Claudia Gerini: “Ho capito di essere brava grazie al David. Sono ancora innamorata del mio lavoro”

L'attrice Claudia Gerini racconta al Corriere della Sera il suo nuovo film "L'amore sta bene su tutto" e riflette su relazioni, carriera e rappresentazione femminile nel cinema.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Claudia Gerini racconta il suo nuovo film, riflette sull’amore, sul ruolo delle donne nel cinema e sulla sua lunga carriera. L’attrice è tra i protagonisti di L’amore sta bene su tutto, diretto da Giampaolo Morelli, nelle sale dal 6 maggio.

Un ministro dell’istruzione “ideale”

Nel film L’amore sta bene su tutto, Claudia Gerini interpreta una ministra. Un ruolo che, come racconta lei stessa, non le è nuovo: in passato aveva già vestito i panni di una sindaca e di altre figure politiche. «Mi sono sembrata sempre piuttosto centrata», spiega, lasciando intendere che in una vita parallela avrebbe potuto davvero intraprendere quella carriera.

Se fosse davvero ministra, però, avrebbe idee molto precise. Il suo primo obiettivo sarebbe introdurre nelle scuole l’educazione emotiva e sessuale, insieme a una maggiore attenzione per l’educazione civica. Per l’attrice, il sistema scolastico dovrebbe diventare un punto di riferimento anche nel pomeriggio, con attività gratuite dedicate ai ragazzi e alle famiglie.

Donne e cinema: «C’è ancora molto da fare»

Gerini affronta anche il tema delle differenze di genere nel mondo del cinema. Pur riconoscendo i passi avanti fatti negli ultimi decenni, sottolinea come il settore resti ancora fortemente dominato dagli uomini.

Secondo l’attrice, le storie raccontate dal punto di vista femminile sono ancora troppo poche. «Le donne hanno una marcia in più e una possibilità in meno», afferma, evidenziando un paradosso che riguarda non solo il cinema, ma molti ambiti della società contemporanea.

L’amore tra impegno e libertà

Nel nuovo film il tema centrale è proprio l’amore. Il personaggio interpretato da Claudia Gerini vive una relazione di lunga durata e cerca di difendere il valore della famiglia, mentre il protagonista maschile insegna ironicamente “come lasciarsi in sette passi”.

L’attrice riflette così sulle relazioni moderne: da una parte sostiene che sia importante impegnarsi e non dare mai l’altro per scontato; dall’altra ammette che, in certi casi, si resta insieme soltanto per abitudine o paura del cambiamento.

«Non vale sempre la pena impegnarsi», spiega. «A volte bisogna anche avere il coraggio di lasciarsi». Una frase che sintetizza perfettamente il suo pensiero sui rapporti di coppia nella società di oggi, spesso veloce e superficiale.

Il peso del giudizio degli altri

Nel corso dell’intervista, Gerini racconta anche il rapporto con il giudizio pubblico. Essere un personaggio noto significa inevitabilmente esporsi, ma ci sono momenti in cui la pressione esterna può diventare difficile da gestire, soprattutto nelle vicende personali.

L’attrice ammette di essersi sentita giudicata per alcune scelte di vita, in particolare durante momenti delicati come una separazione. Tuttavia considera questa esposizione parte integrante del mestiere dell’attore.

«Ho capito di essere brava grazie al David»

Uno dei passaggi più sinceri dell’intervista riguarda il rapporto con se stessa e con la propria carriera. Claudia Gerini confessa di aver iniziato a sentirsi davvero “brava” soltanto dopo aver vinto il David di Donatello.

Quel riconoscimento, racconta, le ha dato la conferma di avere conquistato credibilità artistica. Ma il vero metro di giudizio resta il pubblico: sentirsi capace significa soprattutto riuscire a emozionare chi guarda i suoi film.

Da Verdone a Suburra: una carriera lunga trent’anni

Ripercorrendo la sua carriera, Gerini individua diversi momenti decisivi. Tra questi cita sicuramente i film con Carlo Verdone, fondamentali per la sua crescita artistica e professionale.

Ma un ruolo importante lo ha avuto anche Suburra, che le ha permesso di conquistare il pubblico più giovane. L’attrice rivendica con orgoglio la capacità di spaziare tra commedia e dramma, uscendo spesso dalla propria comfort zone.

Tra i titoli più importanti ricorda anche Non ti muovere, esperienza che le ha consentito di mostrare un lato più intenso e drammatico del suo talento.

«Sono ancora innamorata del mio lavoro»

Nonostante oltre trent’anni di carriera, Claudia Gerini guarda ancora al futuro con entusiasmo. Dice di vivere il passare del tempo con gratitudine e curiosità, mantenendo quella “fanciullezza” che la spinge ad appassionarsi a ogni nuovo progetto.

La conclusione dell’intervista è una dichiarazione d’amore al suo mestiere: «La verità è che sono ancora innamorata del mio lavoro».

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