Tredici Pietro è pronto ad affrontare il palco del Festival di Sanremo con il suo brano Uomo che cade, un inno alla vulnerabilità e alla risalita dopo i fallimenti. Il giovane cantautore, figlio d’arte del celebre Gianni Morandi, ha raccontato senza filtri, in un’intervista a La Repubblica, le sue difficoltà e il suo impegno a costruire una carriera indipendente, lontano dall’ombra del nome che porta. Una riflessione profonda sul successo, sulle cadute e sulle seconde possibilità.
La scelta di “Uomo che cade” per Sanremo
Tredici Pietro, 28 anni, confessa di aver avuto inizialmente altri brani in ballo per il Festival, ma Uomo che cade ha trovato una sua via d’accesso al cuore del giovane artista. “Avevamo in ballo quattro brani, ma inizialmente avevamo pensato proprio a questo”, racconta. “Avevo cercato anche altri suoni, ma i brani venuti dopo non rispecchiavano quello che volevo dire. Per me Uomo che cade ha l’eleganza giusta ma non ha perso la mia infantile vulnerabilità che ho sempre messo al centro del mio racconto. Voglio raccontare tutto ciò che c’è di ombroso in una storia ‘di successo'”.
La canzone diventa il manifesto della sua visione: “Il protagonista è una persona che agisce e il suo percorso non potrà andare sempre verso l’alto, ma questo non è un fatto negativo. Io voglio celebrare i nostri margini di errore, che poi segnano la differenza che c’è tra noi e tra noi e i robot. Siamo diversi per gli errori e per il bisogno di riposo”.
Un legame con la caduta e la risalita
A Sanremo, Tredici Pietro si presenterà senza cambiare la sua cifra stilistica. Non teme il confronto con i vincitori degli anni precedenti, ma rispetta immensamente il palco dell’Ariston. “Non ho grandi aspettative, ma Sanremo si merita la miglior performance possibile. Non voglio deludere quel palco che è enorme, ha una storia davanti alla quale io sono niente”.
Nel suo album Non guardare + giù c’è un legame evidente tra la caduta e la risalita. La riflessione sul non guardare giù, che sembra essere il filo conduttore del suo lavoro, si traduce anche in un messaggio universale: “Non guardare giù e chi precipita non deve dimenticare che poco prima stava salendo”, afferma Tredici Pietro, sottolineando come le difficoltà e i fallimenti siano solo momenti di passaggio in un percorso più ampio.
Rinascita e famiglia
Il cammino verso il successo di Tredici Pietro non è stato privo di ostacoli. “Ci sono stati due o tre dischi che sono andati meno bene. Sono stati funzionali per la mia crescita, ma mi hanno costretto a sbattere contro porte che non si aprono”, confessa. La sua lotta per emergere senza sfruttare il cognome Morandi è un atto di coerenza con il suo desiderio di non essere considerato un “raccomandato”. “Non mi piacciono i raccomandati. Ho cercato di fare per conto mio”, spiega con fermezza. Nonostante questo, ammette che la figura di suo padre, Gianni Morandi, è stata una presenza costante, sebbene complessa. “Non parlerei tanto di difficoltà, è che io non volevo avere niente di garantito”.
Il tema della morte e della vita
Tredici Pietro ha parlato anche della sua paura della morte, un tema che ricorre in Uomo che cade. “Ho avuto esperienze che mi hanno avvicinato all’idea di essere mortale”, rivela. “È stato un tema ricorrente e oggi sono più distaccato, per fortuna. Ma è un brano che parla di vita, si cerca in ogni modo di sfuggire a quel pensiero”. Con una riflessione più ampia, aggiunge: “In fondo manca al nostro mondo una certa sacralità che si chiama morte ma che in realtà è vita”.
Un’arte di famiglia e di amici
Nella serata delle cover, Tredici Pietro sarà accompagnato dalla band che lo segue in tour, una vera e propria famiglia musicale. “È rassicurante affrontare quel palco con dei veri amici”, afferma. E riguardo al possibile futuro all’Eurovision, si mostra incerto, consapevole che ogni passo avanti va valutato con attenzione. “Non credo che vincerò, ma ci sto pensando”, conclude con un sorriso che nasconde la consapevolezza del suo percorso.
L’intervista a La Repubblica rivela un artista maturo, consapevole delle sue radici e delle sue fragilità, pronto a continuare il suo viaggio musicale senza mai guardare giù.