Al Festival di Sanremo è il momento di Eddie Brock: sul palco dell’Ariston presenta in gara il brano “Avvoltoi”. Per la prima volta tra i Big, il cantautore romano – all’anagrafe Edoardo Iaschi – debutta alla kermesse con una ballad intensa che mette al centro le relazioni tossiche e l’amore non corrisposto.
Ventinue anni, una lunga gavetta alle spalle tra freestyle e rap improvvisato nei locali della Capitale, Brock arriva all’Ariston dopo il successo virale di “Non è mica te”, certificato disco d’oro. Fino a pochi mesi fa divideva la musica con il lavoro di gestore di case vacanze e B&B: poi quella che lui stesso ha definito «una botta emotiva che ti ribalta il mondo» lo ha proiettato sotto i riflettori nazionali.
Il nome d’arte è un omaggio al mondo dei fumetti: Eddie Brock è lo storico rivale di Spider-Man, legato al simbionte Venom. Una scelta che richiama la dualità, tema che attraversa anche la sua scrittura.
Il testo di “Avvoltoi”
Ci ho provato lo sai
Ma non riesco a non pensare a un noi
Tanto so già che cosa dirai
Rovineremmo tutto
La nostra amicizia
Vale più di così
E fingendo
Che nessuno dei due lo sapesse
A far finta che non ci sia niente
Mi mordo la lingua fino a sanguinare
Ripetendoti che
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
Che spogliarti il cuore
Le parole si annodano in gola
E ti asciugo il mascara che cola
Per quell’uomo che non vale niente
E ci caschi ancora e ancora
Sei tu
Che non impari mai
E ci vai a letto
E poi torni da me a piangere sul petto
Bella come sei
Non potrai fidarti mai
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
Spogliare
Spogliare
È inutile che perdi il tempo
Consumandoti quegli occhi
Così belli
Piangendo per quel bastardo
Dicono sempre di esser degli eroi
Ma ti girano intorno come avvoltoi
Na na na na na na
Na na na na na na
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Per la paura che ti fa sempre scappare
Da tutto questo amore
Il significato di “Avvoltoi”: l’amore che resta ai margini
Scritta dallo stesso Eddie Brock insieme a L. Iaschi e V. Leone, “Avvoltoi” racconta una storia d’amore impossibile. Il protagonista è l’amico fedele, quello che resta sempre, mentre la donna che ama continua a scegliere uomini sbagliati, attratta da figure che si presentano come eroi ma finiscono per ferirla.
Gli “avvoltoi” del titolo sono proprio questi pretendenti: presenze insistenti, opportuniste, pronte a nutrirsi delle fragilità altrui. L’immagine diventa metafora di relazioni tossiche in cui si confonde passione e distruzione.
Nel brano si avverte tutta la frustrazione di chi ama in silenzio: «le parole si annodano in gola», canta Brock, restituendo l’impotenza di un sentimento che non trova spazio. L’assolo di chitarra che chiude il pezzo, energico e graffiante, amplifica il dolore e ha ricordato alla critica certe atmosfere rock della tradizione cantautorale italiana.
“Un amore struggente e il coraggio di riconoscerlo”
Intercettato dai microfoni di RaiPlay, Brock ha definito il brano «una storia di amore struggente e del coraggio di riconoscerlo». Ha raccontato di aver scelto questa canzone per Sanremo perché, a differenza di altre, non lo ha mai stancato: «Quando un pezzo continua a parlarti anche dopo settimane, allora significa che è quello giusto».
Nel percorso del brano si legge anche la presa di coscienza finale: la donna preferisce fuggire dall’amore autentico per paura di mettersi a nudo. È più facile ripetere gli stessi errori che affrontare un sentimento vero.