Sul palco della seconda serata del Festival di Sanremo 2026 torna Fulminacci con il brano “Stupida sfortuna”, dopo il debutto tra i Big nel 2021 con “Santa Marinella”. Il cantante romano si conferma uno degli interpreti più originali della scena pop-indie italiana, capace di coniugare malinconia, ironia e riflessione esistenziale.
Gli esordi e la carriera
Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, nasce a Roma nel 1997. La passione per la musica sboccia a 16 anni, mentre a 18 prende parte al cortometraggio Fammi parlare e appare in videoclip legati a serie televisive. L’esordio discografico arriva nel 2019 con l’album “La vita veramente”, accolto positivamente dalla critica e premiato con la Targa Tenco come Miglior Opera Prima e il Premio M.E.I. come miglior emergente.
Nel 2020 e 2021 partecipa più volte al Concertone del Primo Maggio e debutta tra i Big di Sanremo con “Santa Marinella”, conquistando il sedicesimo posto ma rafforzando la sua identità artistica. Il 2023 segna l’uscita del terzo album “Infinito +1”, con collaborazioni con artisti come Pinguini Tattici Nucleari e Giovanni Truppi, e brani come “Tutto inutile”, “Simile” e “Filippo Leroy”.
Fulminacci ha anche contribuito come autore a brani di Francesca Michielin, Angelina Mango e Giuse The Lizia, mostrando una vena creativa oltre la propria interpretazione.
Vita privata: riservatezza e Roma
Fulminacci è noto per la sua discrezione: per lungo tempo è stato legato all’attrice romana Lia Grieco, ma la relazione è terminata nel 2025. Attualmente il cantautore vive a Roma e mantiene un profilo basso, concentrandosi sulla musica e sui social, dove conta circa 194mila follower su Instagram.
Il nome d’arte nasce dal cognome Uttinacci, trasformato in una parola dai toni infantili e fumettistici, espressione di sorpresa o “accidenti”, scelta che riflette ironia e leggerezza pur nel contesto di testi spesso profondi.
“Stupida sfortuna”: testo e significato
Il brano racconta la fine di una relazione e il senso di precarietà che ne deriva. La “sfortuna” diventa metafora di tutto ciò che sfugge al controllo, dei momenti di solitudine e delle paure personali. Fulminacci accompagna l’ascoltatore attraverso immagini quotidiane e poetiche. La canzone è un invito a confrontarsi con il tempo, i ricordi e la fragilità emotiva, senza cercare risposte definitive, ma accettando l’inevitabile disallineamento della vita. Con “Stupida sfortuna”, Fulminacci porta a Sanremo una riflessione generazionale, intima e sincera, dove la sfortuna diventa il nome della crescita e del cambiamento.
