Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. La conferma è arrivata durante il Consiglio federale della Figc, quando Giovanni Malagò ha annunciato ufficialmente il ritorno dell’allenatore sulla panchina azzurra.
Per Mancini si tratta di un ritorno dopo l’esperienza iniziata nel 2018 e conclusa con le dimissioni nell’agosto 2023. La Federazione ha deciso di puntare nuovamente sull’uomo che aveva riportato l’Italia sul tetto d’Europa nel 2021, preferendolo ad Antonio Conte dopo una fase caratterizzata da discussioni e tensioni interne.
La scelta arriva dopo giorni complicati per il calcio italiano, segnati dalle polemiche sulla successione a Luciano Spalletti e dal caso legato all’ipotesi Andrea Pirlo, oltre alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo dal progetto tecnico.
Il ritorno dopo l’Europeo vinto a Wembley
Mancini torna in azzurro con il compito di ricostruire una Nazionale reduce da una fase difficile. Il suo primo ciclo aveva avuto il momento più alto nell’estate del 2021, quando l’Italia conquistò l’Europeo battendo l’Inghilterra nella finale di Wembley.
Quel successo rappresentò una delle pagine più importanti della storia recente della Nazionale. Gli Azzurri arrivarono al titolo attraverso un percorso caratterizzato da gioco offensivo, grande compattezza e numeri record.
Durante la gestione Mancini, l’Italia stabilì anche una lunga serie di risultati positivi, arrivando a 37 partite consecutive senza sconfitte, un primato mondiale per una Nazionale all’epoca. La squadra riuscì inoltre a ottenere una striscia di vittorie consecutive e a dominare il girone di qualificazione all’Europeo.
Dalla rinascita azzurra alla delusione del Mondiale
L’avventura di Mancini sulla panchina italiana era iniziata nel 2018, dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Russia. La Federazione aveva scelto l’ex allenatore di Inter e Manchester City per avviare un nuovo progetto.
L’esordio arrivò il 28 maggio 2018 con la vittoria in amichevole contro l’Arabia Saudita. Da quel momento iniziò un percorso di crescita che portò l’Italia alla qualificazione a Euro 2020, disputato poi nel 2021 a causa della pandemia.
Dopo il trionfo europeo, però, arrivarono anche le difficoltà. La Nazionale non riuscì a qualificarsi al Mondiale in Qatar 2022, eliminata nello spareggio dalla Macedonia del Nord con un gol subito nei minuti finali. Un fallimento storico, visto che per la seconda edizione consecutiva gli Azzurri rimasero fuori dalla Coppa del Mondo.
Le dimissioni del 2023 e la nuova sfida
Dopo la mancata qualificazione mondiale, Mancini aveva iniziato una fase di rinnovamento della squadra, puntando su diversi giovani e introducendo nuovi elementi nel gruppo azzurro.
Tra i giocatori lanciati nel suo secondo periodo alla guida dell’Italia figuravano giovani come Frattesi, Gnonto, Pobega, Scalvini, Pafundi, Fagioli e Miretti. L’obiettivo era preparare una squadra competitiva in vista del Mondiale 2026.
Nell’agosto 2023, però, arrivarono le dimissioni dopo una serie di difficoltà e una fase di confronto con la Federazione. Pochi giorni prima aveva ricevuto anche l’incarico di coordinatore delle Nazionali Under 20 e Under 21.
Ranieri verso il ruolo di direttore tecnico
Accanto a Mancini dovrebbe esserci Claudio Ranieri, indicato come possibile nuovo direttore tecnico della Nazionale.
L’ex allenatore di Roma, Leicester e altre importanti squadre europee dovrebbe svolgere un ruolo di raccordo tra la struttura federale e l’area tecnica, con l’obiettivo di dare maggiore stabilità al progetto azzurro.
La nuova coppia Mancini-Ranieri nasce quindi con l’intento di riportare equilibrio dopo un periodo segnato da cambiamenti, polemiche e incertezze.
Il nuovo corso della Nazionale
Il ritorno di Mancini rappresenta una scelta basata sull’esperienza e sulla conoscenza dell’ambiente azzurro. Il nuovo commissario tecnico dovrà ora affrontare una fase delicata, con il compito di costruire una squadra capace di tornare protagonista nelle competizioni internazionali.
Dopo il successo europeo del 2021 e le difficoltà successive, la Nazionale riparte ancora una volta da Mancini, chiamato a trasformare il passato vincente in un nuovo progetto per il futuro.