Ermal Meta compie 45 anni: dalla fuga dall’Albania al successo in Italia

Un viaggio nella vita e nella carriera del cantautore albanese naturalizzato italiano, tra sfide personali e trionfi musicali.

Ermal Meta compie 45 anni. Nato a Fier il 20 aprile 1981, il cantautore festeggia un traguardo importante portandosi dietro una storia personale intensa e un percorso artistico che lo ha reso una delle voci più riconoscibili della musica italiana contemporanea.

Dall’Albania all’Italia: un viaggio che cambia tutto

Il passaggio decisivo arriva a soli 13 anni, quando lascia l’Albania insieme alla madre e ai fratelli per trasferirsi a Bari. Un viaggio che segna l’inizio di una nuova vita, costruita tra difficoltà e adattamento. In un racconto a Le Iene, ha raccontato la storia dell’arrivo in italia di sua madre che fermata per strada da uno sconosciuto, viene avvertita di un pericolo imminente e invitata a fuggire. L’uomo decide di aiutarla concretamente, procurandole a proprie spese un passaporto falso, senza chiedere nulla in cambio, spiegando che lo fa anche per i suoi figli. Dopo averli affidati temporaneamente alla nonna, la donna si mette in viaggio verso l’Italia. Superati i primi controlli, a Brindisi un ufficiale scopre l’irregolarità del documento e inizialmente le impedisce di proseguire. Di fronte alla sua disperazione, e dopo aver visto la foto dei figli, cambia però decisione e le permette di passare. Due gesti di umanità che, come sottolinea il cantautore, hanno cambiato il destino della sua famiglia.

Gli inizi tra sacrifici e musica

Prima di affermarsi, la strada è lunga. Cresciuto in un ambiente segnato anche dalla passione per la musica classica trasmessa dalla madre violinista, inizia a suonare da adolescente. La gavetta passa attraverso diversi lavori – dai call center alla vendita di giornali – e le prime esperienze in band come gli Ameba 4, con cui calca il palco del Festival di Sanremo nel 2006 tra i Giovani. Seguirà poi l’esperienza con La Fame di Camilla, altra tappa fondamentale prima della carriera solista.

Ferite personali e canzoni

La sua musica è spesso intrecciata a vicende intime. Il rapporto difficile con il padre, descritto come una presenza violenta e poi assente, ha lasciato un segno profondo. Brani come Lettera a mio padre e Vietato morire nascono proprio da quell’esperienza, trasformando il dolore in racconto e denuncia. “Era assente anche quando c’era”, ha spiegato in passato, ripercorrendo una relazione mai davvero esistita.

La consacrazione da solista

Dopo lo scioglimento della band, Meta intraprende un percorso individuale che lo porta rapidamente al grande pubblico. Il legame con Sanremo diventa centrale: dal debutto tra le Nuove Proposte fino al terzo posto del 2017 con Vietato morire. Il punto più alto arriva nel 2018, quando trionfa insieme a Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente, brano che porterà anche all’Eurovision Song Contest 2018, chiuso in quinta posizione. Negli anni successivi continua a confermarsi con nuovi lavori e partecipazioni, tra cui quella del 2021.

Tra letteratura e nuove sfide

Oltre alla musica, Meta si cimenta anche nella scrittura. Nel 2022 pubblica il romanzo Domani e per sempre, ambientato in Albania durante la Seconda guerra mondiale. Un’opera che riflette sul destino e sulle svolte impreviste della vita: “Una piccola cosa può cambiare tutto”, ha raccontato presentando il libro.

L’amore, la famiglia e una nuova fase di vita

Sul piano privato, il cantautore ha sempre mantenuto un profilo discreto. Dopo una lunga relazione con Silvia Notargiacomo, oggi condivide la vita con Chiara Sturdà. La nascita della figlia Fortuna Marie, nel 2024, ha rappresentato una svolta profonda, influenzando anche la sua produzione artistica.

Accanto a loro, una famiglia che si è allargata nel tempo: due ragazze conosciute anni fa in Albania, con cui il legame è cresciuto fino a diventare un rapporto stabile. Un modello familiare costruito fuori dagli schemi, fatto di presenza costante e responsabilità condivisa.

Un artista tra passato e presente

Dalla fuga da un’infanzia difficile ai palchi più importanti, la storia di Ermal Meta è fatta di passaggi netti e rinascite. Oggi, tra musica, scrittura e vita familiare, il suo percorso continua a evolversi, mantenendo al centro una cifra precisa: trasformare esperienze personali in narrazione universale.

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