Per alcuni minuti sembrava una serata destinata a prendere una direzione precisa. Gli Spurs, trascinati da Victor Wembanyama e sostenuti da un pubblico caldissimo, hanno aperto Gara 3 delle Finali di Conference della Western Conference con un impatto devastante, costruendo un parziale iniziale di 15-0 che ha messo subito in difficoltà Oklahoma City.
L’energia della squadra texana e l’intensità dell’ambiente sembravano aver spostato l’inerzia della serie, ma i Thunder hanno risposto mostrando quella calma e quella solidità che li hanno accompagnati nel loro percorso.
Shai guida la rimonta
Dopo un avvio complicato, Oklahoma ha iniziato lentamente a ricucire lo strappo. Al centro della reazione c’è stato Shai Gilgeous-Alexander, autore di una prova da 26 punti e 12 assist.
La stella dei Thunder ha gestito il ritmo della gara e trovato soluzioni efficaci contro la difesa costruita attorno a Wembanyama, permettendo alla squadra di rientrare progressivamente nel match.
Dopo aver chiuso il primo quarto ancora sotto 31-26, i campioni in carica hanno cambiato marcia, arrivando all’intervallo avanti 58-51 e mantenendo poi il controllo fino al definitivo 123-108 che vale il 2-1 nella serie.
Jared McCain si prende la scena
Se Gilgeous-Alexander ha rappresentato la guida della squadra, il volto nuovo della serata è stato Jared McCain. Arrivato a Oklahoma a febbraio, il giovane esterno ha vissuto la miglior notte della sua esperienza ai playoff, segnando 24 punti partendo dalla panchina.
Il giocatore ha dato energia e aggressività ai Thunder nei momenti chiave della partita, riuscendo anche a trovare canestri importanti attaccando direttamente il ferro contro avversari fisicamente più imponenti.
La sua prestazione rappresenta un segnale importante per Oklahoma, che trova una nuova arma offensiva proprio nel momento decisivo della stagione.
Wembanyama prova a tenere in piedi gli Spurs
Victor Wembanyama ha chiuso la sua gara con 26 punti, cercando di trascinare San Antonio soprattutto nei momenti iniziali. Tuttavia, il talento francese non ha trovato un sostegno sufficiente nel corso della partita.
Devin Vassell ha aggiunto 20 punti, mentre De’Aaron Fox, tornato a disposizione, ha contribuito con 15 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Il playmaker ha però accusato nuovamente problemi alla caviglia, una situazione che potrebbe creare dubbi sulla sua presenza nel prossimo appuntamento della serie.
La profondità dei Thunder fa la differenza
Uno degli aspetti che ha inciso maggiormente sull’incontro è stata la capacità di Oklahoma di coinvolgere l’intera rotazione. Pur dovendo rinunciare a Jalen Williams, i Thunder hanno trovato risposte da più giocatori.
La panchina di OKC ha prodotto 76 punti contro i 23 degli Spurs, un dato particolarmente significativo considerando il contesto playoff, dove normalmente le rotazioni tendono a ridursi.
Jaylin Williams ha chiuso con 18 punti, Alex Caruso ne ha aggiunti 15 e Cason Wallace 11, confermando una profondità che continua a essere una delle armi principali della squadra.
Oklahoma mette pressione alla serie
Il successo in trasferta permette ai Thunder di conquistare il vantaggio nelle Finali di Conference dell’Ovest sul 2-1. Dopo aver superato una partenza complicatissima, Oklahoma ha mostrato ancora una volta capacità di adattamento e una forza collettiva che va oltre i singoli.
San Antonio aveva acceso il match con una partenza travolgente, ma con il passare dei minuti i Thunder hanno preso il controllo della partita, trasformando uno svantaggio pesante in un successo che può avere un peso importante nell’economia della serie.