Alla vigilia della sfida tra Uzbekistan e Portogallo ai Mondiali 2026, Fabio Cannavaro ha speso parole di grande ammirazione per Cristiano Ronaldo. Il commissario tecnico dell’Uzbekistan ha definito l’attaccante portoghese “uno dei migliori di sempre”, sottolineando la sua straordinaria capacità realizzativa.
Secondo Cannavaro, il fuoriclasse lusitano è in grado di segnare “in tutti i modi possibili”, caratteristica che lo rende un pericolo costante per qualsiasi difesa.
Attenzione su Ronaldo ma senza dimenticare il collettivo
L’ex difensore della Nazionale italiana ha però evidenziato come il Portogallo non sia soltanto Cristiano Ronaldo. La squadra lusitana, infatti, dispone di numerosi giocatori di alto livello e richiede un’attenzione difensiva collettiva.
Cannavaro ha ribadito la necessità di non lasciare spazio al campione portoghese, capace di essere decisivo anche nelle situazioni da fermo, come i calci d’angolo. La strategia dell’Uzbekistan dovrà quindi basarsi su concentrazione e compattezza per limitare una delle nazionali più forti del torneo.
Il momento delle due squadre prima della sfida
L’Uzbekistan arriva all’incontro dopo la sconfitta per 1-3 contro la Colombia, mentre il Portogallo ha pareggiato 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo. Due risultati che rendono la partita particolarmente importante per entrambe le selezioni in ottica qualificazione.
Cannavaro ha sottolineato come affrontare il Portogallo generi inevitabilmente rispetto, vista la qualità del suo centrocampo e la presenza di uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Tuttavia, ha ribadito la necessità di giocare con coraggio e determinazione fin dal primo minuto.
Cannavaro tra esperienza da giocatore e ruolo da allenatore
Il tecnico dell’Uzbekistan ha anche parlato della differenza tra vivere un Mondiale da calciatore e da allenatore. Campione del mondo nel 2006 con l’Italia, Cannavaro ha spiegato come le due esperienze siano profondamente diverse.
Se da giocatore si vive tutto in modo individuale ed emotivo, da commissario tecnico l’approccio è più complesso e analitico, richiedendo studio, comunicazione e gestione continua del gruppo. Un ruolo che, ha ammesso, lascia poco spazio alle emozioni ma offre una prospettiva completamente nuova sulla competizione più importante del calcio mondiale.