La Vuelta 2026 prende il via sabato 22 agosto da Monaco con una cronometro individuale che aprirà un’edizione particolarmente impegnativa. La corsa terminerà il 13 settembre a Granada, dopo un percorso di 3.299,2 chilometri distribuito su 21 giornate di gara e caratterizzato da numerose salite, arrivi in quota e due prove contro il tempo.
Monaco entra nella storia delle grandi corse a tappe
Con la partenza della Vuelta, Monaco diventa la prima località ad aver ospitato la tappa inaugurale di tutte e tre le grandi corse a tappe. Il Principato aveva infatti già accolto il Giro d’Italia nel 1966 e il Tour de France nel 2009.
La Vuelta partirà con una breve cronometro individuale sulle strade monegasche, primo assaggio di un percorso che diventerà rapidamente molto più selettivo.
Pogacar torna alla Vuelta dopo sette anni
Tra i corridori più attesi c’è Tadej Pogacar, che torna alla corsa spagnola dopo la partecipazione del 2019, conclusa al terzo posto.
Da allora lo sloveno ha costruito un palmarès di altissimo livello e arriva alla Vuelta da cinque volte vincitore del Tour de France. Il profilo molto montuoso dell’edizione 2026 rappresenta uno dei motivi che lo hanno convinto a tornare sulla corsa.
Un percorso attraverso quattro Paesi
La gara attraverserà Monaco, Francia, Andorra e Spagna. L’ingresso sul territorio spagnolo è previsto durante la quinta tappa.
Il programma comprende quattro frazioni ondulate, una tappa mossa con arrivo in salita, quattro giornate pianeggianti, quattro di media montagna, sei di alta montagna e due cronometro individuali. Sono previsti anche alcuni tratti di sterrato.
A differenza della tradizione, la corsa non terminerà a Madrid. La concomitanza con il Gran Premio di Formula 1 ha portato gli organizzatori a scegliere Granada come sede dell’ultima tappa del 13 settembre.
Andorra propone il primo grande esame
Le difficoltà entreranno subito nel vivo con la quarta tappa in Andorra. I corridori dovranno affrontare quattro salite, tre delle quali di prima categoria: Port d’Envalira, Collada de Beixalis e Coll d’Ortino.
A completare la giornata ci sarà l’Alt de la Comella, salita di terza categoria situata a circa cinque chilometri dal traguardo. Sarà uno dei primi momenti utili per valutare la condizione degli uomini di classifica.
Alto de Aitana, oltre 5.000 metri di dislivello
Tra gli appuntamenti più impegnativi c’è la nona tappa, da La Vila Joiosa all’Alto de Aitana, destinata a chiudere la prima settimana.
La frazione presenta oltre 5.000 metri di dislivello positivo e sei salite complessive. Particolare attenzione sarà rivolta a El Miserat, classificato di prima categoria, e alla salita conclusiva verso l’Alto de Aitana. Anche le alte temperature potrebbero aumentare ulteriormente la difficoltà.
Prima di questa giornata, la settima tappa da Vall d’Alba ad Aramón Valdelinares proporrà il secondo arrivo in salita dell’edizione.
La lunga cronometro della diciottesima tappa
Un altro momento potenzialmente decisivo arriverà nella diciottesima tappa, con una cronometro individuale di 32 chilometri.
Una prova di questa lunghezza potrebbe produrre distacchi importanti e cambiare gli equilibri della classifica generale a pochi giorni dalla conclusione.
La penultima tappa può decidere la Vuelta
La ventesima frazione sarà l’ultimo grande banco di prova per gli uomini che puntano alla maglia rossa. Il percorso è stato modificato poco prima della partenza, con l’eliminazione dell’ascesa all’Alto de Hazallanas e l’inserimento dell’inedito Puerto de El Duque.
Rimangono due passaggi sul Puerto de El Purche, prima del finale verso il Collado del Alguacil, salita mai affrontata in precedenza dalla Vuelta e posta a circa 1.900 metri di altitudine.
Proprio su queste montagne potrebbe essere deciso il nome del successore di Jonas Vingegaard nell’albo d’oro.
Una Vuelta costruita per gli scalatori
Il disegno complessivo della corsa lascia poco spazio a giornate realmente tranquille. Alta montagna, sterrato, cronometro e numerosi arrivi impegnativi accompagneranno i corridori da Monaco fino a Granada.
Con Pogacar tra i grandi favoriti e una sequenza di tappe capaci di modificare continuamente la classifica, la Vuelta 2026 si presenta come una delle edizioni più dure degli ultimi anni.