Meta ha annunciato l’estensione delle sue protezioni per adolescenti anche su Facebook e Messenger, dopo il successo delle stesse misure su Instagram. Laura Bononcini, Public Policy Director per il Sud Europa di Meta, ha spiegato in diretta su Radio Kiss Kiss come funzionano queste nuove impostazioni pensate per la sicurezza dei minori online.
Protezione automatica 13+: come funziona su Facebook, Messenger e Instagram
A “Good Morning Kiss Kiss”, Laura Bononcini ha illustrato le novità introdotte da Meta per tutelare i minori tra i 13 e i 17 anni sulle sue piattaforme. “Ho 13 anni, mi iscrivo a Instagram, comunque ne ho meno di 17, automaticamente vengo messo nelle impostazioni predefinite di account per teenager. Tra queste impostazioni c’è l’impostazione specifica sulla tipologia di contenuti che posso vedere. Di base la tipologia di contenuti sarà effettivamente corrispondente allo standard cinema TV 13+”, ha spiegato Bononcini.
Queste impostazioni predefinite limitano la visibilità di contenuti potenzialmente inappropriati per gli adolescenti. I genitori, inoltre, possono scegliere di applicare restrizioni ancora più severe, se lo desiderano. “La cosa che abbiamo annunciato è che abbiamo lanciato questa cosa prima su Instagram, adesso la facciamo anche su Facebook e Messenger. L’abbiamo fatto perché abbiamo visto che funziona”, ha aggiunto Bononcini.
Secondo le ricerche condotte da Meta i ragazzi che utilizzano le impostazioni per teenager vedono molti meno contenuti scioccanti rispetto ad altre piattaforme. Anche i genitori coinvolti nelle indagini hanno confermato che solo il 2% dei contenuti visualizzati risultava potenzialmente preoccupante.
Supervisione genitori-figli: equilibrio tra sicurezza e privacy
Un tema centrale affrontato durante l’intervista è stato quello dell’equilibrio tra la sicurezza dei ragazzi e la loro privacy. Bononcini ha sottolineato: “Tutti gli strumenti che abbiamo creato mettono al centro questa preoccupazione, nel senso che l’idea è quella di creare strumenti che favoriscano il dialogo e la condivisione di informazione tra genitori e ragazzi”.
Lo strumento di supervisione permette ai genitori di modificare alcune impostazioni dell’account teenager, ma sempre nel rispetto della privacy dei ragazzi. “I genitori con questo strumento non possono assolutamente vedere i messaggi privati dei ragazzi. Quello che possono vedere è per esempio se il ragazzo ha segnalato un contenuto perché era contrario alle nostre policy, quello lo possono vedere e allora la sera quando torna da scuola ne possono parlare. Oppure possono vedere se ha bloccato qualcuno, ma non vedono i contenuti”, ha chiarito Bononcini.
Inoltre, la supervisione può essere attivata solo con il consenso del ragazzo. “C’è questo equilibrio che è necessario anche perché i ragazzi vanno trattati come ragazzi e non come bambini e spesso i ragazzi hanno da insegnare anche i genitori”, ha aggiunto la direttrice di Meta.
Filtri e notifiche: come vengono bloccati i contenuti inappropriati
Un altro aspetto importante riguarda i filtri applicati alle chat e ai contenuti condivisi su Messenger e Instagram Direct. Bononcini ha confermato: “Ci sono una serie di filtri, anche per esempio c’è il filtro sui contenuti di nudo. Quindi dal momento in cui io provo a condividere su Messenger o su Instagram Direct un contenuto di nudo, mi arriva una notifica, o un contenuto inappropriato, mi arriva una notifica che mi dice sei sicuro di volerlo condividere? E poi questo contenuto arriva al ragazzo blurrato, quindi non si può vedere il contenuto di per sé”.
Se il destinatario è un adolescente, il contenuto resta oscurato e non può essere visualizzato. “Poi se ci clicca sopra, questa è un’impostazione tra l’altro per tutti, se ci clicca sopra il ragazzo non lo potrà vedere, l’adulto lo potrà vedere, ma anche lì c’è anche tutta una parte di educazione all’interno della piattaforma che ti fa fermare un attimo e ti fa riflettere”, ha spiegato Bononcini.
Questi sistemi sono pensati non solo per impedire la ricerca di contenuti inappropriati da parte dei ragazzi, ma anche per proteggerli da eventuali proposte indesiderate ricevute in chat. La direttrice di Meta ha concluso sottolineando l’importanza di continuare su questa strada per garantire un ambiente digitale più sicuro per tutti gli adolescenti.
