Il 21 giugno 1986, durante il weekend del Gran Premio di Detroit, Ayrton Senna firmò una delle tante imprese che avrebbero contribuito a costruire la sua leggenda in Formula 1. Sul difficile circuito cittadino americano, il pilota brasiliano conquistò la pole position al volante della Lotus 98T, precedendo le due Williams di Nigel Mansell e Nelson Piquet.
All’epoca le qualifiche erano suddivise in due sessioni da un’ora, una il venerdì e una il sabato, e il miglior tempo ottenuto in una delle due determinava la posizione in griglia. Senna fermò il cronometro sull’1:38.301, conquistando l’undicesima pole position della sua carriera.
La passione per il calcio prima delle interviste
Nonostante il prestigioso risultato, il brasiliano sorprese tutti subito dopo la fine delle qualifiche. Invece di fermarsi con i giornalisti per le consuete interviste, lasciò rapidamente il circuito e si diresse in albergo.
Il motivo era semplice: non voleva perdere il quarto di finale dei Mondiali di Messico 1986 tra Brasile e Francia. Senna era un grande appassionato di calcio e seguiva con particolare trasporto le partite della Seleção.
La curiosa soluzione per la stampa
L’assenza del pilota lasciò stupiti e irritati molti giornalisti presenti a Detroit. Per evitare di ignorare completamente i media, il campione brasiliano registrò un messaggio su una cassetta audio contenente le sue impressioni sulla sessione di qualifiche.
Il nastro venne poi riprodotto attraverso gli altoparlanti dell’hotel davanti a circa 200 giornalisti. Nel messaggio Senna spiegava di essere soddisfatto della pole position, sottolineando la competitività di Mansell e le difficoltà di una gara che si preannunciava particolarmente impegnativa a causa del caldo e delle sollecitazioni ai freni.
La delusione per l’eliminazione del Brasile
La scelta di Senna non fu premiata dal risultato sportivo che sperava. La sfida tra Brasile e Francia terminò 1-1 dopo i tempi supplementari, con le reti di Careca e Michel Platini.
La qualificazione venne decisa ai calci di rigore, dove la Francia ebbe la meglio per 4-3 grazie al penalty decisivo trasformato da Luis Fernandez. Per il campione brasiliano fu una cocente delusione vedere la propria nazionale uscire dal torneo.
La rivincita il giorno seguente
Se il calcio regalò amarezza a Senna, la Formula 1 gli offrì invece una grande soddisfazione il giorno successivo. Il brasiliano vinse infatti il Gran Premio di Detroit, conquistando il quarto successo della sua carriera davanti a Jacques Laffite e Alain Prost.
Quella vittoria ebbe anche un significato speciale: proprio in quell’occasione nacque una delle immagini più iconiche della storia della Formula 1, con Senna che celebrò il trionfo sventolando la bandiera del Brasile durante il giro d’onore.
Un simbolo del suo amore per il Brasile
L’episodio di Detroit racconta perfettamente il legame profondo che Ayrton Senna aveva con il proprio Paese. Il pilota non nascondeva mai il suo orgoglio nazionale e seguiva con passione non solo la Seleção, ma anche il Corinthians, la squadra del suo cuore.
Negli anni successivi la bandiera brasiliana sarebbe diventata un elemento inseparabile delle sue vittorie, trasformandosi in uno dei simboli più riconoscibili della sua carriera. Un gesto nato da una delusione calcistica e diventato una delle tradizioni più celebri nella storia del motorsport.
