Doveva essere la notte di Ilia Malinin, il dominatore annunciato del pattinaggio artistico maschile ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Invece il Forum di Milano ha assistito a una delle finali più clamorose della storia olimpica recente. Il 21enne statunitense, soprannominato “Quad God” per la sua capacità di eseguire salti quadrupli – incluso il rarissimo quadruplo axel – è crollato sotto il peso delle aspettative, chiudendo addirittura all’ottavo posto.
Il grande favorito per l’oro ha commesso errori e cadute inusuali, apparendo teso e sopraffatto sin dai primi elementi del programma libero. Le aspettative erano altissime: nessuno si chiedeva se avrebbe vinto, ma solo con quale punteggio. E invece la gara si è trasformata in un incubo sportivo.
Malinin: “La pressione era troppa”
Al termine dell’esibizione, Malinin si è mostrato visibilmente scosso. Si è coperto il volto con le mani e, parlando con i giornalisti, ha ammesso di non aver retto l’enorme carico emotivo.
«È molto da dover gestire. La pressione alle Olimpiadi è qualcosa di diverso, non molte persone possono capirlo», ha spiegato.
«Prima di mettermi nella posizione di inizio sono stato colto da moltissimi pensieri e ricordi, penso di essere stato sopraffatto».
«Tutta la pressione, i media ed essere in lizza per la medaglia d’oro alle Olimpiadi era molto. Era troppo da gestire».
Martedì aveva brillato nel programma corto e contribuito all’oro nel Team Event, ma nel libero non è riuscito nemmeno nel suo iconico quadruplo axel. Il “Dio dei quadrupli”, per una sera, si è rivelato umano.
Oro a sorpresa: Shaidorov nuovo re
A trionfare contro ogni pronostico è stato il kazako Mikhail Shaidorov, 21 anni, autore di un programma libero straordinario da 198.64 punti. Dopo un’incertezza iniziale sul Lutz, ha infilato una serie impeccabile di quadrupli – dal Toeloop al Flip – conquistando l’oro olimpico.
Una vittoria che segna simbolicamente il passaggio a una nuova era del pattinaggio: la rivoluzione tecnica l’ha aperta Malinin, ma sul trono di Milano è salito Shaidorov.
Argento al giapponese Yuma Kagiyama, che ha commesso errori nei primi due quadrupli ma ha salvato la gara grazie alla sua eleganza, mentre il bronzo è andato a Shun Sato, sorprendente rimonta dopo il nono posto nel corto. Fuori dal podio anche il francese Adam Siao Him Fa.
Grassl lotta e chiude nono: “Dopo la gara ho vomitato”
Tra gli azzurri, Daniel Grassl ha vissuto una serata complicata ma combattiva. Il 23enne di Merano, quarto dopo il programma corto, ha chiuso con 170.25 punti nel libero e un’onorevole nona posizione finale.
Dopo la gara è apparso in lacrime e ha rivelato di aver sofferto per un’intossicazione alimentare:
«Sono stato male tutta la giornata, è stato difficile gareggiare ma sono felice di come ho combattuto. Nella seconda metà ero morto, dopo la gara sono scappato in bagno a vomitare».
Nonostante le difficoltà, Grassl può comunque celebrare il bronzo conquistato con la squadra nel Team Event.
Rizzo fuori dalla lotta per le medaglie
Più indietro Matteo Rizzo, che non è riuscito a replicare la brillante prestazione offerta nella gara a squadre. Dopo un programma corto negativo, nel libero si è fermato a 158.88 punti (243.18 totali), chiudendo al 14° posto.
Resta però la storica medaglia a squadre per l’Italia, uno dei risultati più significativi di queste Olimpiadi.
La notte in cui tutto è cambiato
La finale maschile del pattinaggio artistico ai Giochi di Milano-Cortina 2026 doveva essere la consacrazione definitiva di Malinin. Si è trasformata invece nella notte delle sorprese, delle cadute e delle emozioni estreme.
Il favorito è crollato sotto il peso delle aspettative, mentre un outsider ha scritto la storia. Nel pattinaggio di figura, ancora una volta, la tecnica non basta: alle Olimpiadi serve anche saper reggere la pressione più grande di tutte.