Raoul Bova brilla nel debutto di “Tutto l’amore che resta”

Raoul Bova debutta su Rai 1 con “Tutto l’amore che resta”, dove interpreta un preside idealista alla guida di una scuola fondata sull’inclusione.

Raoul Bova torna al centro della prima serata di Rai 1 con “Tutto l’amore che resta”, la nuova fiction diretta da Andrea Rebuzzi, partita martedì 29 settembre 2026. L’attore interpreta Stefano Fogli, fondatore e preside del Liceo Helen Keller, una scuola costruita intorno a un principio preciso: ragazzi con e senza disabilità devono poter studiare insieme, condividendo esperienze, difficoltà e crescita personale.

Stefano Fogli, un preside fuori dagli schemi

Il personaggio affidato a Bova è un dirigente scolastico idealista e determinato. Per Stefano l’inclusione non è uno slogan, ma la ragione stessa per cui ha creato il liceo. Il suo progetto nasce anche dalla situazione personale del figlio Luca, affetto da osteogenesi imperfetta e sempre più isolato dal mondo esterno.

Nel debutto Stefano deve già confrontarsi con diffidenze e resistenze, soprattutto da parte dei genitori più conservatori, poco convinti del suo metodo educativo. La sua battaglia consiste nel superare etichette e pregiudizi, cercando di mettere ogni studente nelle condizioni di sentirsi parte della stessa comunità.

Vittoria arriva al Liceo Helen Keller

La storia segue anche Vittoria, diciassettenne cresciuta in un ambiente privilegiato di Roma. La sua vita cambia quando il fratello Matteo viene iscritto al Liceo Helen Keller e la famiglia si trasferisce.

L’ingresso nella nuova scuola costringe la ragazza a confrontarsi con una realtà molto diversa da quella a cui era abituata. Tra nuove amicizie, primi sentimenti e ferite ancora aperte, Vittoria deve progressivamente mettere in discussione i propri pregiudizi e il modo in cui guarda chi le sta intorno.

Il lato più personale di Stefano

La missione del preside finisce inevitabilmente per entrare anche nella sua vita privata. Stefano decide infatti di affidare il figlio Luca ad Alex, un ragazzo dal carattere irriverente e con un passato difficile, nonostante le preoccupazioni della moglie.

La scelta mostra subito uno degli aspetti centrali del personaggio: Stefano applica nella propria famiglia gli stessi principi che difende ogni giorno a scuola, anche quando questo significa assumersi dei rischi e affrontare nuovi contrasti.

Una fiction che affronta disabilità e adolescenza senza separarle

“Tutto l’amore che resta” è l’adattamento italiano della serie francese “Lycée Toulouse-Lautrec”. Il racconto è stato trasferito nel contesto italiano, con Frascati e i Castelli Romani a fare da scenario al Liceo Helen Keller.

La serie mette insieme adolescenza, rapporti familiari, disabilità e neurodivergenze senza separare questi elementi dalla quotidianità dei ragazzi. Nel cast, accanto a Bova, figurano Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Federica Pagliaroli e Chiara Bordi.

Raoul Bova e il messaggio della serie

Bova ha descritto Stefano come un preside “sognatore”, convinto che la scuola debba essere un luogo nel quale nessuno venga escluso. L’obiettivo del personaggio è abbattere le barriere tra gli studenti e favorire un rapporto basato sull’ascolto e sulla condivisione.

È proprio questa dimensione a caratterizzare il suo ritorno in televisione: non un eroe tradizionale, ma un uomo che prova ogni giorno a trasformare un principio educativo in qualcosa di concreto, dentro e fuori dalle aule.

Cinque serate per raccontare il Liceo Helen Keller

La serie è composta da otto episodi distribuiti in cinque prime serate, dal 29 settembre al 27 ottobre 2026, ed è disponibile anche su RaiPlay.

Il debutto ha così aperto le porte di un racconto corale nel quale Stefano rappresenta il punto di riferimento degli studenti, ma anche un uomo costretto a confrontarsi con i limiti del proprio progetto e con le difficoltà della sua famiglia.

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