Questa sera, mercoledì 27 maggio, Rai 1 propone in prima serata Pare parecchio Parigi, la commedia del 2024 diretta e interpretata da Leonardo Pieraccioni.
Il film segna un ritorno a una narrazione che mescola leggerezza e sentimento, affrontando con delicatezza il tema dei legami familiari e della riconciliazione, attraverso una vicenda capace di alternare ironia e malinconia.
Il viaggio immaginario che cambia tutto
Al centro della storia ci sono Bernardo, Giovanna e Ivana, tre fratelli che da tempo hanno interrotto ogni rapporto.
La malattia del padre Arnaldo li costringe però a ritrovarsi. L’uomo ha un grande desiderio: visitare Parigi almeno una volta nella vita. Le sue condizioni fisiche rendono impossibile affrontare un vero viaggio, così i figli escogitano una soluzione tanto assurda quanto tenera.
A bordo di un camper, inscenano una partenza da Firenze, facendo credere al padre di essere realmente in viaggio verso la capitale francese. In realtà il mezzo non lascia mai i confini di un maneggio, trasformando quella finzione in un percorso emotivo che permette alla famiglia di ritrovarsi.
Un cast corale guidato da Pieraccioni e Frassica
Leonardo Pieraccioni veste i panni di Bernardo, mentre Nino Frassica interpreta Arnaldo, il padre attorno al quale ruota l’intera vicenda.
Accanto a loro ci sono Chiara Francini nel ruolo di Giovanna e Giulia Bevilacqua in quello di Ivana. A completare il cast troviamo Massimo Ceccherini, interprete di Gianguido Lasagna, personaggio che introduce una vena surreale e antagonista nella narrazione, e Gianna Giachetti.
Il gruppo di interpreti contribuisce a creare un equilibrio tra comicità e momenti di forte intensità emotiva.
Una storia ispirata a fatti realmente accaduti
L’aspetto più sorprendente del film è il suo legame con una vicenda reale.
La pellicola prende infatti spunto dalla storia dei fratelli Michele e Gianni Bugli che, nel 1982, decisero di realizzare il sogno del padre gravemente malato facendogli credere di aver raggiunto Parigi a bordo di una roulotte, pur restando sempre nei dintorni della loro proprietà.
Secondo il racconto tramandato negli anni, i due portarono il padre su una collina mostrandogli in lontananza le luci di una città, convincendolo di trovarsi finalmente davanti alla capitale francese.
Un Pieraccioni più intimo e riflessivo
Con questo film il regista toscano sceglie un registro diverso rispetto a molte delle sue commedie più celebri.
Pur mantenendo il tono brillante che lo contraddistingue, la narrazione lascia ampio spazio alla riflessione sui rimpianti, sui silenzi familiari e sulla possibilità di ricucire rapporti logorati dal tempo.
Il risultato è una favola moderna dal sapore agrodolce, dove il viaggio immaginario verso Parigi diventa il simbolo di un ritorno agli affetti e alla riscoperta di ciò che conta davvero.
