Con The Dog Stars, Ridley Scott torna al cinema con un racconto post-apocalittico più intimo rispetto ai suoi ultimi kolossal. Il film, tratto dal romanzo di Peter Heller e sceneggiato da Mark L. Smith, è arrivato nelle sale ieri 28 agosto 2026 e segue un piccolo gruppo di sopravvissuti in un’America devastata da una pandemia. Al centro della storia c’è Jacob Elordi, affiancato da Josh Brolin, Margaret Qualley, Guy Pearce e Allison Janney.
Un’America devastata dalla pandemia
La storia è ambientata nel 2035, anni dopo che una forma letale di influenza ha cancellato gran parte della popolazione mondiale. I vaccini non esistono più da tempo e ciò che resta della società è frammentato in piccoli nuclei costretti a difendersi continuamente.
Hig, interpretato da Jacob Elordi, vive in un aeroporto abbandonato di Eerie, in Colorado. Prima della catastrofe era un meccanico, aveva una moglie incinta e un cucciolo appena arrivato in famiglia. Il bambino non è sopravvissuto e, un anno più tardi, anche sua moglie è morta a causa della pandemia.
Da allora Hig condivide il proprio rifugio con Bangley, interpretato da Josh Brolin, uomo pragmatico e armato fino ai denti che ha una visione molto più cupa di ciò che resta dell’umanità. L’altra presenza fondamentale nella vita di Hig è il cane Jasper, suo inseparabile compagno.
Hig continua a credere che qualcosa possa essere salvato
Nonostante tutto ciò che ha perso, Hig conserva una forma di fiducia nel futuro. Sorvola il territorio a bordo di un Cessna giallo, cercando provviste tra le rovine e tornando anche nella casa in cui viveva prima della tragedia.
Durante alcuni voli porta rifornimenti a una comunità mennonita composta anche da bambini nati dopo la pandemia e apparentemente immuni. Intorno a lui, però, il paesaggio racconta un Paese svuotato, tra edifici abbandonati, alte distese d’erba e resti di quella che un tempo era la quotidianità americana.
Bangley affronta la situazione in maniera opposta. Per lui chiunque arrivi dall’esterno rappresenta una minaccia. La sua diffidenza trova conferma nella presenza dei Reapers, gruppi violenti di sopravvissuti tatuati e aggressivi che attraversano il territorio seminando morte.
Il misterioso segnale proveniente da Grand Junction
Hig è convinto che oltre le montagne possa esistere ancora qualcosa di diverso. Una voce intercettata attraverso la radio sembra provenire da Grand Junction e alimenta in lui l’idea che da qualche parte possa essere sopravvissuta una comunità organizzata.
Bangley prova a dissuaderlo. Secondo lui, il mondo conosciuto non esiste più e fidarsi degli altri significa soltanto esporsi a nuovi pericoli. Hig, tuttavia, non riesce a rinunciare completamente alla possibilità di trovare qualcosa che assomigli ancora alla vita di prima.
La sua ricerca diventa così non soltanto un viaggio fisico, ma anche il tentativo di superare il dolore per quanto ha perduto.
L’incontro con Cima e Pops
Durante uno dei suoi spostamenti Hig rimane senza carburante ed è costretto ad atterrare in una zona isolata. Seguendo un asino raggiunge una fattoria nella quale vivono Pops, interpretato da Guy Pearce, e sua figlia Cima, interpretata da Margaret Qualley.
Pops accoglie lo sconosciuto con estrema diffidenza. La sua priorità è sopravvivere e proteggere la figlia, mentre Cima mostra fin dall’inizio maggiore curiosità e disponibilità nei confronti di Hig.
Tra Hig e Cima nasce progressivamente un legame. Entrambi portano sulle spalle le conseguenze della fine del mondo conosciuto, ma non hanno ancora rinunciato completamente alla possibilità di vivere invece di limitarsi a sopravvivere.
Un rapporto che rappresenta la possibilità di ricominciare
La relazione tra Hig e Cima introduce nel film uno dei suoi temi principali: la necessità di liberarsi almeno in parte dal dolore del passato per provare ad andare avanti.
