NBA Finals, gara 3: Spurs battono i Knicks 115-111 al Madison Square Garden

Gli Spurs vincono gara-3 delle Finals NBA contro i Knicks, interrompendo la serie positiva di New York. Presente anche Donald Trump, fischiato dal pubblico.

Le Finals NBA tornano improvvisamente in equilibrio. Trascinati da uno straordinario Victor Wembanyama, i San Antonio Spurs hanno espugnato il Madison Square Garden battendo i New York Knicks 115-111 in Gara 3 e accorciando le distanze nella serie, ora sul 2-1 per la squadra della Grande Mela.

In un’arena elettrizzata dal ritorno delle Finals a New York dopo quasi tre decenni, il fenomeno francese ha risposto presente con la miglior prestazione della sua serie.

Wembanyama firma una prova da leader

Dopo una Gara 2 complicata, il lungo francese ha reagito nel modo migliore possibile. Con 32 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate, Wembanyama ha guidato gli Spurs in una sfida fondamentale per evitare una situazione quasi disperata nella corsa al titolo.

Il ventiduenne ha chiuso con un eccellente 11 su 18 dal campo e ha saputo incidere in ogni fase del gioco, mostrando maturità e controllo nei momenti decisivi.

Dall’altra parte, anche Jalen Brunson ha realizzato 32 punti, aggiungendo 5 assist, ma la sua prestazione è stata appesantita da cinque palle perse e dalle difficoltà difensive che gli Spurs hanno saputo sfruttare per tutta la partita.

Il Garden sogna, poi arriva la rimonta di San Antonio

L’atmosfera del Madison Square Garden era quella delle grandi occasioni. I tifosi dei Knicks sognavano di avvicinarsi ulteriormente al titolo e sugli spalti erano presenti numerosi personaggi celebri, compreso Donald Trump.

La partita sembrava seguire un copione già visto nelle prime due gare della serie. Dopo un ottimo avvio degli Spurs, New York è riuscita a rimontare e a chiudere il primo tempo avanti 64-57.

Questa volta, però, San Antonio non ha ceduto. Gli Spurs hanno ribaltato nuovamente l’inerzia nel terzo quarto e hanno mantenuto il controllo nel finale, resistendo all’ultimo assalto dei Knicks.

Castle decisivo nel momento più delicato

Accanto a Wembanyama, un ruolo fondamentale lo ha avuto Stephon Castle.

La giovane guardia ha chiuso con 23 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, realizzando anche la tripla che ha gelato il Madison Square Garden a meno di due minuti dalla sirena finale, riportando gli Spurs a distanza di sicurezza.

Nel finale, Castle ha poi trasformato due tiri liberi pesantissimi che hanno definitivamente spento le speranze di rimonta dei Knicks.

Importante anche il contributo di De’Aaron Fox, autore di 8 assist, oltre agli apporti di Julian Champagnie, Devin Vassell e Dylan Harper.

La chiave tattica: attaccare Brunson

Uno degli aggiustamenti più efficaci dello staff tecnico degli Spurs è stato quello di coinvolgere costantemente Brunson nelle azioni offensive.

Attraverso blocchi, cambi difensivi e situazioni di pick and roll, San Antonio ha costretto il leader dei Knicks a un enorme dispendio di energie. La strategia ha portato anche a problemi di falli per la stella di New York, che nel terzo quarto è stata costretta a sedersi in panchina dopo aver commesso il quarto fallo personale.

L’assenza temporanea di Brunson ha consentito agli Spurs di costruire il vantaggio che si è poi rivelato decisivo.

Towns fatica, Knicks frenati

Tra i protagonisti negativi della serata c’è stato Karl-Anthony Towns. Il lungo dei Knicks ha chiuso con appena 11 punti e non è riuscito a imporsi contro la difesa organizzata degli Spurs.

Non sono bastati invece i 28 punti di OG Anunoby, autore anche della tripla che aveva riacceso le speranze del pubblico nel finale, né i 16 punti di Josh Hart.

Finals completamente riaperte

Con questa vittoria gli Spurs dimostrano di essere ancora pienamente in corsa per il titolo. Dopo due sconfitte iniziali, la squadra texana ha trovato contromisure efficaci sia in attacco sia in difesa, riuscendo finalmente a valorizzare al massimo il talento di Wembanyama.

La serie resta favorevole ai Knicks sul 2-1, ma Gara 3 ha cambiato l’inerzia psicologica delle Finals. E con un Wembanyama capace di dominare anche sul parquet più iconico del basket mondiale, San Antonio può continuare a credere nell’impresa.

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