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Sanremo 2026, Samurai Jay canta “Ossessione”: vita privata e carriera

Samurai Jay debutta al Festival di Sanremo 2026 con Ossessione, un brano urban che racconta un amore intenso e intermittente, tra attrazione e dipendenza emotiva.

Nella terza serata del Festival, alla sua seconda esibizione, Samurai Jay porta sul palco dell’Ariston l’energia urban di Ossessione. Un debutto che segna l’ingresso ufficiale del rapper napoletano tra i Big.

Dalle strade di Mugnano al grande palco

Gennaro Amatore, classe 1998, nasce a Mugnano di Napoli, vicino Scampia. Cresce musicalmente tra l’influenza dei Co’Sang e le sonorità internazionali dei Linkin Park.

Inizia giovanissimo: prima come Jenny Lover nell’r’n’b, poi vira verso il rap trasformandosi in Samurai Jay, nome attribuitogli da un amico per il codino che ricordava un samurai. “Jay” è invece un omaggio al suo idolo Jay-Z.

Dopo l’esordio nel 2018 con l’EP Promessa III, si impone nella scena urban con singoli come A casa mia (con Livio Cori) e arriva a esibirsi allo Stadio San Paolo durante le Universiadi.

Collaborazioni e il tormentone “Halo”

Negli anni collabora con artisti come Elettra Lamborghini, Mambolosco, Lele Blade, Dat Boi Dee e Beba.

Nel 2021 viene invitato da Gigi D’Alessio sul palco dell’Ariston per Guagliune, insieme a Ivan Granatino, Enzo Dong e Lele Blade.

La consacrazione presso il grande pubblico arriva con Halo, certificato disco d’oro e capace di superare decine di milioni di stream su Spotify, diventando uno dei tormentoni più condivisi su TikTok. “Ero un nerd, pesavo 100 chili”, ha raccontato parlando dei suoi inizi, segnati da videogiochi, chitarra elettrica e dall’illuminazione avuta dopo un live di Sfera Ebbasta a Napoli.

“Ossessione”: il significato del brano

Per il debutto sanremese presenta Ossessione, un brano che racconta una relazione fuori dagli schemi classici dell’amore: un tira e molla fatto di weekend consumati, bugie accettate e attrazione fisica difficile da spezzare.

Nel testo ricorre il “maledetto feeling”: non un sentimento stabile, ma un’attrazione intermittente, legata alla notte e ai social, alle “storie nascoste” e a una frase emblematica: “Ti amo solo di venerdì”.

Intervistato da RaiPlay, Samurai Jay ha definito il pezzo come una metafora della “sana ossessione”: quella che muove l’amore, ma anche la musica e l’ambizione. Un motore che spinge a correre, pur sapendo che certe dinamiche possono essere tossiche e senza lieto fine.

Un sound tra Napoli e club culture

Il brano mescola italiano, napoletano e spagnolo, unendo pop partenopeo e ritmi latini in una produzione contemporanea. 

Samurai Jay porta all’Ariston una narrazione notturna e generazionale, fatta di identità fluide, cultura urban e orgoglio napoletano. “Sono Gennaro Amatore, molto semplicemente sono me stesso”, ha dichiarato. L’obiettivo è chiaro: rappresentare Napoli a livello nazionale, e un giorno internazionale.

Un debutto che guarda al futuro

Con Ossessione, Samurai Jay firma un esordio che rompe gli schemi tradizionali del Festival, raccontando senza morale conclusiva una relazione malata vissuta dall’interno.

Dal quartiere di Mugnano al palco più importante della musica italiana, il suo debutto a Sanremo 2026 segna un passaggio simbolico: la notte dei club entra all’Ariston, portando con sé ritmo, contraddizioni e una sana ossessione per la musica.

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