Il loro rapporto, tuttavia, resta volutamente misurato e non diventa il motore principale della storia. Più che costruire una tradizionale storia romantica, il film utilizza l’incontro tra i due come simbolo di una possibile rinascita in un mondo nel quale ogni legame umano è diventato fragile.
È proprio questa componente più luminosa a creare un contrasto con la visione spesso pessimista che attraversa il cinema di Ridley Scott.
La lotta per raggiungere Grand Junction
Il viaggio verso Grand Junction diventa sempre più pericoloso. Mentre Bangley è costretto ad affrontare da solo un attacco, Hig, Cima e Pops devono vedersela con altre minacce.
Uno dei momenti d’azione più importanti arriva quando i tre cercano di decollare a bordo del Cessna appena riparato mentre un gruppo di aggressori tenta di impedirgli di lasciare la zona.
La destinazione resta Grand Junction, il luogo dal quale proveniva il misterioso segnale radio. Ma ciò che i protagonisti troveranno una volta arrivati sarà molto diverso da quello che avevano immaginato.
A Grand Junction il film cambia improvvisamente volto
La parte finale introduce infatti uno degli elementi più insoliti di The Dog Stars. A Grand Junction, Hig, Cima e Pops incontrano una comunità guidata da un enigmatico personaggio interpretato da Allison Janney.
Da quel momento il film assume toni più strani, oscuri e violenti. La sequenza procede rapidamente e segna un netto cambiamento rispetto all’andamento più contemplativo della prima parte.
È anche il momento nel quale emerge maggiormente il lato più cupo della storia: dietro la ricerca di un posto in cui ricominciare si nasconde ancora una volta la difficoltà degli esseri umani di costruire qualcosa di realmente diverso da ciò che hanno distrutto.
Jacob Elordi guida il cast
Gran parte del film poggia sulle spalle di Jacob Elordi, chiamato a interpretare un uomo segnato dal lutto ma non completamente sconfitto. Hig continua a cercare un motivo per credere che qualcosa meriti ancora di essere salvato.
Al suo fianco Josh Brolin costruisce un Bangley completamente diverso: brusco, diffidente e convinto che la sopravvivenza richieda decisioni immediate e spesso brutali.
Margaret Qualley interpreta invece Cima, mentre Guy Pearce veste i panni del padre Pops. Allison Janney compare nella parte ambientata a Grand Junction. Nel cast figura anche Benedict Wong.
Una produzione girata soprattutto in Italia
Nonostante la storia sia ambientata in Colorado, buona parte di The Dog Stars è stata girata in Italia. Le location reali e le riprese aeree dei paesaggi montani contribuiscono in maniera importante alla costruzione dell’atmosfera del film.
La fotografia è firmata da Erik Messerschmidt, mentre le musiche sono di Harry Gregson-Williams. Tre diversi cani sono stati utilizzati per interpretare Jasper.
La regia mantiene un ritmo volutamente più lento soprattutto nella prima metà, lasciando spazio ai personaggi, ai silenzi e agli ambienti prima di aumentare progressivamente la tensione.
Un film post-apocalittico lontano dalle grandi saghe
The Dog Stars mescola diversi registri: dramma di sopravvivenza, azione, racconto sentimentale, western e suggestioni tipiche del cinema post-apocalittico. Proprio questa varietà rende il film irregolare, ma allo stesso tempo difficile da ricondurre a una formula precisa.
Non c’è inoltre la volontà di costruire un universo destinato a espandersi in sequel o franchise. La vicenda resta concentrata sui protagonisti e sul loro percorso, senza grandi costruzioni mitologiche intorno alla fine del mondo.
A 88 anni, Ridley Scott sceglie così un progetto più raccolto rispetto a opere recenti come Napoleon e Gladiator II, affidandosi soprattutto ai personaggi e al contrasto tra due idee opposte: quella secondo cui l’umanità sia ormai irrimediabilmente perduta e quella, incarnata da Hig, secondo cui possa esistere ancora qualcosa per cui valga la pena continuare a vivere..