Tamberi: “Voglio vincere due ori olimpici, viene la pelle d’oca”

Gianmarco Tamberi racconta al Festival dello Sport di Trento il suo percorso, le difficoltà superate e il sogno di conquistare due ori olimpici.

Gianmarco Tamberi ha raccontato al Festival dello Sport di Trento come è iniziata la sua avventura nell’atletica e quali sono oggi le sue motivazioni. L’atleta ha parlato del ruolo fondamentale del padre, delle difficoltà incontrate dopo il 2016 e dell’obiettivo di vincere due ori olimpici.

Tamberi ha spiegato che la persona che più di tutti lo ha convinto delle sue potenzialità nello sport è stato il padre. “Quando ancora giocavo a basket, mi ha convinto a lasciare i palazzetti per il salto in alto. Era il 2009, avevo 17 anni e fino a quel momento facevo solo delle gare studentesche in salto in alto, però si vedeva che ero portato”, ha raccontato Tamberi. L’atleta ha sottolineato come questa scelta sia stata determinante per la sua carriera.

Durante il suo intervento, Tamberi ha parlato anche del ruolo della paura nello sport. “Nasce tutto dalla paura. Spesso viene condannata la paura, viene definita come qualcosa da allontanare, invece la paura dobbiamo farcela amica: è la paura che ci fa vibrare l’anima”, ha detto. Ha poi aggiunto: “Le cadute sono la cosa che ti fanno più bene di tutto dal punto di vista del poter far meglio”. Tamberi ha ricordato gli anni difficili dopo il 2016: “Gli anni dopo il 2016 sono stati pesanti, non pensavo ad altro se non a quello che potevo fare per poter tornare a vincere un oro olimpico. Cadere, se reagisci nel modo giusto, ti permette di conoscerti dentro”.

Tamberi ha dichiarato che il suo grande obiettivo è riuscire a vincere due ori olimpici. “Pensare all’oro olimpico ti fa venire i brividi. Le Olimpiadi sono quel mese in cui lo sport fuori dal calcio si fa davvero sentire. E pensare di poter raggiungere quella medaglia è quello che spinge ogni singolo giorno a fare quello che facciamo”, ha spiegato. Ha poi concluso: “Mi sento veramente fortunato a fare quello che faccio, ad aver scoperto un talento. Non voglio guardarmi tra vent’anni indietro e pensare di essermi adagiato. Voglio finire la mia carriera consapevole di aver fatto tutto quello che poteva essere fatto”.

magazine Attualità