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Sanremo 2026, Dargen D’Amico presenta ‘AI AI’ e riflette sull’Intelligenza Artificiale: “Non possiamo più fidarci di quello che vediamo”

Dargen D'Amico partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'AI AI', affrontando temi legati all'Intelligenza Artificiale e alla società contemporanea.

Dargen D’Amico torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 con il brano “AI AI”, una canzone che affronta il tema dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sulla società contemporanea. Non un semplice pezzo in gara, ma una riflessione critica sul futuro della creatività e sulla percezione della realtà.

“Alle pagelle dei brani mi avete dato sei – esordisce subito incontrando i giornalisti – Che voto è sei?”. Alla base della canzone, spiega l’artista, “c’è un grande dubbio su cosa succederà quando la macchina prenderà il controllo. Nasce dalla riflessione che, nonostante l’Ia stia entrando in modo violento nelle nostre vite, in Italia non c’è nessun dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale”.

Il brano, scritto nel corso di diversi anni, presenta sonorità ispirate alla fine degli anni Sessanta, un periodo che secondo il cantante rappresenta simbolicamente l’inizio del rapporto tra uomo e tecnologia.

Il rapporto con Sanremo e la libertà di espressione

Nonostante il ritorno al Festival, Dargen D’Amico sottolinea di non aver scritto la canzone pensando alla competizione: “Non l’ho scritto per Sanremo. Non pensavo proprio che mi avrebbero richiamato. Non c’erano stati grandi contatti con la ‘casa madre’ Rai”.

Il cantante ribadisce anche la sua posizione nei confronti della televisione pubblica: “Io non ho niente contro la Rai – sottolinea – sarebbe come avercela con un ministero. Non avevo molte speranze che prendessero il brano. Ma sono certo che mi fanno parlare: ho sempre parlato liberamente. Nessuno mi ha mai detto cosa dovevo dire”.

Per l’artista, il palco dell’Ariston resta una sfida personale e artistica: “È come essere nudi in pubblica piazza – ammette -. Ma a Sanremo bisogna essere sinceri in modo spudorato”.

L’intelligenza artificiale e il rischio di non potersi più fidare della realtà

Il tema centrale del brano è la crescente presenza dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e i rischi legati alla manipolazione della realtà. Dargen esprime chiaramente le sue preoccupazioni: “L’Ia la vedo come una complicazione. Potremmo vivere meglio. Credo vada usata solo per questioni di vita o di morte. Per ora preferisco farne a meno”.

Il cantante cita anche episodi recenti che lo hanno colpito profondamente: “Finché le forze dell’ordine useranno fotografie modificate con l’Ia non possiamo fidarci di ciò che vediamo. Potrebbe non esistere più niente di vero”.

E aggiunge una riflessione ancora più ampia sul rapporto tra tecnologia e verità: “Dobbiamo porci il problema prima che le forze dell’ordine decidano di utilizzare fotografie modificate con l’IA, una cosa che non succederà mai, ah no è già successo… è una cosa importante, significa che non possiamo più fidarci di quello che vediamo, che tutto quello che succederà da qui in avanti potrebbe essere falso e che quindi non esisterà più niente di vero”.

Musica, politica e il messaggio di unione

Dargen D’Amico conferma il suo impegno anche sui temi sociali e politici, sottolineando il ruolo della musica come strumento di riflessione e dialogo. “La musica deve avere un significato che vada oltre la strumentalizzazione, deve dare un senso di fratellanza e comunione”.

Riferendosi ai conflitti internazionali, l’artista dichiara: “Io non mi sono dimenticato né dell’Ucraina né dello scempio delle istituzioni russe. Ma neppure del fatto che come Stato italiano siamo complici del genocidio a Gaza”.

Il cantante evidenzia anche come il messaggio del cessate il fuoco sia diventato sempre più condiviso: “Il messaggio del cessate il fuoco è diventato un sentire comune”.

Il duetto con Pupo e il significato della cover

Durante la serata delle cover, Dargen D’Amico si esibirà insieme a Pupo e al trombettista Fabrizio Bosso con una reinterpretazione di “Su di noi”.

Il progetto nasce con l’intenzione di lanciare un messaggio simbolico: “Così ho detto: perché non mandare un messaggio sul palco, a cui tengo tantissimo? Volevo usare musiche che arrivano da altre culture e dare un messaggio di unione, non di divisione”.

Il nuovo album “Doppia mozzarella” e la critica alla società contemporanea

Il ritorno a Sanremo anticipa anche l’uscita del nuovo album, “Doppia mozzarella”, prevista per il 27 marzo. Il titolo riflette una critica al consumismo e alla società moderna: “Come collettività ci siamo abituati ad avere necessità comandate, non siamo più padroni della nostra volontà. Spesso aggiungiamo cose pensando di migliorarci, di riempire un vuoto, ma poi ci troviamo più insoddisfatti di prima”.

Il disco è stato realizzato in modo artigianale, senza l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: “Ci ho lavorato con i miei amici musicisti. Forse sarà il mio ultimo disco senza Ia: qui l’intelligenza artificiale non c’è”.

Un artista tra provocazione e visione del presente

Dargen D’Amico si conferma così uno degli artisti più originali e provocatori della scena italiana, capace di usare il palco di Sanremo non solo per presentare nuova musica, ma anche per stimolare riflessioni sul presente e sul futuro.

“Oggi – ammette – mi considero un sognatore… nel mio cinismo”.

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