Tra le sorprese più clamorose dell’ultima edizione dei David di Donatello c’è senza dubbio Le città di pianura. Partito con sedici candidature, il film di Francesco Sossai ha dominato la serata conquistando otto premi, compresi quelli per miglior film, regia, sceneggiatura originale e miglior attore protagonista.
Un risultato che ha trasformato questa produzione indipendente in uno dei casi cinematografici più discussi dell’anno. Dopo il debutto nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2025 e l’uscita nelle sale italiane distribuita da Lucky Red, il film ha costruito il proprio successo attraverso il passaparola, riuscendo a conquistare critica e pubblico senza puntare su grandi nomi o produzioni spettacolari.
La soddisfazione per un successo nato quasi in sordina
A colpire è soprattutto il percorso del film, nato come progetto d’autore e diventato progressivamente un fenomeno culturale. Anche dal mondo produttivo è arrivato un forte riconoscimento per la capacità dell’opera di parlare a un pubblico molto ampio pur mantenendo una forte identità personale.
Il lavoro di Paolo Del Brocco e delle realtà coinvolte nella produzione e distribuzione viene indicato come esempio di un cinema capace di valorizzare nuovi talenti e storie fuori dagli schemi tradizionali.
Un road movie malinconico nella provincia veneta
Le città di pianura racconta il viaggio notturno di Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni sbandati che attraversano la pianura veneta inseguendo un obiettivo tanto semplice quanto simbolico: trovare un locale ancora aperto per bere “l’ultimo bicchiere”.
Durante il loro vagabondare incontrano Giulio, giovane studente di architettura lontano da casa. Da quel momento prende forma una strana amicizia che cambia lentamente il tono della storia, trasformando una notte fatta di alcol, chiacchiere e soste improvvisate in un confronto tra generazioni, paure e desideri.
Il film alterna momenti ironici e atmosfere sospese, utilizzando la provincia del Veneto non come semplice sfondo, ma come elemento centrale del racconto. Piazze vuote, nebbia e strade periferiche accompagnano i personaggi in un percorso che mescola malinconia, umanità e piccoli frammenti di vita quotidiana.
Un progetto nato da un’esperienza reale
Il regista Francesco Sossai ha spiegato che l’idea del film nasce da una notte vissuta realmente quasi dieci anni fa a Venezia, dopo una lunga serata tra amici e incontri casuali. Da quell’esperienza sarebbe nato il desiderio di costruire una storia attorno a tre elementi fondamentali: alcol, amicizia e architettura.
Nel tempo il regista ha raccolto dialoghi ascoltati tra autobus e treni, trasformandoli poi insieme allo sceneggiatore Adriano Candiago nel cuore del paesaggio veneto, fino a dare forma definitiva al film.
Il cast e i personaggi del film
Nel cast spiccano Sergio Romano, premiato ai David come miglior attore protagonista, Pierpaolo Capovilla e Filippo Scotti, volto del giovane Giulio.
Accanto a loro compaiono anche Roberto Citran e Andrea Pennacchi.
Dove vedere Le città di pianura in streaming
Chi vuole recuperare Le città di pianura può trovarlo in streaming su MUBI, disponibile anche attraverso il canale dedicato su Amazon Prime Video.
Il film è inoltre disponibile a noleggio su Mediaset Infinity.
Per gli appassionati del supporto fisico, dal 14 maggio arriveranno anche le edizioni DVD e Blu-ray distribuite da Eagle Pictures.
