Nepal, l’ex rapper Balendra Shah vince le elezioni: dalla musica alla guida del Paese

Balendra Shah, ex rapper, ha ottenuto la vittoria alle elezioni in Nepal, superando l'ex premier nello stesso collegio. La sua ascesa politica ha attirato l'attenzione del Paese e dei media internazionali.

Le elezioni generali svolte il 5 marzo in Nepal hanno segnato una svolta storica per la politica del Paese. Il partito emergente guidato dall’ex rapper Balendra Shah, conosciuto come “Balen”, ha ottenuto risultati tali da poter formare il nuovo governo.

Il suo movimento politico, il Rastriya Swatantra Party (Partito Nazionale Indipendente), ha conquistato la maggioranza dei seggi necessari in Parlamento. Secondo i dati ufficiali della Commissione Elettorale, la formazione ha già ottenuto 106 dei 165 seggi assegnati con voto diretto e risulta in vantaggio in altre circoscrizioni ancora in fase di scrutinio.

A questi risultati si aggiunge anche il buon andamento nel sistema proporzionale, che assegna altri 110 seggi, permettendo al partito di superare la soglia dei 138 parlamentari necessari per la maggioranza assoluta nell’assemblea da 275 membri.

Un possibile governo con una maggioranza senza precedenti

Le proiezioni indicano che il partito di Balen potrebbe arrivare fino a circa 190 seggi una volta completato il conteggio dei voti. Se confermato, si tratterebbe di una maggioranza dei due terzi, un risultato che non si vedeva nel Paese himalayano dalle elezioni del 1959.

Questo successo segna un cambiamento radicale negli equilibri politici nazionali, con i partiti tradizionali che escono fortemente ridimensionati.

Chi è Balendra Shah: dal rap alla politica

A 35 anni, Balendra Shah rappresenta una figura atipica nel panorama politico del Nepal. Ingegnere di formazione, è diventato noto inizialmente come rapper grazie ai suoi testi dedicati a temi sociali come povertà, disoccupazione e corruzione.

Nel 2022 ha deciso di entrare in politica candidandosi come indipendente alle elezioni municipali di Kathmandu. La sua candidatura ha avuto successo e lo ha portato a diventare sindaco della capitale.

Durante il suo mandato si è concentrato su iniziative legate al miglioramento urbano, come la rimozione di costruzioni abusive e il potenziamento della raccolta dei rifiuti, guadagnando visibilità e consenso.

Il ruolo decisivo della Generazione Z

L’ascesa politica di Shah è stata sostenuta in modo determinante dalla mobilitazione dei giovani. La cosiddetta Generazione Z ha utilizzato i social media e le piattaforme digitali per organizzare campagne e iniziative, aggirando i canali tradizionali dell’informazione.

Le proteste giovanili, esplose soprattutto negli ultimi mesi, hanno contribuito a diffondere il messaggio anticorruzione promosso da Balen, trasformandolo in un fenomeno virale capace di attrarre nuovi elettori.

Questa mobilitazione ha portato anche alla caduta dei partiti tradizionali, che avevano dominato la scena politica per anni.

Il crollo della vecchia classe politica

Dal 2008, anno in cui il Nepal ha abolito la monarchia, il Paese ha vissuto una lunga fase di instabilità politica, caratterizzata da continui cambi di alleanze tra gli stessi leader storici e da governi incapaci di completare un’intera legislatura.

Le elezioni di quest’anno hanno segnato una vera e propria rivoluzione politica. Il Nepali Congress, il partito più antico del Paese, ha ottenuto appena 15 rappresentanti diretti.

Tra le sconfitte più significative c’è quella dell’ex primo ministro K. P. Sharma Oli, leader del Communist Party of Nepal (Unified Marxist–Leninist), che ha perso il suo seggio proprio contro Shah.

Anche altre figure importanti della politica nazionale sono rimaste fuori dal Parlamento, tra cui il presidente del Congresso nepalese Gagan Thapa e l’imprenditore miliardario diventato politico Binod Chaudhary.

Un’ondata di cambiamento per il Nepal

Tra i leader della vecchia guardia, uno dei pochi a mantenere una presenza parlamentare è l’ex primo ministro maoista Pushpa Kamal Dahal, la cui formazione ha comunque ottenuto un numero molto limitato di rappresentanti.

Secondo diversi osservatori, il risultato elettorale rappresenta l’esplosione di una frustrazione pubblica accumulata nel corso di decenni. Molti analisti parlano di una vera “ondata di cambiamento” che mira a ridurre l’influenza dei partiti tradizionali.

Ora l’attenzione si concentra sulla nuova leadership e sulla sua capacità di trasformare questa spinta popolare in riforme concrete per il futuro del Nepal.

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