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NBA, Golden State Warriors in ansia per Stephen Curry: “È difficile prevedere come guarirà”

I Golden State Warriors restano in apprensione per il ginocchio di Stephen Curry, fermo da dieci partite e atteso fuori ancora per alcune gare. "È difficile prevedere come guarirà", ha ammesso il campione, sottolineando che il recupero procederà giorno per giorno.

Cresce la preoccupazione in casa Golden State per le condizioni del ginocchio destro di Stephen Curry. La stella dei Warriors continua a fare i conti con un problema fisico che lo tiene lontano dal parquet da dieci partite e, secondo le ultime indicazioni, dovrà saltarne almeno altre cinque.

La franchigia guidata da Steve Kerr sta vivendo settimane complicate, sia sul piano dei risultati sia su quello degli infortuni, in un momento chiave della stagione regolare NBA.

Warriors in difficoltà a Ovest

Con 21 partite ancora da disputare prima della fine della regular season, Golden State occupa attualmente l’ottavo posto nella Western Conference con un record di 31 vittorie e 30 sconfitte. Una posizione delicata che, al momento, proietta la squadra verso il play-in.

L’assenza prolungata di Curry pesa inevitabilmente sugli equilibri offensivi della squadra, costretta a reinventarsi senza il suo leader tecnico ed emotivo. E il calendario non concede tregua.

Stop prolungato: salterà almeno altre quattro gare

Dopo aver già saltato le ultime dieci partite, Curry non è sceso in campo nemmeno contro i Clippers e resterà fuori anche nei prossimi impegni contro Rockets, Thunder, Jazz e Bulls.

L’infortunio è stato classificato come “sindrome femoro-rotulea”, conosciuta anche come “ginocchio del corridore”: una condizione che provoca dolore e infiammazione nella zona attorno alla rotula, rendendo complicati movimenti esplosivi e cambi di direzione, fondamentali per un giocatore del suo stile.

Inizialmente si pensava a un rientro immediatamente dopo la pausa dell’All-Star Game, ma nel fine settimana un rallentamento nel percorso di recupero ha fatto scattare un campanello d’allarme. È stato lo stesso Curry ad ammettere di non sentirsi ancora al cento per cento.

“È qualcosa di strano. È difficile prevedere come guarirà”

Il numero 30 dei Warriors ha parlato apertamente della situazione, senza nascondere le incertezze legate ai tempi di recupero.

“È qualcosa di strano”, ha dichiarato. “È difficile prevedere come guarirà. Ci vorrà ancora un po’ di tempo. In questo momento, con questo tipo di infortunio, si tratta di andare giorno per giorno. Riesci a mettere insieme una serie di giorni buoni? Io l’ho fatto. Spero che presto mi permettano di tornare in campo e di rientrare con la squadra il prima possibile”.

Parole che riflettono cautela ma anche determinazione. Il percorso sarà graduale, con l’obiettivo di evitare ricadute in una fase cruciale della stagione.

Non solo Curry: stagione complicata per Golden State

I problemi fisici non riguardano soltanto il playmaker. Jimmy Butler ha subito a gennaio la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, un infortunio che ha compromesso definitivamente la sua stagione.

Anche Kristaps Porzingis, arrivato con grandi aspettative, ha faticato a trovare continuità: finora non è riuscito a superare i 17 minuti in campo con la nuova maglia a causa di problemi di salute.

In un contesto già fragile, l’assenza di Curry rappresenta il colpo più duro. Golden State è chiamata a resistere ancora qualche settimana, sperando che il suo leader possa tornare in tempo per cambiare l’inerzia della stagione.

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