Ospite nello studio di Verissimo, Patty Pravo ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua lunga carriera artistica. L’incontro con Silvia Toffanin è arrivato a pochi giorni dalla partecipazione al Festival di Sanremo e ha rappresentato l’occasione per celebrare un traguardo importante: sessant’anni di musica vissuti sempre con uno spirito libero e spesso controcorrente.
Entrata in studio tra gli applausi del pubblico, l’artista ha raccontato con serenità il momento che sta vivendo oggi: si sente bene e guarda al suo percorso con soddisfazione. Un viaggio iniziato nel 1966 con la canzone Ragazzo triste e proseguito per decenni tra concerti, tournée e numerosi progetti musicali.
Una carriera vissuta in totale libertà
Nel dialogo con la conduttrice, Patty Pravo ha ricordato come la sua carriera sia stata sempre guidata dalla libertà artistica. In questi sessant’anni ha lavorato molto, viaggiato e ottenuto tante soddisfazioni, scegliendo di seguire sempre il proprio istinto.
Ha spiegato di non aver mai sentito il bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno: ha sempre fatto il suo lavoro semplicemente perché le piaceva. Questo atteggiamento le ha permesso di arrivare oggi con una grande consapevolezza e con il lusso di non dover più provare nulla.
Il ritorno al Festival di Sanremo
Durante l’intervista si è parlato anche della recente partecipazione al Festival di Sanremo, dove l’artista ha presentato il brano Opera. La cantante ha raccontato di aver vissuto l’esperienza con grande serenità e di essere salita sul palco dell’Ariston soprattutto per portare la sua musica, più che per competere.
Nel corso della carriera ha preso parte alla manifestazione undici volte, un numero che testimonia il legame speciale con il festival. La prima partecipazione risale al 1970, quando si presentò con il brano La spada nel cuore insieme a Little Tony. All’epoca era già conosciuta come “la ragazza del Piper” e ricorda quel debutto come un momento di grande entusiasmo e divertimento.
La scelta di rinunciare a “Donna con te”
Tra gli episodi più curiosi della sua storia sanremese c’è anche una rinuncia che ha fatto molto discutere. La cantante avrebbe dovuto partecipare con la canzone Donna con te, ma decise di non presentarla perché non era convinta dal testo.
Aveva chiesto che venisse modificato, ma la richiesta non fu accolta e quindi scelse di ritirarsi dalla competizione. In seguito il brano divenne celebre nella versione interpretata da Anna Oxa, ma Patty Pravo ha ribadito di non aver mai rimpianto quella decisione.
Una carriera sempre controcorrente
Nel raccontare il proprio percorso, l’artista ha spiegato di aver sempre seguito la sua strada senza compromessi. Questo atteggiamento, ammette, l’ha portata anche a pagare alcune scelte, ma non ha mai avuto rimpianti.
Per lei ogni decisione presa era quella giusta nel momento in cui è stata fatta. Alcune potevano sembrare discutibili agli occhi degli altri, ma rappresentavano comunque scelte coerenti con il suo modo di essere e con la sua idea di libertà artistica.
Gli abiti iconici e il legame con la moda
Oltre alla musica, Patty Pravo è diventata un’icona anche per i suoi look. Tra i ricordi più celebri c’è l’abito da geisha indossato sul palco dell’Ariston, creato da Gianni Versace. L’idea nacque dopo un incontro con un coreografo che stava lavorando a uno spettacolo all’Opera di San Francisco con costumi firmati dallo stilista.
La cantante decise quindi di volare a Milano per incontrarlo di persona e da quell’incontro nacque uno degli outfit più ricordati della sua carriera. Nel tempo ha collaborato anche con Donatella Versace e con Valentino Garavani, mentre tra i suoi collaboratori più recenti c’è lo stilista Simone Folco.
La musica come opera personale
Parlando del progetto legato al brano “Opera”, Patty Pravo ha spiegato che l’idea è nata grazie al lavoro condiviso con Simone Folco e con il cantautore Giovanni Caccamo. Da questo incontro creativo è nato un progetto che per lei rappresenta un modo di trasformare la vita in una vera opera d’arte.
Dopo sessant’anni di carriera, l’artista continua quindi a guardare avanti con lo stesso spirito libero che ha caratterizzato tutto il suo percorso, senza rimpianti e con la stessa voglia di sperimentare che l’ha resa una delle figure più riconoscibili della musica italiana.