e disposto la sospensione cautelare dell’atleta.
Si tratta della terza positività nella carriera sportiva del marciatore, un elemento che riporta nuovamente il suo nome al centro del dibattito internazionale sull’antidoping.
Il controllo e il risultato contestato
Il test incriminato sarebbe stato effettuato dopo una competizione disputata nei pressi di Francoforte, dove Schwazer aveva fatto registrare una prestazione di grande rilievo sulla distanza della maratona di marcia.
Secondo quanto emerso, le analisi avrebbero rilevato la presenza di sostanze riconducibili all’Epo, dando origine all’apertura del procedimento e alla sospensione immediata in via cautelare.
Le parole dell’atleta: “Sono innocente, ma non mi difendo più”
Schwazer ha respinto ogni accusa, dichiarando di non aver mai fatto uso di sostanze proibite. Tuttavia ha anche affermato di non avere più le energie per affrontare una nuova battaglia legale e sportiva.
Il marciatore ha spiegato che non intende intraprendere un percorso difensivo completo, se non chiedere eventualmente controanalisi del campione, condizione che però lega alla possibilità di analizzare anche ulteriori campioni conservati.
Ha inoltre sottolineato di voler proteggere la propria vita privata e familiare, affermando di non voler più essere coinvolto in lunghe procedure sportive e giudiziarie.
Le reazioni dell’ambiente sportivo
La vicenda ha immediatamente suscitato reazioni nel mondo dell’atletica. L’ex allenatore del marciatore ha espresso sorpresa e amarezza, ribadendo di averlo seguito fino al termine della sua precedente carriera e di averlo più volte messo in guardia dal ritorno alle competizioni.
È stata inoltre richiamata l’esistenza di ulteriori campioni biologici legati alla gara, conservati e ritenuti potenzialmente utili per approfondire la vicenda.
La posizione della difesa e la richiesta di ulteriori analisi
Il team legale ha evidenziato dubbi sulle procedure adottate durante i controlli antidoping, sostenendo la necessità di maggiore trasparenza e la possibilità di analizzare campioni aggiuntivi.
La difesa insiste sul fatto che la verità potrebbe emergere solo attraverso l’esame completo di tutti i materiali biologici disponibili, inclusi quelli non sempre considerati nei protocolli standard.
Una carriera segnata da controlli e squalifiche
Il caso attuale si inserisce in una lunga storia sportiva già segnata da precedenti squalifiche e controversie legate al doping. In passato, Schwazer era già stato fermato per positività a sostanze vietate, con conseguenti lunghe esclusioni dalle competizioni.
Negli anni successivi, la sua vicenda ha attraversato anche sedi giudiziarie, con sviluppi contrastanti e archiviazioni che hanno alimentato un dibattito ancora oggi aperto sulla sua posizione.
Il ritorno alle gare e il nuovo stop
Negli ultimi anni il marciatore aveva provato a tornare all’attività agonistica, partecipando a competizioni nazionali e internazionali e registrando anche prestazioni di rilievo sulla lunga distanza.
Il nuovo controllo positivo interrompe però nuovamente il suo percorso sportivo, lasciando in sospeso il futuro dell’atleta e la possibilità di ulteriori sviluppi disciplinari o giudiziari.
Possibili conseguenze sportive
In caso di conferma della violazione, per Schwazer potrebbe profilarsi anche la radiazione definitiva dall’attività sportiva, ipotesi prevista nei casi di recidiva nelle infrazioni antidoping.
La decisione finale dipenderà dall’esito del procedimento e dalle eventuali controanalisi richieste dalla difesa.