Valentino Rossi interviene sul caso Acosta-Di Giannantonio: “Meglio non dare motivazioni a un rivale così forte”

Valentino Rossi commenta il duello tra Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio al GP di Catalogna, tra rivalità in pista, strategie mentali e retroscena dal paddock MotoGP.

Nel paddock del Gran Premio di Catalogna, disputato sul circuito di Montmeló, Valentino Rossi ha seguito da vicino le vicende della MotoGP, dividendosi tra il supporto ai piloti del team VR46 e l’attenzione per gli altri membri della sua Academy. L’ex campione, presente nel box della squadra Pertamina Enduro VR46, ha assistito alla Sprint vinta da Álex Márquez davanti a Pedro Acosta e a Fabio Di Giannantonio.

Al termine della gara, Rossi ha commentato uno degli episodi più discussi del fine settimana: il sorpasso di Di Giannantonio su Acosta all’ultima curva, seguito da uno sguardo del pilota italiano verso il rivale subito dopo il passaggio sul traguardo.

Il consiglio di Rossi: “Io non lo avrei guardato”

Secondo il nove volte campione del mondo, gestire certe situazioni richiede anche attenzione psicologica. Rossi ha spiegato che, nel suo modo di interpretare le corse, avrebbe evitato un gesto simile nei confronti di un pilota competitivo come Acosta.

L’ex campione ha lasciato intendere che un avversario molto forte non andrebbe ulteriormente stimolato sul piano mentale: superarlo e concentrarsi immediatamente sulla propria gara sarebbe, a suo giudizio, il comportamento più efficace. Allo stesso tempo, ha invitato a considerare il contesto personale tra i piloti, sottolineando che rivalità, episodi precedenti o tensioni accumulate possono influenzare reazioni e atteggiamenti in pista.

I ricordi delle minimoto e le rivalità giovanili

Rossi ha poi raccontato un episodio risalente agli inizi della sua carriera nelle minimoto, ricordando quanto lo infastidissero quei piloti che urlavano per farsi lasciare strada durante una gara. Più che la superiorità tecnica, a infastidirlo era la componente provocatoria del gesto, percepita come un tentativo di destabilizzare l’avversario.

Ha ammesso che proprio questo atteggiamento finiva spesso per aumentare la sua aggressività agonistica, trasformando la tensione in una spinta competitiva ulteriore.

Acosta spegne le polemiche: “Voltiamo pagina”

Dopo giorni di discussioni nate dal duello in Francia, anche Pedro Acosta ha provato a ridimensionare la vicenda. Il talento spagnolo ha definito eccessiva la risonanza data all’episodio, ricordando che la lotta riguardava soltanto la quarta posizione e sostenendo che entrambe le parti dovrebbero archiviare rapidamente quanto accaduto.

Acosta ha descritto il rapporto con Di Giannantonio come sostanzialmente formale, senza particolari legami personali, ribadendo però che episodi del genere fanno parte del motorsport e possono persino aumentare lo spettacolo.

La replica di Di Giannantonio: “Non era una provocazione”

Dal canto suo, Fabio Di Giannantonio ha minimizzato il gesto compiuto sul rettilineo finale. Il pilota italiano ha spiegato di essersi semplicemente voltato per verificare di non essere nuovamente attaccato dal rivale e ha escluso qualsiasi intenzione provocatoria.

Nel commentare i paragoni con le storiche rivalità della MotoGP del passato, Di Giannantonio ha accolto con ironia l’accostamento ai duelli tra grandi campioni, affermando che, se un confronto così acceso dovesse essere interpretato come segnale di competitività elevata, non potrebbe che esserne soddisfatto.

Bagnaia intravede segnali positivi per Ducati

Nel frattempo, il weekend catalano ha offerto spunti incoraggianti anche per Francesco Bagnaia. Il pilota Ducati, impegnato nella rincorsa ai protagonisti del campionato, ha evidenziato miglioramenti nella gestione della moto rispetto alla prima parte della stagione.

Bagnaia ha spiegato di sentirsi più sicuro soprattutto in ingresso curva e nella gestione dell’anteriore, pur riconoscendo che restano difficoltà legate alla trazione e all’accelerazione iniziale. Nonostante una Sprint chiusa al sesto posto dopo una partenza dalla tredicesima posizione, il torinese vede margini di crescita e considera le ultime gare un segnale di progresso per il progetto Ducati.

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