Negli ultimi giorni, il tema degli UFO è tornato al centro dell’attenzione grazie alle dichiarazioni di presidenti ed ex presidenti americani. Radio Kiss Kiss ha ospitato Vladimiro Bibolotti, presidente emerito del Centro Ufologico Nazionale, per fare chiarezza sulle notizie e raccontare un caso italiano poco conosciuto ma sorprendente.
Presidenti americani e file segreti sugli UFO: cosa sappiamo davvero?
Durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss”, Max e Max hanno introdotto il tema delle recenti dichiarazioni di presidenti ed ex presidenti statunitensi sugli UFO. In particolare, si è parlato delle parole di Donald Trump, che ha promesso di rendere pubblici i file segreti sugli oggetti volanti non identificati. “Ti chiediamo ufficialmente, ma quanto c’è di reale in questi file, quanto di politico o quanto è mediatica la cosa invece?”, hanno chiesto a Vladimiro Bibolotti.
Bibolotti ha risposto chiaramente: “Dunque, velocemente, i file sono sicuramente reali. Ci sta un misterioso incidente per cui circa 2 milioni e 800 mila file sono stati cancellati da un server pubblico. Ma ci sta di fatto comunque che i file esistono.” Il presidente emerito del CUN ha sottolineato che la questione è stata discussa anche al Senato americano, dove sono stati ascoltati diversi testimoni.
Il caso Magenta: un UFO in Italia nel 1933, prima di Roswell
Uno dei punti più sorprendenti dell’intervista riguarda il cosiddetto “caso Magenta”. Secondo Bibolotti, il primo recupero di un velivolo extraterrestre non sarebbe avvenuto negli Stati Uniti, ma in Italia, a Magenta, nel 1933, ben 14 anni prima del celebre caso di Roswell.
Il presidente emerito del CUN ha spiegato che i documenti originali relativi all’incidente sono conservati presso la Prefettura di Milano e che sono stati visionati anche da giornalisti italiani. “La cosa bella è che quando qualcuno ha detto che erano dei falsi, si è scoperto che i documenti originali, telegrammi di questa attività nel 1933, gestita da un certo Marconi (Guglielmo ndr), “un uomo caso”, e visionabile con permessi particolari presso la Prefettura di Milano, per cui il giornalista italiano Giacobbe è andato lì e ha firmato e ha detto che erano falsi. Sono qui negli archivi di Stato, quindi qualcuno vuole fare delle verifiche ulteriori perché non è trovato. Ma è un caso clamoroso, in Italia ha avuto pochissimo eco.”
I dettagli dell’incidente: disegni, testimoni e misteri ancora aperti
Durante la trasmissione, Bibolotti ha fornito ulteriori dettagli sull’incidente di Magenta. Ha raccontato che i piloti italiani dell’epoca, non avendo termini per descrivere ciò che avevano visto, parlarono di “sigari volanti” e “cappelli di prete”. “Non esistendo il nome per battezzare questi oggetti hanno usato la terminologia più comprensibile, una forma di cappello di prete che infatti ricorda molto poi la fumettistica anni 60.”
Il racconto di Vladimiro Bibolotti riapre dunque interrogativi che intrecciano storia, politica e mistero, riportando l’attenzione anche su vicende italiane rimaste ai margini del dibattito internazionale. Tra documenti, testimonianze e archivi ancora da esplorare, il fenomeno UFO continua ad alimentare domande a cui, almeno per ora, non esistono risposte definitive.