La partecipazione del rapper americano Kanye West al Wireless Festival di Londra, prevista per luglio, ha scatenato un’ondata di polemiche nel Regno Unito. Negli ultimi anni, l’artista, noto anche come Ye, è stato al centro di controversie per dichiarazioni antisemite e razziste.
Reazioni politiche e istituzionali
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha espresso profonda preoccupazione riguardo alla presenza di Kanye West al festival. In un’intervista al tabloid The Sun, Starmer ha dichiarato: “È profondamente preoccupante che Kanye West sia stato ingaggiato per esibirsi al Wireless Festival, visti i suoi precedenti commenti antisemiti e la sua apologia del nazismo”. Ha aggiunto inoltre: “L’antisemitismo, in tutte le sue forme, è abominevole e deve essere combattuto con fermezza ovunque si manifesti”.
Anche il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e diversi rappresentanti di organizzazioni ebraiche hanno manifestato il loro dissenso. Il gruppo Campaign Against Antisemitism ha commentato su X: “È deplorevole che i luoghi di spettacolo abbiano invitato qualcuno che, non molto tempo fa, diffondeva teorie del complotto e venerava Hitler (…), incluso uno dei palchi dei più grandi festival del Regno Unito”.
Ritiri degli sponsor e impatto sul festival
A seguito delle polemiche, alcuni sponsor hanno deciso di ritirare il loro supporto al Wireless Festival. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la Pepsi ha annunciato il ritiro della sponsorizzazione dopo le critiche sollevate da Starmer. Questa decisione potrebbe avere ripercussioni significative sull’organizzazione e sul finanziamento dell’evento, mettendo in discussione la sua realizzazione.
Controversie passate di Kanye West
Negli ultimi anni, Kanye West è stato al centro di numerose controversie per dichiarazioni e azioni considerate antisemite e razziste. Nel 2023, ha affermato di “amare i nazisti” e ha pubblicato una canzone intitolata “Heil Hitler”. A gennaio 2026, ha pubblicato una lettera di scuse sul Wall Street Journal, dichiarando di “non essere né un nazista né un antisemita” e attribuendo le sue precedenti dichiarazioni al disturbo bipolare di cui soffre.