Marc Marquez conquista la Sprint del Gran Premio d’Indonesia e, per la prima volta nel 2026, si prende da solo la testa della classifica del Mondiale MotoGP. A Mandalika il pilota Ducati approfitta di una gara caotica, segnata dalle cadute iniziali di Raul Fernandez e Marco Bezzecchi e dai problemi incontrati da Jorge Martin, chiudendo davanti ad Ai Ogura e Fabio Di Giannantonio. Martin termina invece quarto e ora insegue Marquez a quattro punti.
Raul Fernandez e Bezzecchi subito fuori dai giochi
La Sprint cambia volto già alla prima curva. Raul Fernandez, partito dalla pole position dopo aver firmato un 1:28.852 in qualifica, e Marco Bezzecchi finiscono entrambi a terra immediatamente dopo il via.
Nella confusione della partenza Jorge Martin è il più rapido ad approfittarne, passando dalla quinta posizione alla testa della corsa. Marquez, che scattava quarto, riesce invece a evitare il peggio e si sistema alle sue spalle.
Lo stesso Marquez ha successivamente spiegato la dinamica della partenza: “Alla partenza eravamo in ordine. Bezzecchi guardava di lato Fernandez, io guardavo Bez e DiGia guardava me. Si è creato un effetto fisarmonica e siamo andati tutti lunghi, frenando un po’ più tardi di quello che avevamo accanto. Martin, il più furbo, è passato da quinto a primo in una curva”.
Martin prova la fuga, Marquez resta in attesa
Nei primi giri Martin riesce a imporre un ritmo molto elevato. Il pilota Aprilia mette insieme tre passaggi veloci consecutivi e porta il proprio vantaggio su Marquez oltre il secondo.
Il numero 93 evita però di forzare inutilmente. Dopo uno spavento al terzo giro decide di non restare troppo vicino alla moto dello spagnolo e gestisce la situazione in attesa della seconda parte della Sprint.
“Evidentemente nelle gare può succedere di tutto. Anche se un circuito è favorevole o sfavorevole, devi partire fiducioso. Nei primi giri volevo attaccare Martin, ho avuto uno spavento al terzo giro e lì ho visto che stare dietro, attaccato, era molto difficile. È scappato un po’ e io ho mantenuto il ritmo per capire se avrei potuto spingere alla fine”.
Il problema di Martin cambia la gara
La svolta arriva al settimo dei tredici giri. Martin rallenta improvvisamente e lascia passare Marquez. Il problema sembra essere legato alla pressione dello pneumatico anteriore e il pilota Aprilia perde così la possibilità di controllare la gara dalla prima posizione.
Marquez si ritrova al comando e può iniziare a gestire il proprio ritmo. “Ho provato a spingere e ho iniziato a girare sull’1:29. All’improvviso ho visto che probabilmente aveva un problema con la pressione dell’anteriore e lì sono passato in testa. La gara era come la volevo io: potevo gestire il ritmo. Siamo riusciti a finire primi e a prendere 12 punti”.
L’errore di Martin nel finale
Martin prova comunque a limitare i danni e resta in lotta per la seconda posizione fino agli ultimi giri. Al dodicesimo passaggio, però, arriva un altro episodio decisivo: va lungo alla curva 16 e scivola dalla seconda alla quarta posizione.
A completare il podio sono così Ai Ogura, secondo, e Fabio Di Giannantonio, terzo. Martin deve accontentarsi del quarto posto, risultato che consegna a Marquez la leadership solitaria del campionato.
Marquez per la prima volta solo al comando
Con l’ottava vittoria stagionale in una Sprint, Marquez sale a 343 punti e supera Jorge Martin, ora distante quattro lunghezze. Marco Bezzecchi resta terzo ma vede aumentare il proprio ritardo, arrivato a 59 punti dalla vetta.
La situazione del Mondiale dopo la Sprint di Mandalika vede quindi:
- Marc Marquez – 343 punti
- Jorge Martin – a 4 punti
- Marco Bezzecchi – a 59 punti
Un ribaltamento particolarmente significativo considerando quanto le Aprilia erano apparse competitive durante tutto il weekend indonesiano.
Marquez esausto dopo il traguardo
La vittoria ha richiesto un grande sforzo fisico. Dopo la Sprint, Marquez è apparso molto provato dal caldo e dalle condizioni di Mandalika, tanto da lasciare rapidamente la zona del podio per cambiarsi e rinfrescarsi.
“È disumano stare lì con la tuta addosso. Va benissimo festeggiare sul podio per la foto, ma per il rendimento in vista della gara di domenica non è positivo. Sono salito sul golf cart e sono andato a cambiarmi e a rinfrescarmi. Siamo atleti d’élite e qui, su una moto, per rendere al massimo si cerca la prestazione migliore. Per un atleta è lo stesso. Ognuno guarda ai propri interessi”.
“L’obiettivo è uscire vivi dal campionato”
Nonostante la nuova leadership, Marquez non cambia strategia in vista della gara lunga. Il suo obiettivo resta quello di evitare errori pesanti e soprattutto uno zero che potrebbe nuovamente modificare la situazione in classifica.
“Il primo obiettivo erano le qualifiche e lo abbiamo raggiunto bene. Il secondo era perdere meno punti possibile nella Sprint ed è andata più che bene. Domani la stessa mentalità: perdere meno punti possibile e uscire da qui vivi per il campionato”.
Per la gara di domenica Marquez pensa inoltre di utilizzare la gomma media, dopo le difficoltà mostrate da diversi piloti con la morbida nella seconda parte della Sprint.
“Credo che andremo con la media. Soprattutto perché alla fine della gara molti piloti soffrono con la gomma morbida, che sul fianco sinistro è molto morbida e comincia ad aprirsi. Venerdì mi sono trovato bene con la media, domani proveremo nel warm-up e poi vedremo cosa succede”.
Raul Fernandez firma la prima pole in MotoGP
Prima della Sprint, il sabato di Mandalika aveva regalato anche la prima pole position in MotoGP a Raul Fernandez. Il pilota spagnolo ha fermato il cronometro sull’1:28.852, precedendo Marco Bezzecchi di poco più di un decimo e Fabio Di Giannantonio.
Marquez aveva ottenuto il quarto tempo in 1:29.118, riuscendo a precedere di appena 34 millesimi Martin, quinto con 1:29.152. Alle loro spalle Fermín Aldeguer, Ai Ogura, Alex Marquez, Pedro Acosta e Francesco Bagnaia.
La pole di Fernandez e il passo mostrato dalle Aprilia sembravano indicare una Sprint favorevole alla casa di Noale. Le cadute alla partenza e i problemi di Martin hanno invece ribaltato completamente lo scenario, consegnando a Marc Marquez una vittoria inattesa e soprattutto il comando solitario del Mondiale.
