Serena Brancale stasera è la diciottesima cantante in gara del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Qui con me”. Per l’artista barese, classe 1989, si tratta della terza partecipazione sul palco dell’Ariston dopo l’esordio nel 2015 tra le Nuove Proposte con “Galleggiare” e la presenza nel 2025 con “Anema e core”, diretta dalla sorella Nicole Brancale, maestra d’orchestra.
“Anema e core” si era classificata al 24° posto, ma aveva poi ottenuto un grande riscontro estivo, fino alla certificazione disco di platino FIMI.
Per “Qui con me”, la cantautrice ha collaborato con un team composto da Noemi e Alfredo Bruno, Salvatore Mineo, Carlo Avarello e Fabio Barnaba.
Il testo di “Qui con me”
C’è una canzone alla radio che suona
E che parla di noi.
Di quell’amore che resterà sempre, non passerà mai.
E quando ti penso lo sento arrivare quel brivido dentro che attraversa il cuore,
In questo silenzio sento la tua voce,
Calma, la rabbia, la sete, la fame e non cambierà
Quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi
Accompagnerà.
E se ti portassi via da quelle stelle
Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me.
E ti parlo come se mi stessi accanto
Due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai,
E poi guardami ma quanto ti assomiglio
Nelle mani, nell’amore che
Mettevi ogni volta nelle cose
Ed ogni giorno era sempre da festeggiare
Sono anch’io così
Noi così simili
Noi così simili
E se ti portassi via da quelle stelle
Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me
E se ti portassi via da quelle stelle
Ti stringerei forte anch’io ora e per sempre
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me
Quanta vita ruba il tempo
Oltre i limiti ti sento
So che sei ancora qui con me.
Con me, con me.
Una dedica alla madre scomparsa
“Qui con me” è una dedica alla madre Maria, musicista e insegnante italo-venezuelana, scomparsa nell’ottobre 2020. La stessa Brancale ha definito quella perdita “il mio dolore più grande”.
Ai microfoni di RaiPlay ha spiegato che il brano è “una lettera alla persona più importante della mia vita” e ha aggiunto: “Ogni volta che canto questo brano mi emoziono fortemente. Ritorno più serena, consapevole e felice di raccontare qualcosa di autentico”.
Già dopo la scomparsa della madre aveva scritto sui social: “Sarò la tua voce. Le tue mani, il tuo orgoglio. E sarò forte. Te lo prometto. Più forte di prima. Forte come solo tu eri. Ciao Luce mia, amore mio infinito”.
Il significato del testo: tra silenzi e memoria
Nel brano prende forma un ricordo fatto di silenzi, immagini quotidiane e complicità. L’assenza si trasforma in presenza interiore: nel silenzio la cantante sente ancora la voce della madre, mentre una canzone alla radio riporta alla mente un amore che “non passerà mai”.
Versi come “In questo silenzio sento la tua voce” restituiscono l’idea di un legame che supera il tempo. E ancora: “Scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero, per averti ancora qui con me” raccontano il desiderio impossibile di riabbracciarla.
Nel finale emerge una consapevolezza più pacata: “Quanta vita ruba il tempo, oltre i limiti ti sento, so che sei ancora qui con me”. È la presa d’atto che il rapporto non si interrompe con l’addio, ma continua nella memoria e nell’identità.