Fabregas e il sogno Champions: “Continuiamo a spingere per portare il Como sempre più su”

Le parole di Cesc Fabregas sulla crescita del Como, il rapporto con la squadra e l'analisi degli avversari in vista della sfida contro il Sassuolo.

La crescita del Como prosegue con costanza, secondo quanto dichiarato dal tecnico Cesc Fabregas. L’allenatore ha sottolineato l’importanza dell’impegno quotidiano di giocatori e staff, evidenziando come la squadra stia andando oltre le aspettative iniziali. Fabregas ha ribadito la volontà di continuare a spingere per raggiungere traguardi sempre più alti, mettendo in secondo piano il risultato rispetto alla motivazione dei suoi giocatori.

Crescita e motivazione del Como 

“La crescita del Como è costante. Grazie ai giocatori, un grandissimo staff, all’intensità di tutti i giorni. Spingiamo molto, sappiamo che siamo molto più in alto rispetto a quello che avevamo pensato inizialmente. Continuiamo a spingere speriamo di arrivare più in alto possibile, ma vedere la motivazione dei giocatori… il risultato va in secondo piano. Ci saranno momenti dove mi chiederanno solo il risultato, ma adesso stiamo costruendo un’idea”, ha dichiarato Fabregas in vista della sfida con il Sassuolo.

Il rapporto tra Fabregas e Como 

Dopo il pareggio contro l’Udinese e la sconfitta con l’Inter, il Como cerca di ritrovare la vittoria. Fabregas ha parlato anche del suo rapporto con la città e la squadra: “Sto bene qui? In questo momento mi sento così, sono innamorato di tutto quello che sto facendo. Questo non cambia, non cambierà, la mia vita è preparare Sassuolo. I comaschi mi vorrebbero come Wenger? Mi piacerebbe tantissimo”.

L’analisi degli avversari 

Fabregas ha poi analizzato la prossima partita contro il Sassuolo, sottolineando la forza del centrocampo avversario: “Hanno un centrocampo forte – mette in guardia Fabregas – Konè non lo conoscevo molto, sta facendo una grandissima stagione, ne parlo spesso con Ludi. Ha una fame incredibile e migliora settimana dopo settimana. Matic è come un fratello, ho giocato con lui e mi ha dato la vita. È intelligente come nessuno. Un’altra categoria”.

magazine Attualità