Zerocalcare risponde alle polemiche su ‘Due spicci’: ‘Nessuno mi ha mai esposto una lamentela”

Il fumettista romano replica alle accuse sulle condizioni di lavoro degli animatori della sua nuova serie animata, precisando il suo ruolo e criticando la strumentalizzazione politica della vicenda.

Le polemiche sulle condizioni di lavoro degli animatori coinvolti nella realizzazione di Due spicci hanno spinto Zerocalcare a intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione. Attraverso un video diffuso sui social, il fumettista romano ha spiegato quale sia il suo ruolo all’interno della produzione della serie animata approdata su Netflix lo scorso 27 maggio.

L’autore ha voluto prendere le distanze dalle accuse relative alla gestione del personale e degli aspetti economici del progetto, precisando: “Io sono l’autore della serie: scrivo la storia, disegno i personaggi e doppio le voci. Non sono io che assumo, decido o pago chi lavora alla produzione e non ho accesso alle informazioni su budget e contratti”.

“Nessuno mi ha mai esposto una lamentela”

Nel corso del suo intervento, Zerocalcare ha spiegato di non essere mai stato informato direttamente di eventuali criticità da parte dei lavoratori coinvolti nella serie.

“Quelle due o tre volte che li ho incontrati allo studio, nessuno mi ha mai esposto una lamentela o mi ha detto di stare lavorando in una situazione critica”, ha dichiarato, sottolineando di non aver ricevuto segnalazioni che potessero far emergere problemi legati alle condizioni di lavoro.

Lo scontro con la politica

L’autore ha poi affrontato il risvolto politico assunto dalla vicenda, criticando apertamente l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Maurizio Gasparri.

Nel video, Zerocalcare ha attaccato l’esponente politico affermando: “Fa il giustiziere in Parlamento e poi vota contro il salario minimo”.

Parole che hanno contribuito ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno alla questione, ormai uscita dai confini del settore dell’animazione per approdare nel confronto politico nazionale.

Il sostegno delle associazioni dell’animazione

Dopo l’esplosione della polemica, all’autore è arrivata la solidarietà di importanti realtà del comparto dell’animazione. Le associazioni di settore hanno espresso vicinanza sia a Zerocalcare sia alle società coinvolte nella produzione della serie, riconoscendone il contributo alla crescita dell’animazione italiana e allo sviluppo di nuove opportunità professionali.

Il successo di “Due spicci”

Al centro della vicenda resta comunque Due spicci, terza serie animata firmata da Zerocalcare dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo. Il nuovo progetto riporta in scena i personaggi di Zero, Cinghiale e dell’Armadillo, ancora una volta doppiato da Valerio Mastandrea.

La storia segue i protagonisti alle prese con la gestione di un piccolo locale, tra difficoltà economiche, fragilità personali e rapporti messi alla prova da responsabilità sempre più pesanti. Un racconto che affronta il tema dei “debiti” non solo in senso economico, ma anche emotivo e relazionale.

Una serie che chiude un ciclo

Presentando il progetto, Zerocalcare aveva definito Due spicci una produzione dal tono particolarmente introspettivo. L’autore aveva spiegato: “Questa serie nella mia testa è la fine della trilogia”, aggiungendo: “È arrivato il momento in cui tirare le somme, si chiude un cerchio. L’esistenza dei personaggi non finisce, io l’ho vissuta come una resa dei conti. Non ho alcuna idea su cosa farò dopo”.

Parole che confermano come la serie rappresenti un momento di bilancio artistico e personale per il fumettista romano.

La musica di Coez accompagna il racconto

A completare il progetto c’è anche il contributo musicale di Coez, autore del brano originale Ci vuole una laurea, pubblicato poche settimane prima del debutto della serie. Una canzone che riprende molti dei temi affrontati nel racconto, tra malinconia, crescita personale e rapporti umani complessi.

Mentre Due spicci continua a essere tra le produzioni italiane più discusse del momento, Zerocalcare ha scelto di intervenire in prima persona per chiarire il proprio ruolo, difendendosi dalle accuse e ribadendo di essere responsabile esclusivamente della parte creativa dell’opera.

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