Per Sal Da Vinci è un periodo intenso e ricco di soddisfazioni. Dopo il successo al Festival di Sanremo 2026 con il brano Per Sempre Sì, il cantante si prepara a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026.
L’artista ha raccontato a “Verissimo” di vivere questa nuova esperienza con entusiasmo e curiosità, spiegando di non voler conoscere troppo in anticipo ciò che lo aspetta. Dopo l’impegno europeo partirà inoltre per una tournée tra Stati Uniti e Canada, con diversi spettacoli in preparazione tra estate, teatro e pubblico internazionale.
Il culmine delle celebrazioni arriverà il 25 e 26 luglio all’Arena Flegrea di Napoli, dove festeggerà i suoi cinquant’anni di carriera.
Il successo inatteso di “Per Sempre Sì”
Sal Da Vinci ha parlato anche dell’enorme eco avuto dalla canzone vincitrice di Sanremo, diventata rapidamente popolare in contesti molto diversi.
“Per sempre sì è arrivata ovunque, è stata cantata dai bambini, negli stadi, in contesti completamente diversi. Ognuno se la prende e la vive a modo suo. Ci sono canzoni che fanno più del dovuto, che durano più dei ricordi. Quando succede, capisci che è qualcosa che va oltre te stesso. La canzone è arrivata ovunque, è stata tradotta anche in giapponese”.
Un’infanzia diversa dagli altri bambini
Ripercorrendo la propria storia personale, il cantante ha ricordato di essere cresciuto in una famiglia dove la musica era parte integrante della quotidianità.
“Sono cresciuto in una casa dove si respirava musica. Mio padre ha lasciato un’eredità importante, non solo artistica ma umana: un’unione familiare fortissima. Non ho mai avuto grandi scontri con i miei fratelli, perché c’era un amore che ci teneva uniti”.
Poi il racconto di un’infanzia lontana dalla normalità dei coetanei:
“Non ho vissuto l’infanzia come gli altri bambini. Ho iniziato a lavorare a sette anni, facendo anche tre spettacoli al giorno. Quella è stata la mia scuola”.
Le difficoltà economiche e la voglia di non arrendersi
Nel corso dell’intervista Sal Da Vinci ha ricordato anche gli anni complicati, quando il successo sembrava lontano e le difficoltà economiche mettevano tutto in discussione.
“Ci sono stati periodi in cui ho pensato di mollare tutto. Quando un sogno non si realizza, ti chiedi se è la strada giusta. Ma il fallimento è una prova: non bisogna fermarsi, bisogna andare oltre”.
L’artista ha raccontato anche i sacrifici condivisi con la moglie:
“Ci sono stati momenti in cui facevamo fatica ad arrivare a fine mese. Io e mia moglie compravamo e rivendevamo collanine per racimolare qualcosa, per non dipendere dalla famiglia. Era dura, ma era una scelta, e le scelte vanno portate fino in fondo”.
Il dolore per la malattia del figlio Francesco
Tra i momenti più toccanti del suo racconto c’è quello legato alla grave malattia del figlio Francesco, colpito da meningite quando era molto piccolo.
“Non si trovava una via d’uscita, ero disperato. Avevo chiesto una grazia alla Madonna: se si fosse salvato non avrei più cantato”.
Il cantante ha spiegato che stava per pronunciare quel voto quando venne fermato improvvisamente da una dottoressa, che lo chiamò per firmare un esame urgente.
“Non ho più fatto quel giuramento e oggi ringrazio per quel miracolo: Francesco sta bene”.
Il ricordo del ricovero e dei mesi difficili
In un’altra occasione televisiva, Sal Da Vinci aveva già raccontato quei giorni drammatici, spiegando che tutto nacque da una diagnosi iniziale errata e da un peggioramento improvviso delle condizioni del bambino.
“Quella mattina era sveglio ma non rispondeva, lo portai subito in ospedale. Eravamo disperati io e mia moglie”.
Francesco fu operato immediatamente e ricoverato per mesi. L’artista ha voluto ringraziare in particolare la dottoressa che quel giorno intuì subito la gravità della situazione.
“Sono stati mesi complicati, ma è avvenuto un miracolo”.
Una ferita trasformata in gratitudine
Oggi Sal Da Vinci guarda a quella vicenda come al momento più duro della sua vita, ma anche come a una prova superata grazie alla fede, alla famiglia e all’intervento dei medici.
Il successo professionale e i nuovi traguardi non cancellano quel ricordo, che resta una delle pagine più intense del suo percorso umano.