Venezia 83, Greta Scarano apre la Mostra con un ventaglio a forma di anguria per la Palestina

Greta Scarano inaugura Venezia 83 con un ventaglio a forma di anguria, simbolo di solidarietà alla Palestina, ribadendo la propria posizione sulla situazione a Gaza.

Il tradizionale bagno inaugurale al Lido ha segnato l’inizio dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia anche per Greta Scarano, chiamata quest’anno a condurre le cerimonie di apertura e chiusura insieme a Nicolas Maupas. L’attrice si è presentata davanti ai fotografi con un look firmato Giorgio Armani, ma ad attirare maggiormente l’attenzione è stato il ventaglio a forma di fetta d’anguria portato con sé sulla spiaggia.

Un accessorio scelto non soltanto per ragioni estetiche: i colori rosso, verde, bianco e nero richiamano infatti quelli della bandiera palestinese e l’anguria è diventata negli ultimi anni un simbolo utilizzato per manifestare solidarietà alla Palestina.

Il bagno al Lido e il messaggio di Greta Scarano

Per il rito che accompagna tradizionalmente l’apertura della Mostra, Scarano ha indossato un completo Giorgio Armani nei toni del blu, con un corpetto decorato e pantaloni ampi. L’attrice ha raggiunto l’acqua a piedi nudi e ha invitato anche i fotografi ad avvicinarsi.

Poi ha mostrato il ventaglio a forma di anguria, trasformando così il momento dedicato agli scatti inaugurali in un’occasione per ribadire la propria posizione sulla situazione a Gaza. Tra il pubblico era presente anche il figlio Zeno, in braccio al nonno.

L’impegno sulla questione palestinese

Scarano figura anche tra i firmatari dell’appello presentato in occasione dell’edizione 2026 della Mostra e sottoscritto da personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Annie Ernaux, Roger Waters, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Isabel Coixet e Nan Goldin.

Tra le richieste contenute nel documento c’è quella di esporre la bandiera palestinese durante il Festival, anche alla luce della presenza nella selezione ufficiale di film dedicati alla questione palestinese. L’appello chiede inoltre maggiore trasparenza nella filiera cinematografica e la sospensione degli accordi con enti e istituzioni collegati al governo israeliano.

Scarano ha spiegato di non ritenere possibile evitare l’argomento e di voler mantenere una posizione coerente. Sul ruolo che tradizionalmente viene definito di “madrina” della Mostra, ha invece osservato: “Termine bellissimo per il battesimo, ma qui non serve a nulla”.

La posizione della Mostra sulle bandiere

Sulla richiesta di esporre la bandiera palestinese è arrivata però una posizione differente da parte della direzione della Mostra. È stato spiegato che la Biennale può mostrare soltanto le bandiere di Stati riconosciuti ufficialmente dall’Italia e che, per questo motivo, quella palestinese non sarà esposta.

L’attenzione, secondo questa impostazione, deve essere affidata soprattutto alle opere cinematografiche. Nell’edizione 2026 sono presenti quattro film che affrontano direttamente la questione palestinese, considerati lo strumento attraverso il quale un’istituzione culturale può esprimere la propria responsabilità politica.

Scarano e Maupas alla conduzione di Venezia 83

Greta Scarano condivide quest’anno la conduzione delle cerimonie con Nicolas Maupas, una formula che introduce due co-conduttori per gli appuntamenti principali della Mostra.

Maupas, a differenza della collega, ha spiegato di non avere ancora sottoscritto l’appello sulla Palestina e di voler approfondire meglio il contenuto prima di prendere una decisione. Scarano ha invece scelto già dal primo giorno al Lido di rendere visibile la propria posizione, facendo del tradizionale bagno inaugurale anche un momento dal forte significato simbolico.

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